Berlusconi secondo don Gallo

Davanti alle telecamere  le  provocazioni del prete “scomodo” di Genova,  che punta il dito sul premier invitandolo nella sua comunità

Chi  ha assistito la sera di sabato scorso al programma di approfondimento politico del week end “IN ONDA”, decollato su La7 con la conduzione di Luca Telese e Nicola Porro, ha potuto  seguire il tema della trasmissione, che verteva sul premier Berlusconi alla luce degli ultimi fatti di cronaca che riprendono le intercettazioni telefoniche sul caso della presunta estorsione operata da Giampaolo Tarantini. Ma per chi non avesse potuto farlo riportiamo i fatti salienti di quanto accaduto davanti alle telecamere.

 

Cominciamo col dire che non sarebbe la prima volta che don Gallo, prete scomodo e fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova, punta l’indice contro il comportamento del premier Berlusconi ma questa volta, proprio per le rivelazioni derivanti dall’indagine sulle escort a Palazzo Grazioli è stato duro ed esplicito: “chi gli è vicino, come parlamentari, ministri, ma anche la Chiesa, e la stessa Costituzione, come fanno a non lasciargli capire che ci vuole un minimo di decoro. Questo effettivamente è quello che si chiedono molti italiani che sono stanchi di questa continua bagarre mediatica, che nulla a che fare con le reali necessità del nostro paese, specie in questo delicato momento politico sociale.

A don Gallo veniva chiesto cosa pensasse della faccenda e lui, approfittando delle telecamere e col candore e la schiettezza che da sempre lo distingue, ha sentenziato: “quell’uomo è malato ha bisogno di fermarsi ed io mi offro di prenderlo nella mia comunità. Stia un pò con noi, chissà che poi non possa ripartire”. Certo che nell’apparente candore era nascosta una chiara provocazione come quelle che solo don Gallo può fare e ha avuto una eco mediatica di grande effetto, da attirare tanta solidarietà. Tanti i commenti sulla pagina di Face boock di don Gallo, tipo questa: Sei un “GRANDE”!!!! Strepitoso ieri sera per come hai contrastato quei poveri servi in evidente imbarazzo”. Si, di imbarazzo effettivamente c’è n’è stato e tanto. Lo stesso Nicola Porro ha dato manforte all’ex ministro prof. Martino, visibilmente incollerito con don Gallo che, più volte apostrofava come “pretacchione”, senza che nessuno dei due conduttori lo fermasse o semplicemente gli facecce notare che era scorretto quel comportamento.

L’inerzia dei due conduttori è stata loquace più di ogni discorso e non può che essere riprovevole il tacere su una frase estemporanea dell’ex ministro Martino, che controbattendo don Gallo affermava: “San Francesco è colpevole di diffondere povertà”. Personalmente credo che oggi, in questo specifico momento storico tutti noi ma soprattutto i politici abbiamo bisogno di seguire le orme di Francesco che si rifà alle affermazioni della povertà evangelica “beati i poveri di spirito perchè di essi è il regno dei cieli”. Ma qual’è il grado di coscienza cristiana dei nostri politici che sono presi tutti dalla smania di fare soldi più che guidare il paese, che sta affogando sempre più?

 

La  provocazione sul premier non è stata la sola, perchè in un altro passaggio affermava: “L’Italia è una bellissima penisola bagnata da tre mari e prosciugata da Tremonti”. Sapeva molto di barzelletta, ma tuttti sappiamo che è una grande verità. Ora quali saranno le reazioni di Berlusconi, che al momento tace? Sicuramente dirà di non aver nulla di cui vergognarsi e continueà a negare l’evidenza fino alla fine.

C’è da dire che nonostante a tutti è riconosciuta la presunzione d’innocenza e quindi anche al premier Berlusconi, alla luce di queste ultime intrecettazioni, al di là del fatto giuridico che siano legali o meno, c’è di che rabbrividire nel sentire certe frasi riportate come: “ faccio il presidente del Consiglio a tempo perso” o ancora peggio di far prevalere il suo senso di ospitalità “accudendo le bambine”. Non meno inquietanti sono queste altri frasi: “Da quando hanno visto che sono stato dichiarato da Playboy il politico più sexy sul libro che è venuto fuori il trenta … Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera. Erano in undici, me ne sono fatto solo otto perché non potevo fare di più”

Berlusconi comunque si difende dicendo di aver semplicemente fatto tutto quello che ogni italiano farebbe “avere relazioni con donne giovani e belle”. Sarebbe a questo punto interessante sapere cosa pensano effettivamente gli italiani in merito, nel frattempo ognuno può farsi la sua idea che non sarà la verità processuale ma più semplicemente quello che ognuno di noi vede a  livello morale sulla vicenda.

 

di Sebastiano Di Mauro

 

19 settembre 2011

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