Napolitano: Governo a scadenza, ma servono le riforme istituzionali. No comment sul presidenzialismo

Napolitano: Governo a scadenza, ma servono le riforme istituzionali. No comment sul presidenzialismo

presidente-napolitanoNel giorno della Festa della Repubblica, si riapre il dibattito sulle riforme, sia per quanto riguarda la legge elettorale, sia per quanto concerne la riforma della Costituzione e Angelino Alfano fa accenno ad un’ipotesi di presidenzialismo.
Il presidente G. Napolitano però, a quanti,  tra i giornalisti presenti alla conferenza stampa, gli chiedevano conferma sul Presidenzialismo, ha risposto: “Io naturalmente non dirò nulla né stasera né successivamente sui contenuti delle riforme istituzionali, a maggior ragione su quelle che riguardano il capo dello Stato. Io resterò assolutamente neutrale. Questa versione è all’ordine del giorno della commissione che sta per costituirsi e questa versione sarà discussa in un comitato di esperti e studiosi che il governo si appresta a nominare”.
Per quanto riguarda il governo, il presidente  ha detto: “il governo Letta è un’esperienza eccezionale e senza dubbio a termine”. Napolitano ribadiva comunque l’importanza di insistere sulle riforme dicendo: “Questa volta dobbiamo riuscirci il tempo di 18 mesi è un tempo più che appropriato per le riforme, il processo è complesso, ma bisogna tenere il ritmo”.
In merito ha anche precisato che potrebbe essere una nuova sentenza della Consulta ad indicare piu i punti tassativi da modificare della legge vigente, sottolineando che non significa che non si ritiene costituzionalmente sostenibile un alto premio di maggioranza, ne che si si debba tornare a una legge proporzionale pura, ma si tratta di dare una soluzione, salvaguardando quanto c’è di maggioritario nella legge elettorale.
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, invece, lasciando i Fori imperiali, ha ventilato la possibilità che l’Italia sia apra all’elezione diretta del capo dello Stato, precisando: “Ci avevano provato la scorsa legoslatura, ora questa sarà anche un’ottima scelta per aumentare l’affetto dei cittadini nei confronti delle istituzioni”. Proseguendo: “Dopo lo stop al finanziamento dei partiti e le riforme costituzionali, sarà la volta della riforma della legge elettorale”.
In merito al presidenzialismo, il segretario di Sel, Nichi Vendola, rispondendo ai giornalisti a Bologna,  ha commentato: “Il fatto che noi parliamo di presidenzialismo o semipresidenzialismo in un paese che non è riuscito nemmeno a fare la legge sul conflitto di interessi è segno di uno sbandamento culturale”. Il leader di Sel ha aggiunto: ” sono incredulo che ci sia una voglia matta di riformare la Costituzione in fretta e furia. Mi pare ci sia un’opera di distruzione con una tensione iconoclasta della carta costituzionale”.
Stefano Rodotà invece, parlando dal palco della manifestazione di Libertà e giustizia, sul tema ha detto: “Sono rimasto stupito che un politico accorto come l’attuale presidente del consiglio, Letta, abbia detto che il prossimo presidente della Repubblica non sarà eletto con il sistema dei grandi elettori. Come ho detto prima, loro non ci sono riusciti e vogliono uscire dalle loro difficoltà per la via delle riforme istituzionali
Il leader del Carroccio e governatore lombardo Roberto Maroni, sull’ipotesi dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, ha tagliato corto dicendo:”Il capo dello Stato lo abbiamo appena eletto, mi pare francamente una riforma adesso assolutamente inutile”. Sottolineando: “Quello che serve è altro e su questo il Governo sta facendo la politica del gambero smentendo tutte le buone promesse fatte. Quello che serve al Nord è lasciare qui i soldi e cancellare il Patto di stabilità”.

Sebastiano Di Mauro
3 giugno 2013

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