Milano: La lega con Bossi in Piazza Duomo al grido di secessione

“Secessione, Secessione”, è questo lo slogan urlato dai molti manifestanti leghisti che domenica mattina hanno sfilato per le vie di Milano. Un corteo della Lega contro il Governo Monti, al quale hanno partecipato i leader leghisti, Umberto Bossi e Roberto Maroni, simbolicamente uno accanto all’altro, per dimostrare la pace fatta dopo le polemiche dei giorni scorsi.

E a chi gli chiedeva come andava Maroni rispondeva: “è tutto a posto, la Lega non è mai stata divisa”. Bossi, invece, rivolgendosi ai giornalisti incalzava: “Sapevo che non sarebbe successo niente… Siete voi che lo speravate”.

Il corteo si è mosso da piazza Castello per arrivare in una piazza Duomo gremita di leghisti (alla stessa ora ieri era gremita di cittadini che onoravano la salma di Nicolò Savarino). Tanti i cartelli contro il governo dei professori: tra le varie scritte si leggeva:“Governo ladro, giù le mani dalle pensioni e dalla casa”, oppure “Il governo è avvisato, la Padania e’ incazzata”. Un altro cartello richiamava la polemica o la pseudo polemica tra l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni e Rosi Mauro, sui cui era scritto “cerchio tragico”, con al centro una foto di Umberto Bossi e Rosi Mauro e  la scritta “salviamo il soldato Bossi”. Tra l’altro tra i manifestanti  lo stesso Marco Reguzzoni, che ha negato qualsiasi passo indietro.

Il Corteo giunge  in piazza Duomo, dove sono arrivati anche i trattori dei contadini lombardi,  e per evitare disordini si è voluto evitare di  far parlare Maroni  e Calderoli dal palco, ma solo i governatori leghisti Cota e Zaia e alcuni segretari nazionali. Naturalmente ha preso la parola, accolto da un’ovazione e lunghi applausi, il leader della Lega Umberto Bossi che  si  rivolgeva alla folla  e  minacciava di togliere la fiducia alla giunta regionale lombarda. Poi Bossi si  rivolgeva a Berlusconi dicendo: “tanto alle elezioni ci andiamo ugualmente. Scegli, o fai cadere questo governo infame o comunque alle elezioni ci andrai per fare quelle della Regione Lombardia. La Lega ti obbliga alla scelta. Non puoi più far finta di niente, rimanere sordo al grido che sale dalla gente”. Bossi durante il suo discorso usando sempre il solito linguaggio colorito ha definito il governo Monti come “infame”, aggiungendo: “Monti fuori dai coglioni”.

Ma Calderoli  anche se non ha parlato dal palco di piazza Duomo non aveva mancato di far sentire la sua voce in Piazza Castello poco prima, dicendo: “Siamo qui per mandare a casa il governo Monti. Mi auguro che per le Idi di Marzo qualcuno dia la famosa coltellata al governo e finalmente la parola torni al popolo”

Insomma la lega ha annunciato e confermato un opposizione ad oltranza e ha fatto capire chiaramente che non vuole scendere a compromessi col governo in carica, questo però non necessariamente può essere interpretato come positivo per lo stesso partito e meno che meno per il bene del paese.

Sebastiano Di Mauro

23 gennaio 2012

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