Mina is back: e quando mai è sparita

Mina is back: e quando mai è sparita

Una come Mina con la voce fa ciò che vuole e infatti in “Maeba” non c’è un genere musicale solo.
C’è da sentire la “Mina jazz” poi si può cambiare e andare sulla “Mina swing”.

È riuscita a trasformarsi da sola in una leggenda vivente, scappata dalla tv prima di sottoporsi al paragone costante con il passato.

È inevitabile però ascoltare Mina e pensare immediatamente alla sua vita segreta a Lugano, al fatto che ogni canzone del disco sia stata probabilmente registrata nello studio di casa sua.
Ma è riuscita ad isolare da tutto il resto, la sua stessa voce. Affinché tutti ad ogni progetto nuovo, potessero notare il progresso, il contenuto, il tempo che si ferma ascoltandola, la qualità e non la vecchiaia.

Mina fu un personaggio televisivo unico ma Mina è soprattutto una voce. La voce.
In “Maeba” è la voce delle ballate incredibilmente romantiche, fino alla stuzzicante “A minestrina” e il duetto in napoletano con Paolo Conte.
E poi all’ improvviso a marzo è di nuovo Natale, ma jazz, con “Last Christmas” e allora fortunato chi non ha smontato l’albero.

“Il mio amore disperato” per chi vive a Roma o l’ha vissuta, è una passeggiata riflessiva tra i vicoli di Trastevere ma anche la colonna sonora di un film di Woody Allen. Provare per credere.
In “Ti meriti l’inferno” torna quel tonfo al cuore che solo Mina sa provocare. E ti senti il protagonista della storia, la protagonista. Perché qui c’è la storia di una donna. Se ci si è appena lasciate, meglio cambiare.
E il singolo “Volevo scriverti da tanto” quando passa in radio, sa fermare il mondo.

Maeba” è un acronimo? Il nome di un aliena bianca? Che poi sarebbe lei? Che importa. Il nuovo disco va inserito nella nostra libreria musicale. Se amiamo La musica italiana.

Le aspettative per il nuovo album erano molto alte, come sempre quando si tratta della tigre di Cremona, ma “Maeba” potrebbe essere benissimo il suo disco d’ esordio, si presenterebbe comunque autentica come la conosciamo già.

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