Governo Letta: Civati propone di uscire dalle larghe intese. Necessario confronto col M5S

Governo Letta: Civati propone di uscire dalle larghe intese. Necessario confronto col M5S

pippo-civatiProposta choc di Pippo Civati al Pd: fuori dalle larghe intese e ritiriamo Letta dal Governo
A dare manforte a Matteo Renzi ci pensa Pippo Civati che  parlando ieri a Reggio Emilia, ha lanciato una proposta choc, chiedendo al Partito democratico di lasciar perdere le larghe intese e considerare seriamente l’uscita dal governo di Enrico Letta.
Il deputato Pd ha così dichiarato: “È necessario sganciarci e ritirare il nostro contingente di pace dal governo delle larghe intese”
Civati è convinto che non è possibile stare al governo con Berlusconi, perchè  ha detto immaginando che a ottobre non possa sedere più in parlamento: “io su questo tema una riflessione la farei e non possiamo arrivare impreparati”. Poi aggiungeva  “SI TORNI A VOTARE”,
Per Civati dunque è necessario: basta intese, basta cavaliere, di nuovo alle urne. Ma è il programma economico, che Civati vorrebbe rivedere, così come riformare urgentemente la legge elettorale: “Ci sono due o tre cose da fare: chiedo di abbassare tasse sul lavoro come lo chiede il Fondo monetario internazionale, fare la legge elettorale al di là delle grandi riforme, e, se entrambi gli schieramenti vogliono ridurre il numero dei parlamentari, che lo facciano, senza dovere ricorrere ai padri costituenti”-
L’analisi di Civati è senza veli e dice: “bisogna vendicare una serie di torti che ha subito il Paese, constato che il governo Letta non è d’accordo su niente, e se stiamo a parlare della Santanchè questo la dice lunga. Su tante, troppe questioni non siamo d’accordo, su nulla”.
Poi affrontava il problema del confronto col M5S, perchè per Civati serve un punto di incontro: “Occorre ricostruire il centrosinistra subito, e insistere perché i grillini, che sono congelati nel loro dibattito interno, diventino soggetti aperti al confronto, senza nessuno scouting e nessuna malizia. Hanno preso il 25%, bisogna tenerne conto”.

Sebastiano Di Mauro
7 luglio 2013

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