Intervista a Eujenia: “Sono un’artista performer, un percorso che sento mio da sempre”

Intervista a Eujenia: “Sono un’artista performer, un percorso che sento mio da sempre”

eujenia-intervistaAll’estero sono ormai all’ordine del giorno gli artisti che cantano e ballano accompagnati da un corpo di ballo di tutto rispetto, in Italia sembrava non esserci una figura adatta a questo ruolo, almeno fino ad ora.

Sta già spopolando e si chiama Eujenia, la nostra cantante e ballerina da poco uscita con il suo nuovo singolo “Amami Boy” in radio dal 18 luglio 2014 che ha preceduto l’uscita dell’EP omonimo il 22 luglio.

Ispirata dalle più grandi star mondiali come Rihanna, Beyoncè e Jennifer Lopez, il suo stile è inconfondibile e ricalca perfettamente quello americano, la sua carriera inizia da ballerina con esperienze nei musical “We Will Rock You” dei Queen e “Jesus Christ Superstar” prodotto da Massimo Romeo Piparo ed oggi ha deciso di entrare nel mondo discografico italiano con un progetto curato interamente da lei.

L’abbiamo intervistata per saperne di più e andare alla scoperta di un’artista decisamente originale.

Ciao Eujenia!
Il tuo percorso inizia da ballerina, quando hai iniziato a fare i “primi passi”?

Da ballerina li ho fatti proprio da piccolissima, verso i 3-4 anni e da quel momento non ho mai abbandonato, all’inizio era come tante ragazze che lo fanno per passione ma dai 16 anni in poi ho deciso che quella doveva essere la mia professione così ho fatto tanti stages in Italia e all’estero, finito il liceo al posto dell’università sono arrivata a Milano per frequentare un’accademia dello spettacolo e lì studiavo tutti i tipi di danza, canto e recitazione.
Diplomata all’accademia ho iniziato a fare le prime audizioni e sono entrata nel cast del musical We Will Rock You dei Queen, come primo lavoro è stato bellissimo, mi sono ritrovata a fare uno spettacolo che ancora adesso dopo 6-7 anni ti rimane nel cuore, il livello era molto alto e abbiamo avuto l’onore di avere Brian May alla prima, trovarsi per la prima volta con dei grandi come loro è stato unico. Dopo quest’esperienza ho fatto parte del cast del musical Jesus Christ Superstar insieme a Max Gazzè, Mario Venuti, Simona Bencini, tanti altri grandi ed un’altra bella occasione!
Poi come ballerina sono stata in tournè con Paolo Meneguzzi, mi sono presentata all’audizione perchè cercavano ballerine-coriste e per me era l’ideale, potevo unire tutte e due le passioni, nel musical già lo facevo e da lì ho iniziato a muovere i primi passi verso la musica.

Hai una formazione che vanta i nomi più importanti della danza, del musical e del canto, cosa hai imparato da loro e che ora ritrovi utile per questo progetto?
La cosa che mi hanno trasmesso è che bisogna sempre continuare a studiare, non pensare mai di essere arrivati al livello giusto perchè appena lo si pensa, si inizia a scendere! Non bisogna smettere ma in generale anche nella vita, credo che questo sia l’insegnamento più importante che mi porto dietro.

Quando hai deciso di unire la tua voce al tuo lavoro da ballerina e metterti in gioco nella discografia?
Questo l’ho deciso seriamente da circa 4-5 anni quando ho iniziato la collaborazione con il tour di Paolo Meneguzzi, lui ogni anno nel suo spettacolo mi dava sempre più spazio, così acquisendo sempre più confidenza con questo ambiente ho deciso di prendere la strada da solista iniziando a scrivere i primi testi, comporre le melodie e studiando tantissimo dai libri dei più grandi autori, ho cercato anche di capire come funzionasse tutto dal punto di vista dell’arrangiamento, mi sono appassionata a studiare tutti i sequencer così da poter riprodurre da sola ciò che sento, da qui è nato tutto.

E’ uscito da poco il tuo Ep Amami Boy, con i tuoi testi, la tua musica e la tua danza, cosa vuoi trasmettere al pubblico?
Io parlo di situazioni che vivono soprattutto i ragazzi della mia età, in particolare vorrei trasmettere la voglia di non mollare mai nonostante i periodi difficili, a fare qualcosa ci si mette un’infinità, bisogna investire dei soldi ma alla fine qualcuno ce la fa sempre! Bisogna sempre provare e riprovare in quello che più si ama.

Le tue esperienze sono tra il teatro, la tv e la musica, in quale di questi ambienti ti senti più libera di esprimerti?
L’ambiente in cui mi sento più libera è proprio questo della musica, perchè posso creare tutto da zero, l’EP è autoprodotto quindi non ho avuto nessun limite, mi sono presa dei rischi ma sempre seguendo l’istinto ed è per questo che è la musica dove mi sento più libera.

In Italia non c’è mai stata la figura dell’artista performer, basta pensare a nomi come Rihanna, Beyonce e Jennifer Lopez, perchè ancora non è presente?
Me lo sono chiesta molte volte prima di iniziare, secondo me in Italia non c’è proprio questa cultura, le superstar fin da piccole sono abituate a studiare canto, danza e recitazione, hanno un’impostazione diversa e qui se si studiano sono più improntate verso il musical. Io sono sempre stata appassionata di musica, sono cresciuta con le coreografie delle Destiny’s Child e per me è naturale unire tutte queste arti, in Italia quando qualcuno ci ha provato è stato sempre perchè imposto da produttori che hanno cercato di attaccare all’artista caratteristiche non sue ma la gente se ne accorge e capisce che non è un qualcosa che gli appartiene, per adesso non ha mai funzionato, cerco di farlo perchè è dentro di me e speriamo il pubblico lo capisca.

Sei in tour per aprire i concerti di Paolo Meneguzzi, il pubblico come reagisce?
In realtà per queste aperture non sto sfruttando l’idea della danza perchè non ho la possibilità di portare dietro dei ballerini però nel live di Meneguzzi faccio la corista e la ballerina quindi la gente capisce tutti i miei aspetti e la cosa bella è che dopo il concerto la gente viene a salutarmi, a farmi i complimenti e questo mi fa molto piacere perchè ci sono le prime risposte positive.

I tuoi progetti futuri? Album, live?
Da settembre inizieremo ad organizzare dei live miei con dei ballerini, sarà un lavoro molto lungo e nel frattempo sto lavorando all’album che uscirà prossimamente, lo stiamo ultimando ma ci vorrà ancora del tempo.

Il tuo EP Amami Boy è autoprodotto, consiglieresti questa strada ad un giovane artista che vuole lanciarsi?
Al giorno d’oggi escludendo i talenti è l’unica scelta che hai per partire, una cosa che consiglio ai giovani è un servizio di crowdfounding che abbiamo utilizzato noi per realizzare il video di Amami Boy che si chiama Musicraiser, ha dato vita a moltissimi progetti incluso il nostro e potrebbe aiutare a far realizzare anche quello di moltissimi altri.

Potete trovare tutte le info e gli appuntamenti di EUJENIA sul profilo ufficiale Facebook.

Vedi sotto il video.

Marco Rimmaudo
6 agosto 2014

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