Sanremo 2018: le pagelle (senza voti) della prima serata che non si risparmiano

Sanremo 2018: le pagelle (senza voti) della prima serata che non si risparmiano

Inizia Sanremo, rullo di tamburi, è il momento delle nostre pagelle senza voti!

Apre il Festival Annalisa con “Il mondo prima di te”
pare la più fresca tra le canzoni, ed è lei che la rende tale. Emozione alta, tonalità troppo bassa, poi il Festival comincia, la canzone pure e super precisa la voce.

Ron con “Almeno Pensami”
Un Lucio Dalla inedito sul palco di Sanremo. Ora chi ha il coraggio di dire che è un brutto pezzo? E infatti non lo è. Non possiamo volere male a Ron che ci ha riportato Dalla sul palco. A testa alta.

The Kolors: Frida (mai mai mai)
Le ragazzine che urlano a casa. Base un po’ karaoke. Del testo rimane solo “mai mai mai”. Ma stanno cantando in italiano?

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno
E’ uscito un po’ dal suo stile. Romanticismo medievale? Chissà come l’avrebbe cantata Rapunzel.

Vanoni, Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi
Preferiamo la Vanoni “Toquinhana”. La Vanoni bossanoveggiante.

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente
Siamo tornati al liceo, sotto al palco dei live durante l’autogestione. Il loro è sempre un grido. E noi gli andiamo dietro.

Mario Biondi – Rivederti
Ho voglia di riascoltarla, da sola, mentre preparo una cenetta per due. E che nessuno tocchi il jazz. Neanche quello nuovo. Neanche quello che per tanti non è più jazz. Lui è una speranza per il jazz di oggi. E poi che bella la musica.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo
Loro lo trovarono. Hanno fatto il loro tempo da numeri uno. Ma adesso forse non c’è più magia. Un tentativo di riproporre qualcosa che non è più Pooh.

Lo stato sociale – Una vita in vacanza
Influencer, cantautori o giocatori di poker? Non so mica se mi importa. Mi sono divertita.  Probabilmente il momento trash di questa prima serata sanremese ma che boccata d’ossigeno.

Noemi – Non smettere mai di cercarmi
A casa siamo stati tutti zitti dall’ inizio alla fine. Perché lei da importanza ad ogni parola che canta e di conseguenza chi l’ascolta. Intensa. Interprete.

I Decibel – Lettera dal duca
Ho sentito tutto, ma le mie orecchie non hanno ascoltato.

Elio e le Storie Tese – Arrivedorci
Dolci dolcissimi, tanta ironia per una storia d’amore, la loro, come band. Arrivedorci. Grazie per la spiritossaggine sempre apprezzata.

Giovanni Caccamo – Eterno
ctr+c Fabrizio Moro. Ma non funziona la tastiera. Pecca d’intonazione e sembra un provino di canto quando non senti bene la base. Peccato. Quante volte è stata cantata questa canzone a Sanremo?

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto
Tutti impazziti per lui. Che ritmo. “Ognuno ha il suo racconto” cioè “mo vi dico la mia versione di fatti”.

Luca Barbarossa – Passame er sale
Che ingrata che sono ma ho sognato Mannarino cantare il suo pezzo.

Diodato e Roy Paci – Adesso
Eh? Mica ho capito le prime frasi. Ah che poi sono tutte uguali. Quindi. Ah ma sta insieme a Levante? Fico.

Nina Zilli – Senza Appartenere
Ninona. Ho paura che stoni. Infatti..ma perchè questa pesantezza? C’è voglia di un altro momento da “Stato Sociale”.

Renzo Rubino – Custodire
Un cardo viola? Ma cos’è? Quanti anni abbiamo di differenza? 200? Bella giacca. Però che delusione. Quanto ero curiosa.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno
Un sottofondo gipsy. Melodia orientale che funziona pure ma un mio amico ha detto: “ma a questo punto non ci stava bene anche Malgioglio?”.

Le Vibrazioni – Così sbagliato
Oddio ecco la musica! Bei suoni. Siamo attenti ad ascoltare e abbiamo pensato “molto Modà” però sono venuti prima loro eh. Non ci dispiacciono affatto. Sono le Vibrazioni. Tanta credibilità. Quindi va bene così. Sospiretto di sollievo.

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