I Veri Intoccabili: un libro che guarda ad un’area sociale costruita sulle caste

Edito da Chiare Lettere “I Veri Intoccabili”  è in libreria al prezzo di 15 euro; Il suo autore è Franco Stefanoni, un giornalista de “il Mondo”, che da anni si occupa di liberi professionisti e ordini professionali, raccontandone fatti e misfatti. Stefanoni è anche autore di FINANZA IN CRAC (Editori Riuniti, 2004), IL CODICE DEL POTERE (2007), IL FINANZIERE DI DIO. IL CASO ROVERARO (2008), MAFIA A MILANO (con Mario Portanova, Giampiero Rossi, nuova edizione 2011) tutti pubblicati da Melampo.

“I Veri Intoccabili”, è un libro che nasce attraverso un’inchiesta e racconta  i retroscena, a volte scandalosi, degli ordini professionali italiani, nati  per di difendere il cittadino-consumatore, ma che in realtà proteggono solo se stessi. Sono tanti, purtroppo, ad aver fatto l’esperienza di segnalare un abuso subito da un professionista al suo ordine professionale e in tali occasioni ci si rende  conto di quanto sia difficile avere la loro attenzione. Infatti, le segnalazioni presentate agli Ordini,  spesso rimangono lettera morta e in ogni caso, stentano ad aprire un inchiesta che accerti le eventuali responsabilità. Per non parlare poi della sanzione disciplinare che, se arriva, viene irrogata con molto ritardo denaturando il senso della stessa che dovrebbe dare una chiara idea del controllo esercitato sugli  iscritti a difesa dei valori deontologici ed una completa soddisfazione a chi ha subito il torto da un avvocato corrotto, un medico senza scrupoli o da un giornalista infedele, venduto alla pubblicità o ai servizi segreti, come dai recenti fatti di cronaca internazionale.

Invece si ha sempre più la sensazione, che dietro un ordine professionale si nasconde una vera e propria  casta da difendere, in cui  il potere si tramanda da padre in figlio, come fosse un eredità. I dati statistici, riportati nel libro ci dicono che il 44 per cento degli architetti è figlio di architetti,  il 41 per cento dei farmacisti  ha o ha avuto un padre farmacista, il 37 per cento dei medici è figlio di un medico. Si sono fatti vari tentativi  di riformare gli ordini professionali, ma tutti sono stati bloccati per l’intervento delle caste. Dice Domenico Posca -Unione Italiana Commercialisti- “Fa specie leggere che la spesa per i 21 consiglieri nazionali (dell’ordine dei commercialisti), sfiora i 3,5 milioni di euro. Livello pari o addirittura superiore al costo dei consigli di moltissime società quotate, anche di dimensione internazionale.”

Nel libro si scopre però come all’interno di alcuni ordini c’è chi prova ad opporsi a questo sistema, come l’Anarchit Associazione nazionale architetti italiani e  Altrapsicologia (Movimento nazionale liberi farmacisti), che invocano l’eliminazione degli albi e una riforna strutturale, che possa dare piena libertà e riconosca i  meriti, in modo tale da  abbattere ogni privilegio.

Eppure per Angelino Alfano, all’epoca in cui era ministro di Grazia e Giustizia, questo non era un problema primario ed urgente, mentre lo era fare approvare la legge sulle intercettazioni telefoniche e il c.d. lodo Alfano, mirato a bloccare i processi di Berlusconi. Ovviamente, manco a farlo apposta Berlusconi difendeva a spada tratta gli Ordini Professionali affermando: “Non sono corporazioni, ma una risorsa per il paese, una garanzia per i cittadini…. sono professionisti, capitani coraggiosi e  colonne portanti e non permetteremo colpi di mano contro di loro [….] Occorre contrastare ogni progetto che miri a mercificare l’attività delle professioni liberali”.

Speriamo che il nuovo governo Monti trovi, dopo aver affrontato l’emergenza economica, anche il tempo per occuparsi della riforma di tutti gli Ordini, ma se i dubbi sono leciti non bisogna dimenticare che proprio Monti, quando era Commissario  europeo, è stato il più convinto sostenitore della liberalizzazione degli ordini. Cosa che pare sia stata confermata nel suo discorso programmatico in senato dove ha parlato di “revisione della disciplina degli ordini professionali”.

Tra le pagine di questo libro scopriamo pure come circa la metà dei componenti del Parlamento italiano è iscritta a un ordine professionale e costituisce un gruppo trasversale in seno agli stessi partiti, formando il “partito” dei professionisti. E il fenomeno non è affatto da sottovalutare perchè si parla di oltre due milioni di persone in Italia, divise in 28 categorie: avvocati, medici, notai, ingegneri, giornalisti, farmacisti… Hanno enti previdenziali propri, un patrimonio di circa 50 miliardi di euro investiti in beni immobili e titoli finanziari. Si può quindi ben comprendere come rappresenti un mondo chiuso che non si apre alla collettività, perchè attaccato ai suoi privilegi assicurati da tutta una serie di regole scritte, ma anche tante non scritte.

Neanche un periodo di piena crisi economica è riuscito a prevalere sulle caste e il tentativo di  dell’ex ministro delle finanze Tremonti, teso a liberalizzare le professioni, con apposite norme inserite nella prima manovra finaziaria, scaturito dalla necessità di dare un’adeguata risposta alla lettere della Bce al governo italiano, è fallito. Le caste sono sempre più chiuse e coalizzate a difendere i propri esclusivi interessi.

Il libro non manca di fare alcune considerazioni sul futuro del nostro paese, che se sarà capace di  movimentare la crescita con interventi strutturali, nei quali può rientrare una riforma degli Ordini, si può arrivare ad un aumento dell’1,5% del pil, ovvero 18 miliardi di euro nei prossimi anni, come ipotizzato da Antonio Catricalà, attuale sottosegretario  alla Presidenza del Consiglio.

Non vi rimane che leggerlo per addentrarvi nel groviglio delle complicate dinamiche generate dalla caste degli ordini professionali e prendere coscienza del potere che questi rappresentano nella nostra società.

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di Sebastiano Di Mauro

29 novembre 2011

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