Intervista a Simona Molinari: “Sono io, serenamente me stessa e il Jazz, finalmente!”

Intervista a Simona Molinari: “Sono io, serenamente me stessa e il Jazz, finalmente!”

Abbiamo incontrato Simona Molinari per l’uscita del suo nuovo disco “Casa Mia”, dal 4 dicembre in tutti i negozi e digital stores. Un nuovo album in cui Simona Molinari affronta dieci standard del jazz, il genere con cui torna alle sue origini, in una maniera unica ed originale grazie alla collaborazione della Mosca Jazz Band, sua band storica e la Roma Sinfonietta, orchestra sinfonica di Ennio Morricone. Siamo stati invitati proprio a casa sua, per parlare di “Casa Mia”, in un sottofondo jazz fra novità, curiosità musicali e la semplicità di una grande artista come Simona Molinari. L’album, a poche ore dalla pubblicazione, sta già scalando le classifiche di vendita.

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Ciao Simona,

Siamo qui, proprio a casa tua per parlare del tuo nuovo album “Casa Mia”, un ritorno alle origini in cui reinterpreti alcuni standard del jazz, l’album cosa rappresenta?

Parla di me, del jazz e della musica, in questi anni dopo quattro dischi, ho trovato il mio modo personale di suonarla, scriverla, ma soprattutto di cantarla. E quindi sono tornata lì, per come sono io, con molta sincerità. Il jazz è stato da sempre “Casa Mia”, ora è diventato anche un album.

La scelta dei brani è avvenuta secondo il tuo gusto personale o si racconta una storia? Magari la tua…

Si, ogni brano racconta un momento della mia vita. In particolare mi piaceva il parallelismo fra A Tisket a Tasket e il mio brano “In cerca di te”, tutti e due sono brani che molto tempo fa sono state proposti al pubblico e con un grande successo. Quando ho rilanciato In Cerca di Te nelle radio è forse uno di quelli che ha avuto più risonanza! Anche Mr.Paganini, è stato il mio primo brano jazz in assoluto, non potevo non metterlo. Ho scelto solo i brani con cui avevo un legame particolare, molti altri mi piacevano ma ho dovuto escluderli purtroppo.

C’è anche la Mosca Jazz Band e la prestigiosa Roma Sinfonietta…

Si, la Mosca Jazz Band è la mia band storica e volevo ci fosse in questo album, per la Roma Sinfonietta, nonostante i brani siano degli standard jazz, volevo suonassero comunque con qualcosa di italiano, perchè è proprio casa mia! In questi casi ci si aspetta le Big Band di fiati, ma in Italia quello che abbiamo di più forte sono le orchestre sinfoniche, perchè non metterle allora? Poi è la Roma Sinfonietta che ci rappresenta in tutto il mondo, sono stati davvero molto precisi nel lavoro.

Hai dichiarato che con questo album ti mostri per quello che sei, c’è stata una crescita rispetto alla Simona che conoscevamo prima?

In realtà è quello che sono in questo momento, sono molto serena, sento di non dover dimostrare niente. Mi sono proprio rilassata e divertita sulla musica che mi piace, senza pormi il problema “Ah ma questa musica è un po’ di nicchia, può piacere solo ad alcuni”, l’ho fatto con sincerità sperando di dare anche in questo periodo natalizio un messaggio di positività.

Pensi sia il migliore tra i tuoi?

Ogni album è un figlio. Questo è il migliore che potevo fare in questo momento, ma credo che tutti quelli che ho fatto siano stati quelli giusti in quel momento. Non me la sentivo di uscire con un disco di inediti, dopo quattro dischi tutti uno dietro l’altro, avevo paura di ripetermi e fare sempre le stesse cose. Così ho detto “prendiamoci la musica!” con una grande voglia di girare a fare concerti in Italia…e chissà…anche fuori!

Come descrivesti il fare Jazz? Riesce a parlare alle nuove generazioni, secondo te?

Per me il jazz è libertà, è momento d’incontro. Durante il live, il momento migliore per ascoltarlo, è la singola interpretazione di quel momento che fatto in un altro momento non è la stessa cosa. Credo possa arrivare alle nuove generazioni, solo se sostenuto tanto quanto il pop! Se le radio e le tv iniziassero a sostenerlo, di certo si. Oggi la musica viene ascoltata molto passivamente, ciò che si ascolta in radio, nei negozi e via dicendo. Lì si crea la cultura musicale di una persona, a meno che non sei patito e vai ad ascoltarlo direttamente su internet. Io ci credo che prima o poi questo genere venga sostenuto, è successo in America, soprattutto in Canada..ed è bellissimo.

All’interno dell’album ci sono un sacco di classici ma anche molte contaminazioni di altri generi, non solo jazz..

Io spazio molto, vado molto alla ricerca, ma di tutto e infatti non solo jazz…ascolto anche musica francese! E poi cerco di mettere tutto insieme, infatti si sente l’elettronica, più pop…lo stesso modo di cantare la musica, da una parte riprendo lo stile del passato, però una cantante jazz mi direbbe che non ho cantato con vocalità jazz, e infatti non volevo farlo! Volevo usare la mia voce, stilisticamente fra il pop e il jazz, anche se non ci ho fatto molto caso, le ho cantate senza pensieri.

Hai fatto sempre dischi con molte collaborazioni, in questo proprio zero. Immagino sia una scelta voluta, no?

Per questo disco ho pensato che le grandi collaborazioni le ho fatte con i grandi compositori dell’epoca, riarrangiando i loro brani. Ho collaborato con Irvin Berlin, Cole Porter e tutti questi leggendari artisti! Più collaborazione di così?

E’ uscito il video del tuo nuovo singolo Smoke Gets In Your Eyes , in cui sei sommersa dai vinili…ne hai tantissimi!

Alcuni mi sono stati regalati, sapendo ovviamente che sono appassionata, poi io giro molto in tutti i mercatini di antiquariato, usato e appena vedo qualcosa che mi piace lo prendo! Credo che fra un po’ mi troveranno a casa sommersa dai vinili per davvero.

Ti piacerebbe incidere qualcosa in analogico? Ultimamente lo stanno facendo…

Si, questo si! Ovvio, per farlo è un po’ più complicato però vorrei davvero farlo, perchè una cosa del genere deve costare un pochino di più e per arrivare alle case della gente, bisogna anche pensare a questo.

“Casa Mia” da quanto tempo è in cantiere?

Guarda, abbiamo registrato un po’ a gennaio e poi siamo andati in pausa, prima di arrivare agli arrangiamenti per orchestra qualche mese ed ora siamo qua! Un tempo relativamente poco ma di grande lavoro!

Ritorniamo all’argomento di prima, fare un album “di nicchia” oppure esserlo, non mi sembra essere qualcosa che ti “spaventa”…

A me piacerebbe poterlo condividere come quando hai una cosa bella e lo dici a tutti, è questo lo spirito. Mi piacerebbe arrivare a riempire un palazzetto da 10.000 posti, certo, ma se questo genere va apprezzato in un teatro da 300-500 o 1000 posti, va bene così! La popolarità per me è un mezzo, non è il fine.

Si avvicina il momento del live e ti affiderai alle orchestre sinfoniche regionali…per continuare a dare un sound italiano?

Assolutamente, mi piacerebbe appoggiarmi in ogni tappa alla sinfonica della regione e suonare insieme questi grandi pezzi. Per fare entrare nella regione qualcosa che magari non è della regione, anche perchè spesso le sinfoniche sono un grande patrimonio spesso messo da parte.

Anteprima a dicembre e tour a marzo, c’è forse un Sanremo in mezzo?

Si partiremo dall’Aquila il 18 dicembre con un’anteprima e poi partiremo in tour da marzo, per ora abbiamo confermato Milano l’11 e 12 marzo al BlueNote ma si aggiungeranno moltissime altre date. Riguardo a Sanremo, no, no (ride. ndr) in realtà in questo momento della mia vita voglio dedicarmi a questo disco, ai live e girare, girare anche all’estero. Mi piacerebbe ritornare a Sanremo, magari non quest’anno, il prossimo!

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