Beppe Grillo si scopre secessionista e si apre alla lega

Beppe Grillo si scopre secessionista e si apre alla lega

salvini-grillo-secessioneGrillo cavalca l’onda populista e riprende un vecchio cavallo di battaglia della lega, incarnando un po’ Bossi e un po’ Borghezio, per pubblicare un nuovo post dal sapore leghista.
Matteo Salvini, leader leghista, si è subito premurato di stigmatizzare l’affermazione di Grillo, dicendo: “Non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega”. “Ma se le sue non sono solo parole – dice Salvini – allora sostenga l’indipendenza del Veneto.
Però Grillo non pare sia in difficoltà, ma da bravo comunicatore qual’è vuole sfruttare il momento e si affida a questa vecchia idea del popolo, mai sopita del tutto, anche se poi nella realtà è più un’idea di pura fantasia.
Nel suo blog Beppe Grillo scrive: “E se domani quella che ci ostiniamo a chiamare Italia, ci apparisse per quello che è diventata, un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme?
Prosegendo: “E se domani i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant’anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche”.
Concludendo: “Cosa può succedere domani? E’ ormai chiaro che l’Italia non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti. Le regioni attuali sono solo fumo negli occhi, poltronifici, uso e abuso di soldi pubblici che sfuggono al controllo del cittadino. Una pura rappresentazione senza significato. Per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie”.
E se domani, invece di emigrare all’estero come hanno fatto i giovani laureati e diplomati a centinaia di migliaia in questi anni o di ‘delocalizzare’ le imprese a migliaia, qualcuno si stancasse e dicesse ‘Basta!’ con questa Italia, al Sud come al Nord? Ci sarebbe un effetto domino. Il castello di carte costruito su infinite leggi e istituzioni chiamato Italia scomparirebbe“.

Beppe Grillo dunque dice “Basta Italia”, ma intanto si trova a combattere con i suoi 160 parlamentari della Repubblica, al cui interno c’è un gran fermento, che mettono in dubbio la sua stessa unità e forse il pericolo secessione è proprio nello stesso movimento pentastellato.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook