Confermata la condanna a 4 anni per Berlusconi nel processo Mediaset

Confermata la condanna a 4 anni per Berlusconi nel processo Mediaset

silvio_berlusconi_condannatoCon non molto sorpresa, dopo sei ore di camera di consiglio, ieri è arrivata una nuova condanna per Silvio Berlusconi,  decisa dal collegio presieduto da Alessandra Galli della seconda Corte d’Appello di Milano, in merito  al processo sull’acquisizione dei diritti tv Mediaset.
La nuova sentenza conferma per intero la pena inflitta in primo grado di quattro anni di reclusione per frode fiscale, di cui tre condonati per  effetto dell’indulto.  Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, così come già era stato disposto in primo grafo, è stato assolto.
La sentenza per l’ex premier dispone l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e 3 anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione.
Il legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, commentando ha dichiarato: “Una sentenza al di fuori di ogni logica. In nessun altro tribunale avremmo avuto questo verdetto”. Aggiungendo: “Nessuna sorpresa, non ci aspettavamo nulla di diverso dai giudici di Milano”.
Ora rimane la questione se questa sentenza rischia di far cessare definitivamente anche  la carriera politica di Silvio Berlusconi, e il Cavaliere non può che sperare solo nella prescrizione.
Infatti i termini  per il processo sull’acquisto dei diritti televisivi, scadranno a luglio del 2014 e se per quella data la sentenza non sarà divenuta esecutiva, attraverso la conferma della Cassazione, tutto cadrà in prescrizione.
Sembrerebbe assurdo che quattordici mesi non siano sufficienti per avere una conferma della Cassazione, ma l’inghippo sta nel fatto che nel mezzo si aspetta anche il verdetto della Corte costituzionale, che deve decidere se sia stato corretto o meno  svolgere, a marzo 2010, un’udienza di primo grado nonostante Berlusconi avesse sollevato un legittimo impedimento, perchè impegnato in una riunione del consiglio del ministri.
Questo potrebbe influire su tutto perchè la Consulta scioglierà la sua riserva a giugno prossimo e a quel punto  ci saranno due possibili ipotesi per Berlusconi. La prima  che l’udienza di tre anni verrà ritenuta ininfluente, che lascerà integre le due sentenze. La seconda che potrebbe rimandare il processo alla Corte d’Appello di Milano.
Quest’ultima ipotesi che dovrebbe far ripetere l’udienza convocando  i quattro testimoni americani, allungherebbe i tempi in maniera tale da rendere quasi certa la prescrizione.
I Giudici Milanesi, hanno voluto comunque chiudere il processo con la sentenza di ieri, approfittando del fatto  che l’ex premier  Berlusconi,  pur impegnato attualmente in questioni politiche, per l’udienza di ieri non ha opposto alcun legittimo impedimento.
Un altro dilemma che si profila all’orizzonte a questo punto è quale sarà  il futuro politico del Cavaliere e quale ripercussioni ci saranno sul suo partito e di conseguenza sulla politica italiana?
Se l’interdizione verrà confermata in via definitiva non solo il Cavaliere sarebbe fuori gioco, ma per effetto del decreto varato dal governo Monti, decadrebbe il suo seggio parlamentare, essendo una condanna superiore ai due anni. A quel punto lo salverebbe l’effetto dell’indulto che gli condona tre anni, ma se nel frattempo arrivasse una condanna sopra i due anni anche per il processo Ruby, rientrerebbe ancora nella fattispecie del decreto Monti.
Quindi tutto rimane ancora da giocare e, sicuramente si farà un gran parlare su tutte queste ipotesi, dimenticando il fatto che tutto ciò non è affatto il vero problema ed il bisogno reale dell’Italia, ma forse nessun politico è veramente interessato a dare delle risposte agli italiani.

Sebastiano Di Mauro
9 maggio 2013

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