Di Battista prende posizioni sull’ISIS, è subito un fiume di polemiche

Di Battista prende posizioni sull’ISIS, è subito un fiume di polemiche

indexIl post dal titolo “ISIS: che fare?” del deputato cinquestelle spezza la calma piatta del sabato di Ferragosto e si appresta a scatenare una serie di reazioni nella politica italiana.

ROMA – «Il mondo del petrolio è dello stesso colore del liquido tanto ricercato: nero, come le tendenze più oscure della natura umana. Suscita bramosie, accende passioni, provoca tradimenti e conflitti omicidi, porta alle manipolazioni più scandalose». La citazione che Di Battista riporta nel suo articolo, apparso in prima pagina sul blog di Beppe Grillo, sembra riassumere alle perfezione il senso di tutto il suo discorso: la storia del terrorismo internazionale di matrice islamica è strettamente intrecciata, quasi in un abbraccio mortale, agli interessi dei grandi gruppi economici mondiali che mascherano le loro guerre per il controllo delle principali risorse naturali con crociate in difesa della libertà e dei diritti umani.

Una posizione certamente non nuova ma caratterizzata da alcune parole forti di Di Battista che, dopo aver ricostruito le fasi principali della storia recente dell’Iraq, dagli anni ’20 all’invasione statunitense, sottolinea come «dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione». E ancora: «Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E’ triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana».

Il lungo articolo non manca di attaccare gli Stati Uniti in più passaggi, paragonando l’ex Segretario di Stato americano Colin Powell ad un miliziano dell’ISIS, e lancia accuse alla proposta del ministro Mogherini, che proponeva di armare i curdi. Davanti all’avanzata dell’ISIS, il deputato pentastellato propone una serie di otto punti che l’Italia dovrebbe prendere in considerazione e che toccano diversi argomenti: dalla messa in discussione della leadership statunitense nel trattare le questioni in Medio Oriente alla promozione da parte dell’UE di una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente; dalla promozione dell’Italia di una moratoria internazionale sulla vendita delle armi all’esortazione di cominciare a pensare ad una società post-petrolifera, passando per la messa in discussione di alcuni stati-nazione creati dall’occidente e per il ripensamento del terrorismo come un cancro, da legare all’ingiustizia sociale.

All’intervento di Di Battista sono seguite immediatamente le reazioni delle altri parti politiche. Le parole con cui lo stesso deputato pentastellato stempera subito dopo, prendendo le distanze da una mera giustificazione del terrorismo, non sono bastate. Per Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del PD, « la teoria di fondo che anima le inconcepibili e pericolose parole di Di Battista è che dietro ogni terrorista ci sia una giusta motivazione da ascoltare. In realtà quanto invece emerge dalla vicenda dell’Isis, citata dal parlamentare 5 stelle, ci parla piuttosto di una ventata integralista, priva di ogni fondamento di diritto o di una pur aberrante rivendicazione, ma che pone come base l’idea che chiunque non si assoggetti al volere o al credo di quella fazione è un soggetto da eliminare fisicamente». Per il leader dei Verdi Angelo Bonelli, «sbaglia Di Battista il terrorista è disumano e mettere bombe nelle metropolitane uccidendo bambini, uomini e donne è schifoso come lo sono le bombe, per nulla intelligenti, dei droni che uccidono bambini, uomini e donne nei villaggi, del medio oriente e non solo». Anche Francesco Giro, senatore di FI, critica duramente l’intervento: «Le dichiarazioni di Di Battista sono stupide e inutilmente provocatorie. Fanno parte del personaggio. Spiace perché sono parole che giungono nel giorno in cui si celebrano i funerali del giovane fotoreporter Camilli che con i suoi reportage ci racconta la tragedia di Gaza attraverso storie anche piccole e minute di uomini, donne e ragazzi che vivono con grande dignità e coraggio la loro tragedia con la speranza nel cuore di giustizia e pace».

Redazione
16 agosto 2014

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