Consulta: Catricalà, fa un passo indietro e ritira la sua candidatura

Consulta: Catricalà, fa un passo indietro e ritira la sua candidatura

catricalà-ritira-candidaturaROMA – Dopo il nulla di fatto alla votazione di ieri, Antonio Catricalà, a sorpresa annuncia il suo passo indietro, dicendo: “Non vorrei mettere a rischio la mia immagine professionale e spero che il parlamento possa più facilmente superare le contrapposizioni che hanno finora ostacolato l’elezione dei due giudici costituzionali. Non provo nessuna amarezza, sono un uomo delle istituzioni. C’è un problema, ho voluto risolverlo cosi”.

Così ora si aprono nuovi scenari ed in mancanza di una nuova candidatura, anche la prossima votazione, prevista per lunedì, rischia di replicare il “nulla di fatto” per rieleggere i due giudici giudici della Corte Costituzionale.

Dunque una situazione di stallo, che evidenzia lo scetticismo all’interno di Forza Italia e conferma la spaccatura interna al partito.

Intanto sia il presidente della Camera e Senato, Laura Boldrini, che il presidente del Senato, Pietro Grasso, hanno ricalendarizzato la nuova per lunedì prossimo alle ore 15, permettendo così alle forze di maggioranza e a Forza Italia di trovare nuovi candidati.

Berlusconi, che è bloccato ad Arcore da motivi di salute, è molto infastidito da queste tensioni, che manifestano le difficoltà nella gestione del partito, al cui interno alcuni senatori dissidenti hanno palesemente manifestato il loro rifiuto a votare un uomo estraneo al partito. Si è così profilato il nome di Donato Bruno, storico amico di Marcello Previti, che ha raggiunto 120 voti.

Il leader di Fi. quindi ha incaricato il suo fedelissimo Denis Verdini per risolvere la situazione nel durante il fine settimana e in alternativa, proporre al Pd un cambio di fronte. Per Berlusconi la cosa importante è che non salti l’accordo con Matteo Renzi.

Potrebbe dunque esserci un piano B che potrebbe candidare due nomi nuovi e inaspettati, con conseguente sostituzione di Luciano Violante, proprio perchè anche nelle fila del Pd ci sono diverse defezioni che hanno fatto raggiungere solo 468 voti all’ex presidente della Camera, mentre per essere eletti ne servono 570.

Un altro intervento importante in merito è quello del presidente dei deputati di Fi Renato Brunetta, che afferma: “Forza Italia, ne sono certo, riuscirà ad individuare una nuova e adeguata personalità da proporre al parlamento. Il tutto senza strappi o divisioni, con la guida saggia e decisiva del nostro presidente Berlusconi”

Sebastiano Di Mauro
13 settembre 2014

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