Il P.m. Boccassini chiede sei anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Berlusconi

Il P.m. Boccassini chiede sei anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Berlusconi

 

berlusconi2Ilda Boccassini nella sua requisitoria al processo Ruby,  chiede sei anni  di reclusione e interdizione perpetua dei pubblici uffici per Silvio Berlusconi, imputato al processo Ruby per prostituzione minorile. La sentenza attesa per il 24 giugno.
La pesante requisistoria del Pm Boccassini, si è chiusa con una richiesta di condanna ed è andata al di la di ogni peggiore previsione. Il magistrato ha ribadito che non c’è “nessun dubbio” che l’ex premier abbia fatto “sesso” consapevole che fosse “minorenne”. La Boccasini ha pure sottolineato come vi fosse un “sistema prostitutivo organizzato” e dire che vi fosse parentela tra Ruby e Mubarak è stata una “colossale balla”.
Dura la reazione di Berlusconi che ha commentato così: “Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall’odio, tutto contro l’evidenza, al di là dell’immaginabile e del ridicolo”. Aggiungendo: “alla Boccassini  è consentito tutto, perché protetta dallo scudo di una toga”. Concludendo con l’esclamazione “Povera Italia!”
Subito dopo la diffusione della notizia i suoi fedelissimi si sono stretti intorno al suo leader e tutti hanno avuto espressioni di solidarietà. Fabrizio Cicchitto è arrivato perfino a parlare di “tentato assassinio di Berlusconi per via mediatico-giudiziaria”.  Antonio Leone invece dipinge  la Boccassini come un boia che manovra sua «ghigliottina giudiziaria e la senatrice Casellati ha parlato di “ergastolo politico”, mentre   Gianfranco Rotondi faceva appello di pregare per Berlusconi.
Secondo il legale di Berlusconi, l’avvocato Niccolò Ghedini, la richiesta di condanna del pm Boccassini è “spropositata per il tipo di reato, ma siamo a Milano e possiamo aspettarci di tutto”, precisando che la richiesta a 6 anni di reclusione è “completamente sconnessa dalla realtà processuale, perchè la procura ha parlato di un altro processo e non di questo processo con una ricostruzione parziale di dichiarazioni che non corrispondono alla reale situazione probatoria”.

Sebastiano Di Mauro
13 maggio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook