Campane a morto per Letta. Lunga notte per il Pd e il Cav teme Renzi

Campane a morto per Letta. Lunga notte per il Pd e il Cav teme Renzi

L’impasse del governo sembra ormai senza soluzione e ad ogni ora ci sono novità e già si  azzarda perfino una nuova squadra di governo guidata da Renzi e Prodi al Colle.

La conferenza stampa del premier di oggi pomeriggio ha il sapore di una vera dichiarazione di guerra e il fatto che Letta parli di programma senza scadenze vuol dire chiaramente che il suo obiettivo è restare a Palazzo Chigi. Quindi non sembra ci sia spazio ad una soluzione non traumatica e nella sede del Pd durante la notte si analizzeranno le varie soluzioni possibili da decidere nella sgreteria di domani.

Secondo fonti ben informate, Matteo Renzi non ha nessuna intenzione di alcun passo indietro e sicuramente non voterebbe un Letta-bis, piuttosto sarebbe favorevole per andare al voto.

C’è dunque tensione tra i renziani e nessuno è disponibile a fare dichiarazioni che potrebbero poi essere controproducenti per le scelte della propria corrente di partito.

Renzi, che non si lascia andare ad indiscrezioni sul colloquio di questa mattina con il premier, dice: “Parlerò domani alla direzione e a viso aperto”.

A Letta, Renzi avrebbe detto le sue ragioni circa la necessità di un cambio di governo per dare sostegno ai gruppi parlamentari dove ormai tutti danno per chiusa l’esperienza, eccezione fatta per i soli lettiani.

Dunque non c’è più tempo per Letta e tra i militanti del Pd non mancano le preoccupazioni perchè l’ipotesi di un approdo di Renzi a palazzo Chigi senza un voto non viene vista come una soluzione facile, perchè lo stesso Renzi si è sempre dichiarato contrario a questa ipotesi.

Cosa succederà ora, ci avviamo verso nuove elezioni?

Per i più ottimisti ritengono che Renzi in pochi mesi cambierà la legge elettorale e poi nel 2015 provocherà la caduta di governo per andare al voto.

Si tratterebbe solo di manovre di palazzo e già si riscaldano i chiamati a partecipare al nuovo governo “politico”, da Graziano Delrio all’Interno ad Andrea Guerra allo Sviluppo economico e Lucrezia Reichlin a Tesoro, mentre sembra certa l’uscita di Dario Franceschini, che potrebbe andare alla Camera al posto di Laura Boldrini, che invece si sposterebbe su un ministero.

Grande attesa dunque per domani pomeriggio alla direzione del Pd, dove il segretario farà la sua relazione che probabilmente sarà messa al voto e a quel punto Letta avrebbe poche possibilità di vedersi rinnovata la fiducia.

Gianni Cuperlo dice: “ci comporteremo con il senso di responsabilità che è proprio non di una minoranza, ma di un gruppo dirigente impegnato a lavorare per l’unita’ del Pd”, ribadendo che:“Tocca al segretario del Pd dire parole di chiarezza sul percorso che il primo partito della maggioranza intende seguire”.

Secondo Berlusconi la decisione di Matteo Renzi è un azzardo, ma rimane un problema del Pd e di Letta, sempre che la scelta di Renzi non si riveli vincente fino al 2018 perchè, in quel caso, diventerebbe un problema anche per il Cavaliere.

Quindi Forza Italia si prepara a denunciare l’ennesimo ribaltone ad opera della sinistra puntando il dito contro il giovane rottamatore che si lascia sedurre dal potere e dalle poltrone, alla faccia dei cittadini.

Sebastiano Di Mauro
12 novenbre 2014

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