Ancora il vento della corruzione su Regione Lombardia: indagato il leghista Davide Boni

La Procura di Milano ha fatto ancora un’iscrizione nel registro degli indagati, allungando così la lista degli amministratori locali lombardi, finiti al vaglio della giustizia. Ora dopo Pier Gianni Prosperini (Lega Nord),  Filippo Penati (Pd), Franco Nicoli Cristiani (Pdl) e Massimo Ponzoni (Pdl), è toccato al leghista  Davide Boni, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, indagato il  reato di  corruzione ed altro.

 

Nella medesima inchiesta, oltre a Boni, sono stati  indagati in  concorso per corruzione anche il suo portavoce Dario Ghezzi, l’ex sindaco di Cassano D’Adda  Edoardo Sala, l’imprenditore Francesco Monastero, l’architetto Michele Ugliola, suo cognato Gilberto Leuci e  l’immobiliarista Luigi Zunino. Quest’ultimo presunto beneficiario di alcuni interventi compiuti sul piano regolatore di Cassano d’Adda. A loro si aggiunge  anche l’esponente locale della Lega Nord Marco Paoletti, che avrebbe fatto da tramite per far arrivare soldi al partito, attraverso un sistema di tangenti, la cui cifra totale ipotizzata si aggira su  un milione di euro.

La Guardia di Finanza si è presentata presso la sede del Consiglio Regionale, per notificare l’avviso di garanzia al  presidente Boni, durante la seduta dell’Aula, poco prima della pausa pranzo, ironia della sorte, proprio mentre si discuteva della nuova legge sull’edilizia. Poi, risultando dalle intercettazioni del Pm che gli uffici  della Regione venivano utilizzati da Boni e Ghezzi,  per i loro  “affari”, i militari hanno anche proceduto ad un perquisizione degli uffici dei due politici, che dagli atti pare siano “pienamente coinvolti”.

L’inchiesta della procura di Milano ha origine da un fascicolo processuale già in essere, che  riguarda l’inchiesta sui presunti illeciti nel comune di Cassano d’Adda, condotta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. I fatti contestati a Boni riguarderebbero ad un periodo a cavallo tra il 2005 ed il 2010, in cui  aveva  l’incarico di assessore all’Urbanistica e Territorio della Regione Lombardia.

Davide Boni, dopo la notifica dell’avviso di garanzia da parte della Guardia di Finanza si dice tranquillo ed in merito  ha dichiarato: “In relazione ai fatti oggi contestati anticipo sin d’ora la mia totale estraneità”. Aggiungendo: “Confermo la mia piena disponibilità a chiarire la mia posizione”.

Non si sono fatte attendere le reazioni delle opposizioni ed il capogruppo Pd Luca Gaffuri, chiede le dimissioni di Boni e di andare prima possibile al voto. Dello stesso avviso anche  sono associati anche Idv, Sel e Udc. Il capogruppo di Udc Giammarco Quadrini, però ritiene che il consiglio regionale debba andare avanti con l’attuale mandato.

Di diverso avviso il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha fatto appello alla presunzione d’innocenza, precisando però che se le accuse si rivelassero fondate la Regione  è pronta a costituirsi parte civile. Anche i rappresentanti di Pdl sono cauti ed il suo capogruppo Valentini dice: “Anzitutto è indagato e attendiamo l’esito delle indagini, dunque nessun giudizio in anticipo ma confidiamo che Boni saprà chiarire la sua posizione”.

Sebastiano Di Mauro

6 Marzo 2012

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