Scandalo in Regione Lombardia: I segreti di don Verzè

La tensione sale man mano che passano le ore, dopo che il Corriere della Sera ha diffuso la notizia, con un articolo firmato dai due giornalisti Mario Gerevini e Simona Ravizza, nel quale si parla degli scambi epistolari tra don Verzè, il prete imprenditore scomparso nello scorso mese di dicembre e Roberto Formigoni, governatore di Regione Lombardia.

Si tratta di due lettere, che inziano cosi: “Caro Roberto…….non costringermi a provvedimenti traumatici le cui conseguenze lascio alla tua immaginazione …” e  “Carissimo don Luigi, ritengo il tuo giudizio … un po’ ingeneroso …”. Così replicava Formigoni a quelle che erano delle velate minacce di Don Verzè, facendo poi seguire l’elenco dei favori che la Regione ha elargito nei confronti dell’ospedale milanese, tutti mirati ad agevolare, con norme confezionate ad hoc, i guadagni del San Raffaele.

Domani uscirà il libro  dal titolo “I segreti di don Verzè”, in cui sarà possibile leggere integralmente le due lettere ed i resoconto delle intercettazioni telefoniche nello studio del del prete scomparso, nelle quali emergono i legami tra il  fondatore dell’ospedale, il banchiere Cesare Geronzi e l’allora capo del Sismi Niccolò Pollari.

Il tutto era cominciato quando il San Raffaele era oberato di debiti e si affannava in tutte le maniere a chiudere i buchi di cassa. Quella situazione era nota ai vertici della Regione Lombardia, ma non essendo scattato nessun piano di recupero il buco si era trasformato in una  voragine. Dal canto suo  Formigoni, si dice tranquillo e i presunti favori della Regione a don Verzè li definisce “una bolla di sapone”, perché tutto si è sempre svolto in assoluta trasparenza nel piano di aiuti per le  eccellenze della Lombardia, che sono state aiutate a crescere, e il San Raffaele era una di queste.

Anche  Niccolò Pollari, ex direttore del Sismi, coinvolto per una conversazione intercettata con don  Verzè, smentisce di aver  tutelato Geronzi (il presidente di Capitalia) e dice: “Non so di cosa stiamo parlando. In ogni caso, da parte mia non si è mai posto il problema di alcuna forma di tutela nei confronti del dottor Geronzi. Nessuno mi ha chiesto una cosa del genere, né direttamente né indirettamente. Negli ultimi 15 anni l’avrò visto una o due volte, in maniera casuale ed estremamente fugace

Ma tutto è supportato da registrazioni ambientali, dove non è possibile equivocare, non si tratta  di indiscrezioni, la fonte è  la voce di Pollari captata dalle microspie piazzate dalla Procura nello studio del sacerdote imprenditore, nel corso dell’inchiesta sulla maga Ester Barbaglia, per presunto riciclaggio di  denaro del clan calabrese dei Morabito. Le indagini hanno poi escluso qualsiasi ipotesi a carico del fondatore dell’ospedale Milanese.

Aldilà delle verità processuali il peso mediatico della notizia è destinato a crescere, così come quello politico e indubbiamente le opposizioni ne approfitteranno per portare l’acqua al loro mulino, con conseguenti ripercussioni sulle candidature delle prossime elezioni ammnistrative del 2015.  In tal senso profetiche sono state le  dichiarazioni di Formigoni, che già nei giorni scorsi aveva dichiarato “Non mi ricandiderò: sono al sedicesimo anno, completerò questa legislatura e poi ragioneremo insieme se ci saranno altri incarichi. Sono a disposizione del mio partito”.

Alla luce di tutto ciò viene da chiedersi se poi veramente la Regione Lombardia sia veramente quella più virtuosa d’Italia, oppure tutto il mondo è paese e le debolezze degli uomini siano le stesse tanto al sud come al nord dell’Italia.

Sebastiano Di mauro

5 marzo 2012

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