“Dopo 25 anni di carriera, vivo tutto con la stessa emozione ed intensità”: Intervista a Massimo Priviero

“Dopo 25 anni di carriera, vivo tutto con la stessa emozione ed intensità”: Intervista a Massimo Priviero

Massimo-priviero-1jpgInizia giovanissimo la sua carriera cantando nelle stazioni ferroviarie, si trasferisce a Milano nel 1988 dove ottiene un contratto con la casa discografica Warner Music con cui pubblica il suo primo album “San Valentino” riscuotendo un notevole successo, da qui una strada tutta in ascesa, una serie di collaborazioni con nomi importanti della musica nazionale ed internazionale, tra le più significative quella con “Little” Steven Van Zandt coproduttore e chittarista di Bruce Springsteen.

Non mancano i riconoscimenti come i prestigiosi “Lunezia” ed “Enriquez” da parte della critica e del pubblico che gli attribuisce il soprannome di “menestrello del rock” proprio per la sua capacità di unire il rock d’autore a quella di grande storyteller.

Oggi, Massimo Priviero festeggia 25 anni di carriera musicale e lo fa pubblicando una limited edition del suo “Ali di Libertà” uscito lo scorso 12 novembre 2013.
Solo per voi lo abbiamo intervistato:
Ciao Massimo!

E’ uscito da poco il tuo nuovo album “Ali di libertà”, che cosa racchiude?

È un nuovo album di inediti, tra rock d’autore e poesia. Racchiude probabilmente la mia storia di questi ultimi anni. È un album molto autobiografico ma anche molto condivisibile nei suoi pezzi d’esistenza che ci puoi trovar dentro.

25 anni di carriera alle spalle e tantissime collaborazioni, come vivi la musica dopo tutto questo tempo?

Con la stessa intensità, con la stessa forza emotiva che mi ha sempre caratterizzato. Con la sensazione di una dolce condanna che è anche salvezza.

C’è qualcosa in particolare che fai per non cadere nella routine?

Vivo la mia vita fino in fondo. Una volta che lo faccio ti assicuro che la routine scompare. Ti reinventi in qualche modo ogni giorno cercando nuovi stimoli e nuovi pezzi nuovi di strada.

Come nasce il desiderio e la passione per il rock cantautorale?

Parte da amori giovanili musicali di trent’anni fa e dalla necessità che quella fosse la mia vita e la mia esigenza. Poi c’è lo studio e il lavoro su te stesso. Da lì inizia un viaggio che poi scrivi con le tue mani.

Massimo-privieroHai girato in lungo e in largo suonando nelle stazioni ferroviarie, come ricordi il periodo degli esordi?

Ero un ragazzino, era il mio modo di guardare il mondo tanti anni fa. Chiaro che lo ricordo con tenerezza ma anche con l’orgoglio di non aver mai tradito le spinte ideali e i sogni di quel ragazzino.

Pensi che sia cambiato il panorama musicale italiano?

Certo che sì. Tutto è diventato molto più conformista e molto più banale. Ma è semplicemente lo specchio dei tempi, la musica non fa eccezione. Tutto è cambiato. Spero che la crisi che viviamo in ogni campo faccia germogliare nuovi modi di vivere e dunque anche nuovi modi di fare e “consumare” musica. È solo una speranza, ovviamente.

E il pubblico? Lo hai trovato diverso?

Non il mio, non la gente che mi segue. Ma non mi curo dei gusti della massa. Francamente tengo a tenermi lontano dall’idiozia diffusa, specie in ambito musicale. Non credo ci sia modo di comunicare. Sono le nicchie e le minoranze il vero sale del mondo.

C’è qualcosa da cui ti lasci ispirare per la scrittura delle tue canzoni?

La mia mente e il mio cuore fermano una frase o una melodia magari dopo aver semplicemente fatto un pezzo di strada a piedi. Guardo quanto accade in giro e allo stesso modo, cerco valori che non hanno tempo. Ma non c’è regola che non sia nell’attimo in cui ti viene da scrivere e da comporre. E non è un attimo ben spiegabile.

Ormai sei conosciuto come il menestrello di strada, in questo periodo così particolare cosa senti di dover raccontare alla gente?

Racconto quello che sono e che vedo. Cerco di dare forza esistenziale a chi mi ascolta e a chi viene ai mie concerti. Anzi, la forza è il sentimento dominante di quel che scrivo e dunque di quel che voglio far arrivare. Forza di vivere, prima di ogni altra cosa. Con occhi bene aperti.

Dopo il tour di promozione ci sarà un altro album? Puoi darci qualche anticipazione?

Tour e dunque concerti. Quel che sarà dopo, al momento non saprei dire. Probabile che tra qualche mese mi sia più chiaro il prossimo capitolo del libro che scrivo.

Ti ringraziamo per la disponibilità augurandoti almeno altri 25 anni di grandissimi successi!

Si segnala che Massimo Priviero sarà al Teatro Duse di Besozzo (VA) il prossimo 17 gennaio per una tappa del suo tour che ha già toccato Milano, Asti, Albenga, Bergamo e Concordia Sagittaria, non perdetelo!

Paolo Marco Rimmaudo
9 gennaio 2014

Foto di Ferdinando Bassi

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