Confermata la condanna per Berlusconi:le ore del govermo Letta sono contate

Confermata la condanna per Berlusconi:le ore del govermo Letta sono contate

Passata in giudicato  la sentenza di 4 anni di reclusione, ma le pene accessorie dovranno essere ricalcolate.

Berlusconi3Come nelle aspettative, nonostante contrarie alle giuste e comprensibili attese del pdl e dello stesso Berlusconi, la condanna a 4 anni di reclusione  è stata confermata, ma è stato tuttavia disposto il rinvio alla Corte d’Appello di Milano,  per rideterminare l’interdizione.
Alla lettura della sentenza non erano presenti gli avvocati difensori Longo e Ghedini, né lo stesso Berlusconi, che da tre giorni si è trincerato nel più assoluto silenzio all’interno di Palazzo Grazioli, attendendo il verdetto insieme al suo delfino, il  ministro dell’Interno Angelino Alfano, ed il figlio Piersilvio Berlusconi.
La Corte d’Appello aveva condannato l’ex premier a 4 anni di reclusione per frode fiscale e a 5 di interdizione dai pubblici uffici. Ieri la parola era passata alla difesa, e nel corso della sua arringa l’avvocato Ghedini aveva affermato che mancava la prova che Berlusconi avesse partecipato al reato.
Il procuratore Antonio Mura, invece definiva Berlusconi “l’ideatore del meccanismo delle frodi fiscali”, chiedendo il rigetto dei ricorsi presentati dalla difesa e la conferma della condanna. Sono invece da ricalcolare, secondo l’alta corte, l’interdizione dai pubblici uffici considerata troppo elevata.
La Camera di consiglio era cominciata nel primo pomeriggio, ma già dopo le 17 era imponente  l’afflusso in Cassazione dei giornalisti,  italiani e stranieri accreditati per l’udienza, e tutti si preparavano a dare in diretta il dispositivo della Cassazione.
Con questa sentenza, dopo 10 anni di scontri e processi, la Corte di Cassazione ha messo fine all’era Berlusconi, ma ha anche ridato fiato al  leader del Pdl  che  aveva atteso questo momento col fiato sospeso in questo  giorno che, indubbiamente, è stato il  più lungo della sua vita.
Questo dunque è stato ritenuto il giorno del giudizio, ma non solo su Silvio Berlusconi, ma anche per il governo Letta, le cui sorti erano legate al leader del Pdl e ora alla luce di questa sentenza è inevitabile si inneschi un meccanismo che difficilmente darà scampo.
Pertanto è verosinile supporre che le ore del governo sono contate. Forse non cadrà ora, ma a settembre difficilmente resisterà.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha così commentato: “La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge”
Silvio Berlusconi al momento continua ad osservare il silenzio e dopo aver stoppato  le manifestazioni che il suo partito voleva organizzare, ora riceve l’intero stato maggiore ma ancora non trapela nessuna notizia e nessun commento sulle possibili reazioni.
Di certo è che per la politica italiana inizia una fase nuova, una fase difficile, dove questa sentenza avrà un grosso peso, perchè la sentenza passata in giudicato dice che il leader del pdl ha commesso un reato penale e potrebbe essere richiesta la sua dimissione dal Senato.
Sembra però improbabile che la macchina organizzativa del pdl non metterà in atto manifestazioni di piazza per dichiarare il  loro sdegno verso questa sentenza da loro ritenuta ingiusta.
Ora per Berlusconi di apre la possibilità degli arresti domiciliari, considerando che tre dei 4 anni definitivi sono coperti dall’indulto, ma il restante dovrà essere scontato, con ogni probabilità, ai domiciliari, oppure l’affidamento ai servizi sociali.
Berlusconi però aveva già fatto sapere di non accettare quest’ultima ipotesi e preferire il carcere, cosa che però sembra alquanto inverosimile e anche questa volta dirà agli italiani che hanno capito male, che lui voleva dire un altra cosa.
La novità sarebbe solo quella che, essendo stata richiesta la riduzione dell’interdizione, sarebbe  dunque ridotto anche il periodo in cui dovrebbe restare  fuori dal Parlamento.
La condanna di oggi dovrà comunque  ancora essere ratificata dalla Giunta per le Elezioni. In merito non ci sono precedenti, ma vista la situazione non è escluso che  si possa pensare un colpo di mano, sconfessando la decisione della magistratura.
Questo però porterebbe inevitabilmente ad un clamoroso conflitto e ad uno scontro frontale tra poteri dello Stato, cosa che invece la decisione della Cassazione ha voluto evitare confermando la sentenza.
Sotto video relativo alla lettura sentenza.

Sebastiano Di Mauro
1 agosto 2013

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