Spending review: obiettivo del commissario Cottarelli operare tagli ai ministeri per 20 miliardi

Spending review: obiettivo del commissario Cottarelli operare tagli ai ministeri per 20 miliardi

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Dopo il vertice strategico di lunedì sera a Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato insieme al premier Matteo Renzi, il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan ed il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, Inizia l’operazione tagli alle spese ministeriali, individuando soprattutto il metodo più adatto per arrivare a quel 3% di risparmi che vuole realizzare Renzi.

Ora il commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli ha una corposa lista di risparmi, che poi dovranno essere individuati nel dettaglio da ogni singolo ministero. Infatti ogni dicastero dovrà presentare un piano dettagliato per ridurre di 20 miliardi la spesa pubblica per il 2015, come si è prefissato Renzi.

Sul piano di Cottarelli le misure di contenimento della disponibilità finanziaria dovrebbero prendere il via proprio dalla presidenza del Consiglio con la razionalizzazione di dipartimenti e dirigenti.
Saranno poi da sfoltire anche i ministeri della Difesa e dell’Interno, nonostante lo stato di agitazione delle forze dell’ordine contrariate per l’annuncio del blocco degli stipendi, ma il commissario ha già dichiarato la necessità di coordinare Polizia, Carabinieri, Finanza e Forestali.

Nei programmi di Cottarelli anche il ministero degli Esteri, dove sarà necessario recuperare risorse nella fitta rete diplomatica e consolare.

Cottarelli punta a ridurre le spese nelle partecipate da 8mila a 2mila per ricavarne, entro il 2015, 500 milioni di euro che salirebbero a 2 miliardi nel lungo periodo.

Il presidente del Consiglio deve ora affrontare i ritardi dell’arrivo al Quirinale di due decreti importanti come sblocca-Italia e giustizia, che a cascata rischia di rallentare le previsione dei mille giorni prefissati da Renzi, il cammino dei decreti attuativi e incontrare perfino il pollice verso di Bruxelles con conseguenti dubbi sulla credibilità del nostro Paese di fronte all’Europa.

Sebastiano Di Mauro
9 settembre 2014

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