La musica che ama il ciclismo: 5 brani dedicati alle due ruote

La musica che ama il ciclismo: 5 brani dedicati alle due ruote

Per un amante del ciclismo l’arrivo di maggio significa una sola cosa: l’inizio del Giro d’Italia. La corsa rosa, arrivata alla novantanovesima edizione, continua anno dopo anno a riconfermare il suo fascino grazie anche ai tantissimi appassionati che tutti gli anni affollano le strade del giro colorandole di rosa. Uno sport che vede tra i suoi punti di forza la capacità di mostrare che, oltre alle ovvie rivalità, ciò che è importante è la grande umanità e senza dubbio l’eroicità di questi campioni che si avventurano in imprese epiche nelle tre settimane in cui si snoda la corsa a tappe. Oggi, 6 maggio, ha visto infatti il via la corsa a tappe più amata da tutti gli italiani, e noi di 2duerighe abbiamo pensato di scovare per voi alcune tra le più belle canzoni italiane dedicate alle due ruote e ai ciclisti che sulla loro bici hanno fatto la storia.

GIMONDI E IL CANNIBALE  – Enrico Ruggeri

Brano di Enrico Ruggeri contenuto nell’album L’Uomo Che Vola del 2000, di cui fu il primo singolo estratto. Il protagonista di questo brano è Felice Gimondi insieme all’amico/nemico in strada Eddy Merckx. Il brano, accompagnato da un video, venne utilizzato nel 2000 come sigla delle dirette del Giro d’Italia.

IL BANDITO E IL CAMPIONE – Francesco de Gregori

Il brano è stato scritto da Francesco de Gregori nel 1993 e racconta la storia dei due amici Sante Pollastri (il bandito) e Costante Girardengo (il campione). Quest’ultimo fu un grandissimo ciclista italiano che si piazzò due volte sul primo gradino del podio del Giro d’Italia, e conquistò anche altre importanti corse come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo; Pollastri fu invece un bandito, appassionato di ciclismo nonostante non riuscì mai a fare carriera in questo sport. Il brano in realtà non racconta fatti realmente accaduti ma una realtà romanzata, in quanto i due compaesani non furono mai veramente amici ma semplici conoscenti. “Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta un’unica passione per la bicicletta un incrocio di destini in una strana storia di cui nei giorni nostri si è persa la memoria”. 

ADESSO PEDALA – Marco Pantani

Prima di parlare dei brani a lui dedicati è giusto ricordare che Marco Pantani una sigla del Giro d’Italia l’ha anche cantata! Stiamo parlando di Adesso Pedala, utilizzata durante il giro del 1996. L’idea nasce dall’impossibilità del Pirata di gareggiare per la corsa rosa a causa di un incidente durante la Milano-Torino del 1995 e dalla voglia di essere comunque presente in qualità di cantante.

E MI ALZO SUI PEDALI – Stadio

Dei brani dedicati al Pirata abbiamo scelto questo del 2007 degli Stadio. Il brano, è scritto come se fosse lo stesso Marco Pantani a parlare. “Adesso mi sembra tutto distante la maglia rosa e quegli anni felici e il Giro d’Italia e poi il Tour de France ed anche gli amici che non erano amici poi di quel giorno ricordo soltanto una stanza d’albergo ed un letto disfatto e sono sicuro di avere anche pianto ma sono sparito in quell’attimo esatto”. Il brano è stato eseguito dal vivo da Gaetano Curreri nel giorno del 10° anniversario della morte del campione.

PEDALA – Frankie Hi Nrg

Alla fine di questo nostro viaggio all’interno dei brani dedicati al ciclismo non poteva mancare l’attuale sigla del Giro d’Italia. Stiamo parlando di Pedala, brano del rapper Frankie Hi Nrg, presentato in gara durante il Festival di Sanremo del 2014; dallo stesso anno venne utilizzata come sigla della corsa rosa. Del brano esistono due versioni video: la prima ufficiale, è stata pubblicata sul canale YouTube del rapper e vede alla regia Gaetano Morbioli. La seconda versione è stata girata da Stefano Santoro e pubblicata sulla pagina Facebook di Frankie: in questo video, girato a New York, è lo stesso ad essere a cavallo della sua bicicletta in giro per la città in vari momenti della giornata. Nel brano la pedalata in bicicletta è metafora del percorso di una vita intera, fatta di discese e di salite, di periodi “senza avere una borraccia”. “Il traguardo arriva quando meno te lo aspetti: è un parcheggio di bici appoggiate ai cavalletti, bici abbandonate là, senza controparte, pronte a ripartire se qualcuno parte. Pronte per andare.”

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook