Intervista ad Emanuele Dabbono: “Ho detto di no a Sony per essere me stesso, ora scrivo con Tiziano Ferro”

Intervista ad Emanuele Dabbono: “Ho detto di no a Sony per essere me stesso, ora scrivo con Tiziano Ferro”
Intervista ad Emanuele Dabbono

Intervista ad Emanuele Dabbono, autore con Tiziano Ferro della hit "Incanto"
Intervista ad Emanuele Dabbono, autore con Tiziano Ferro della hit “Incanto”

Abbiamo incontrato un autore di grandi pezzi, uno di quelli con la A maiuscola, capace di scrivere successi e di raccontare qualcosa di vero e sincero.

Emanuele Dabbono, noto al grande pubblico per essere finalista della prima edizione di XFactor. Soltanto un punto nella sua carriera, all’uscita dal talent Emanuele non ha perso tempo e si è messo subito al lavoro, ha tre album alle spalle di cui uno in inglese, scrive libri, è stato in tournée in America con la sua musica, compone ed è appena reduce dal successo con “Incanto”, firmato insieme a Tiziano Ferro, tra i brani più trasmessi dalle radio italiane.
Con un percorso così, abbiamo voluto intervistare Emanuele per farci raccontare qualcosa in più, e di cose ne abbiamo dette. Cari emergenti, date un’occhiata e prendete in considerazione i suoi consigli, ci parla dei suoi inizi, del suo rifiuto alla Sony, della sua vita di cantante ed autore, dei prossimi progetti e di come un autore può farsi conoscere attraverso un concorso come Genova X Voi, di cui vi abbiamo parlato qualche articolo fa.

SCOPRI I DETTAGLI DEL PRIMO TALENT DEDICATO AGLI AUTORI “GENOVA X VOI”

Ciao Emanuele,
il grande pubblico ha iniziato a conoscerti durante la prima edizione di XFactor, sei ancora legato a quell’esperienza?
Sicuramente è stato il trampolino di lancio con cui cimentarmi, però a distanza di anni è stata un’esperienza da portare dentro sè ma anche di una discreta violenza. Perchè oltre ad essere una trasmissione dove la musica fa da padrone, comunque la componente televisiva era abbastanza importante, ho dei ricordi bellissimi anche di crescita ma anche ricordi belli forti, per esempio rifiutai un contratto Sony, proprio il giorno della finale del programma mi proposero un contratto per realizzare un EP di cover, io che invece per tutta la durata del programma avrei voluto portare qualcosa di mio decisi di rifiutare, per un discorso di integrità. Penso che alla fine questa scelta sia stata quella giusta, alla fine sono riuscito lo stesso a farmi notare nonostante non abbia ceduto alle lusinghe della major.

Una scelta coraggiosa direi, rifiutare davanti ad un contratto Sony.
A distanza di anni, esattamente 8 dalla mia partecipazione, risulto essere l’unico a non aver accettato, forse per una dose d’incoscienza, non lo so, è andata così!

Dopo il programma non ti sei cullato sul tuo successo, oggi hai fatto una gavetta piena di successi, ti sei dato subito da fare appena uscito…
Si, mi sono accorto che la trasmissione mi avrebbe dato e mi stava dando una buona popolarità, ma diciamo che la fama, il conseguimento per farne una professione era una strada ancora lunga da percorrere. Mi sono dato subito da fare nel creare una band che potesse accompagnarmi in giro per l’Italia a fare live, sfruttando il momento della popolarità. Poi ho pubblicato un altro album in italiano e due in inglese, è stata un’evoluzione per me, non mi aspettavo una proposta di fare delle canzoni in inglese che era anche mio sogno da bambino. Il fatto che venissero trasmesse nelle radio americane ha fatto poi nascere la richiesta di alcuni club per una tournée sulla costa Est, New York, Boston, Cleveland, un altro sogno che è diventato realtà, ma in maniera molto naturale, senza andarlo a cercare. Ma dopo il talent c’è stato un grande lavoro di determinazione.

Quindi dopo un talent, al lavoro e niente storie.
La mia fortuna è stata quella di arrivare a fare il talent show, non a 18 anni ma 30 anni, avevo un’identità musicale molto ben definita! magari non sapevo e non saprò mai chi sono come persona, ma musicalmente sapevo benissimo cosa ero in grado di fare e dov’è che volessi andare a parare. E’ stato semplice uscire e sapere cosa cercare, cosa chiedere ad un discografico in che “girone” musicale volevo entrare. Immagino che per un ragazzino, l’esperienza del talent quando non si è ancora molto formati musicalmente, significa mettersi totalmente in mano a chi incontri, possono fare e disporre di te in maniera diversa dal tuo io.

Consigli di prendere in considerazione il talent un po’ più tardi?
Si, poi dipende dai casi! Mi ricordo di Marco Mengoni che già giovanissimo aveva delle caratteristiche musicali lampanti, sia nella voce che nella personalità. In generale penso che bisognerebbe andarci e sfruttare l’opportunità, non venire sfruttati dal talent show. Avere ben chiaro cosa si va a cercare e cosa vuoi andare a comunicare. Perchè qualcuno ti dovrebbe ascoltare? Se non si è capaci di rispondere a questa domanda, allora probabilmente non è il momento.

Oltre alla carriera di cantante sei anche un autore, forse una strada più difficile da intraprendere no?
Oggi in Italia tutti vogliono cantare, ci sono milioni di cantanti e un centinaio di autori a contratto! Questo ti dà la differenza fra i numeri abbastanza chiara, è difficile perchè tutti scrivono ma nessuno pensa che questa possa essere una professione altrettanto lusinghiera come quella del cantante. E’ difficile entrare nel giro e farsi notare, avere un nome, una credibilità oppure un colpo di fortuna, vincere il classico concorso in cui magari ci sono le major in cerca di autori, è questa potrebbe essere una possibilità!

Hai partecipato a Genova X Voi, il primo “talent” per autori, hai trovato occasioni importanti da quell’esperienza?
Si, è stata un’esperienza magnifica! la consiglio a tutti, di tutte le età, ho capito moltissime sul mio modo di scrivere, molte cose che stavo sbagliando. Per esempio l’approccio per argomenti, io pensavo che certi argomenti non potessero e non dovessero essere trattati in una canzone pop. Invece ho capito che molto è il linguaggio con il quale esponi l’argomento, puoi parlare di qualsiasi tema, basta che il tuo linguaggio sia fresco, profumi di novità. E’ stata una settimana formativa incredibile, ho ascoltato i consigli e le critiche costruttive di tutti quanti.

E le critiche più “sentite” sono quelle al cantante o all’autore?
Da autore, fortunatamente, quando cominci ad avere un po’ di notorietà o viene apprezzato il tuo lavoro, se ti capita di scrivere un successo come in questo caso, si entra nel girone in cui le critiche si fanno sempre più tranquille! Dal punto di vista dell’artista me ne sono sentite dire talmente tante ormai che sono tranquillo, parto dal presupposto che se criticavano John Lennon, possono criticare chiunque!

Tornando al concorso “Genova X Voi”, un autore riesce ad esprimersi pienamente anche in condizioni di competizione?
Si, anche perchè nel concorso ed in particolare in questo che hai citato, non esiste la minima competizione! Molto diverso da XFactor dove la competizione era altissima, nel concorso c’è più uno scambio: ma tu come le scrivi le strofe? Come le fai le strutture? Usi la tecnologia? Era molto più un cercare di capire tra queste “nazionale di cantautori” arrivati in finale, come scrivesse un ragazzo di Napoli rispetto ad uno di Milano, non solo dal punto di vista geografico ma come formazione musicale e culturale, è stato molto bello!

Il tuo punto di vista come lo racconti attraverso le canzoni? In che tipo di autore ti riconosci?
Guarda il processo è molto lungo, per me è diventato un lavoro ed è la realizzazione massima, a volte l’ispirazione arriva dalla cassiera del supermercato che dice una cosa e se tu hai le antenne sempre accese, probabilmente lei non si rende conto di aver detto una frase che starebbe bene all’interno di un ritornello se parafrasata. Chi è bravo a far l’autore ruba le parole dalla bocca della gente e gliele mette nelle orecchie! E’ in grado di tradurre il cosiddetto “slang”, di rendere le cose invisibili, visibili a chi ci ascolta, sembrerebbe difficile ma invece è molto divertente. Poi con Tiziano Ferro è una pacchia! non ci sono limiti con lui!

Ed eccoci, arriviamo al lavoro con Tiziano Ferro, un autore di altissimo livello. Hai scritto “Incanto” insieme a lui, una hit nelle radio!
Aver la possibilità di collaborare con Tiziano è bellissimo, il suo lavoro è basato sulla bellezza, non ci sono limiti del tipo questo non si può dire, questo genere musicale non si può fare, nemmeno mi serve una canzone per x o y. Il motto è “facciamo una cosa bella”, una cosa che duri e che qualcuno si senta emozionato a cantarla. Incanto ha un’atmosfera folk-irlandese eppure le radio l’hanno passata ed abbiamo fatto pure il disco di platino! E’ lontano anni luce da quello che trasmettono i network radiofonici in questo periodo, però a volte può nascere un pezzo jazz, soul, rock…più sei poliedrico, eclettico con la musica e di conseguenza con le parole, e più riesci ad esprimerti creando qualcosa.

Per arrivare ad un collaborazione di questo genere, un giovane autore quale caratteristica fondamentale deve avere?
Deve essere diverso dagli altri, tante volte si fa confusione sul significato della parola originalità, che non significa essere differenti da quello che c’è intorno, per come la intendo io significa essere fedeli alla versione HD di sé, essere talmente sé stessi da risultare fuori dal coro. Tiziano per esempio è uno che riesce a “captare” queste nuove personalità, e infatti spazia moltissimo nelle sue collaborazioni, dai Linea 77 fino al rap.

Da dove nasce questa esperienza con Tiziano?
E’ nata in contemporanea con “Genova X Voi”, ma non è stato strettamente collegato. Lui ascoltò un brano su youtube dal titolo “Irene” e mi contattò dicendomi che avevo uno tenerezza particolare e che in quel momento stava cercavando qualcosa per un ragazzo di XFactor: Michele Bravi. Gli mandai una canzone e il fatto di averla già pronta giocò la carta vincente, lui se ne innamorò, la finimmo di scrivere insieme correggendo le parti di testo e di musica, e alla fine il brano “Non aver paura mai” entrò nell’album di Michele. Io poi continuai a mandargli brani, idee e lui ad un certo punto mi propose di firmare un contratto, quindi ora per tre anni sarò con lui, e la mia prima hit è stata proprio “Incanto” .

Quindi nei progetti futuri scriverai ancora per Tiziano Ferro…
Si, si scriviamo e scriveremo ancora. Abbiamo messo via un bel po’ di materiale che penso nel 2016 vedranno alla luce, ma non posso dire di più! Non solo per il suo nuovo disco ma anche per altri artisti.

E il tuo prossimo album?
Il mio prossimo album uscirà a settembre e si chiama La Velocità del Buio, bello tosto, orientato di più sul rock e sono contento perchè potendomi sbizzarrire nei generi diversi come autore, appena fai l’artista non devi stare sotto a cosa vogliono le case di discografiche, cosa vogliono le radio e via dicendo ma solo a cosa vuoi te, e questo è un gran privilegio.

Marco Rimmaudo
3 giugno 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook