Riforme: si al dialogo con tutti, ma niente passi indietro dice il ministro Boschi

Riforme: si al dialogo con tutti, ma niente passi indietro dice il ministro Boschi

Maria-Elena-Boschi-ministro-per-le-Riforme-CostituzionaliIl ministro delle riforme Maria Elena Boschi, in merito alle proposte sulle riforme, che stanno pervenendo al governo da più parti, afferma: “Siamo interessati ad ascoltare le proposta del M5S, ma non si può ricominciare da capo e ritardare il processo, dobbiamo andare avanti con determinazione”.

Poi precisa che mercoledì ci sarà l’incontro tra la delegazione del Pd e quella del Movimento 5 Stelle, e in proposito puntualizza che non ci si deve aspettare uno stravolgimento, perchè “il Pd si è rivolto a tutti i partiti e fino ad oggi solo Forza Italia ha deciso di partecipare a questo processo di riforme ed è in corso un dialogo con loro. Quindi se ci sono stati dei ripensamenti da parte di chi prima non voleva, ben venga, ma non si può buttare all’aria un lavoro di mesi che ha coinvolto tutto il Parlamento. Infine il ministro ribadiva “Ci sono riforme costituzionali che hanno fatto un passo positivo verso l’accordo e si va verso la votazione finale nel mese di luglio”.

M5S non ha molto gradito le parole della Boschi, perché di fatto chiudono la porta ad ogni possibile intervento di modifica, a partire da quella elettorale, il cosiddetto «Italicum», scaturito dall’accordo al Nazareno fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Il deputato grillino Carlo Sibilia, ironizzando lancia un tweet e scrive: “Non si può mancare di rispetto a don Silvio”.

Luigi Di Maio di M5s, vicepresidente della Camera, che insieme a Danilo Toninelli, Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella farà parte della delegazione che prenderà parte all’incontro, usa Facebook per esprimere il punto di vista del suo Movimento e scrive: “Qui non si sta parlando di persone con cui accordarsi, ma di punti importanti della nostra legge elettorale da far entrare nell’ordinamento giuridico del nostro Paese. Mercoledì vogliamo dare un’opportunità al Pd avendo a cuore solo questo obiettivo”. Poi Di Maio precisa: “La nostra Legge elettorale è stata definita ‘perfetta’ da persone che non ci saremmo mai aspettate la apprezzassero. Noi non crediamo che sia perfetta, ma che sia un ottimo punto di inizio per dare agli italiani un degno sistema di elezione dei propri rappresentanti”.

Sta facendo anche discutere la possibile immunità da concedere ai membri del nuovo Senato, ipotizzata nell’ultima versione della riforma. Il rischio secondo Pipo Civati è che la norma potrebbe essere invocata per coprire anche le azioni o i possibili reati per cui i nuovi membri del Senato dovessero essere chiamati a rispondere al di fuori dell’attività parlamentare. Tanto più, sottolinea Civati, che si tratta di sindaci o presidenti di regione che potrebbero incorrere in casi di corruzione per la loro attività che finirebbe coperta dall’immunità.

Sull’argomento prende la parola il leghista Roberto Calderoli, che provocatoriamente propone: “ togliamo l’immunità sia a deputati che a senatori. Tutti siano trattati come cittadini comuni”.

M5S non perde l’occasione di dire ala sua e attraverso il senatore Nicola Morra afferma: “Fra gli emendamenti a firma congiunta Finocchiaro-Calderoli, uno consegna ai futuri senatori delle autonomie il privilegio più odioso, l’immunità parlamentare. Naturalmente questo emendamento nasce dall’imposizione di FI e di Silvio, perché questo è da sempre l’obiettivo dichiarato di chi non accetta trasparenza e controlli

Sebastiano Di Mauro
22 giugo 2014

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