La Polizia tende una mano per risolvere il comportamento violento giovanile

Como, come tante altre città italiane, vive il problema delle devianze giovanili e la polizia spesso si trova a fronteggiare questo fenomeno sul suo territorio. Da qui l’idea della Segreteria Regionale Lombardia Ugl Polizia di Stato di organizzare e promuovere un seminario sul “Comportamento Violento Giovanile” tenutosi  lo scorso  25 ottobre nella sala  della Biblioteca Comunale, col  patrocinio del Comune di Como – Assessorato alla Sicurezza, che ritenendo il tema di grande interesse sociale l’ha messa a disposizione, gratuitamente. La conferma di quanto fosse sentito il problema si è avuta dalla risposta dei partecipanti, che hanno completamente riempita la sala. Tra loro, oltre a diversi operatori di polizia, c’erano tre classi di alunni dell’Itcs Caio Plinio di Como, accompagnati dai loro docenti.

I temi discussi sono stati quelle delle emergenze mai sopite, che anzi hanno visto in questi ultimi anni una recrudescenza dei fenomeni, quali bullismo, baby gangs  e violenza sessuale di gruppo, affrontati con dovizia di particolari dalla dottoressa Mariarosaria Zunno, Psicologa Clinica, Esperta in Psicologia dell’Emergenza, Psicologia Giuridica, con una vasta esperienza personale nel campo giovanile, che va al di là delle fredde teorie e postulati dottrinali. Questo si intravedeva dalla passione della sua esposizione, accompagnata dalle chiare slide con citazione di norme giuridiche, che ha calamitato la platea per l’intera durata del seminario.

L’inizio del lavori è stato preceduto dal saluto del segretario Regionale Emanuele Brignoli e del segretario provinciale della Ugl polizia di Stato di Como, Gianluca Rusconi, che insieme a Massimo Santoro, si sono adoperati per la realizzazione del progetto, supportando gli aspetti logistici-organizzativi sotto la regia del segretario regionale, che sottolineava come l’argomento trattato fosse di notevole interesse ed attualità, sia per il personale appartenente alle Forze di Polizia, sia per l’Amministrazione Comunale e la popolazione, tenuto conto degli episodi di criminalità connessa a questi comportamenti, posti in atto dai giovani anche nel territorio lariano, specie a Como tra i Portici Plinio e piazza Gobetti.

E’ stato affrontato il tema del BULLISMO o  mobbing in età evolutiva, così definito dai moderni manuali, fenomeno che indica gli atti di violenza, generalmente nel periodo adolescenziale e pre – adolescenziale, che prende forma sia nella versione maschile che femminile. Tanti, forse troppi, nonostante i silenzi, i fatti di cronaca dove i “BULLI”,  vengono coinvolti in atti criminosi di ogni tipo. Le autorità  preposte e le istituzioni tentano di rispondere prontamente, prendendo posizione contro questo tipo di devianza ma, purtroppo, difficilmente riescono ad arginare completamente il fenomeno anche per una non sempre adeguata preparazione nei vari ambiti, compreso quello familiare. Non è raro infatti, anzi spesso è la norma,  che la vittima non è compresa e non viene incoraggiata  a denunciare. Solo quando alcuni casi diventano eclatanti per epiloghi a volte drammatici, vengono fuori testimonianze e denunce raccapriccianti. Altrettanto spesso si assiste alla presa di posizione delle famiglie in favore dei figli, emergenti o affermati bulli, arrivando a giustificarli affermando che le regole della vita sono dure e quindi i figli non fanno altro che farsi rispettare per sopravvivere, mentre le vittime vengono ritenuti  soggetti deboli, incapaci di sopravvivere.

L’altro problema affrontato è stato qello delle BABY GANGS, strettamente connesso al problena del bullismo e anche questo  è oramai una vera e propria calamità sociale.  I luoghi preferiti da questi soggetti per porre in atto le loro perfomance negative e delittuose sono in generale quelli dove abitualmente gli adolescenti si aggregano, come le scuole, i tragitti da scuola a casa,  il parchetto, la piazza ed il classico “muretto”. Le regole che che vengono imposte dal gruppo sono estremamente dure, quindi sono richieste prove di coraggio, per affermare la propria posizione e diventa difficile venirne fuori per la paura di essere deriso, minacciato e spesso anche malmenato. In questi casi per aiutare l’adolescente a rientrare da questa sua devianza, è indispensabile l’aiuto degli adulti, che devono supportare il minore soprattutto ascoltandolo e dandogli sicurezza, ma ciò presuppone una  presa di coscienza e una piena capacità nel fornire il supporto richiesto.

L’ultimo ma non meno scottante  problema analizzato  è stato quello della VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO, che è  stata regolamentata  da una specifica legge, la nr. 66 del 15.2.1996 comma 8, le cui pene sono state particolarmente inasprite dal decreto sicurezza del 2009, perchè costituisce un inquietante fenomeno sociale in cui sempre di più i minori si ritrovano coinvolti, con grave danno per se stessi e le famiglie. I fatti di cronaca confermano che nessuna fascia sociale è risparmiata e spesso ci presenta i cosiddetti “Mostri di Mamma”: figli ritenuti bravi ragazzi che poi commettono crimini odiosi, che il più delle volte attaccano un etichetta, dalla quale è difficile disfarsi.

Il perchè di questa acutizzazione del fenomeno è da ricercare principalmente nell’attuale società  il cui costume è moralmente decaduto ed è fortemente sessualizzato. Il giovane in questo contesto si trova ad assumere  un comportamento poco riflessivo, e non riesce a considerare le possibili conseguenze negative delle sue azioni. Questi ragazzi spesso vivono uno stato di inadeguatezza profonda e grandi difficoltà di affermazione e riconoscimento sociale.

Tante altre le dinamiche che sono state evidenziate ma che per ragioni di spazio non possiamo esporle tutte, mentre si può riassumere dicendo che il comportamento violento di un giovane oggi, sarà il comportamento criminale di un adulto domani. La platea si è dimostrata molto interessata, specie i ragazzi e ciò  lo si è constatato quando si è aperto il dibattito in cui sono intervenuti diversi genitori, così come gli insegnanti ma soprattutto i ragazzi che avrebbero continuato ad esporre le proprie idee se il tempo glielo avesse concesso. In generale tutti daccordo sul fatto che c’è poca attenzione nei confronti dei ragazzi, da parte della famiglia, delle istituzioni e dei mezzi di comunicazione come la Tv, ad esempio, che presenta quasi sempre modelli negativi a cui i ragazzi cercano di identificarsi facendo crescere in loro il bisogno di emergere e apparire, che poi genera inevitabilmente quegli stati di inadeguatezza perchè non riescono a competere con ciò che viene proposto.

La segreteria regionale della UGL Polizia di Stato ha quindi raccolto questo bisogno e questa voglia di approfondire questi temi e si è predisposta ad  altri incontri con i giovani per dei percorsi formativi che abbiano una forte valenza preventiva. A tutti i partecipanti al seminario è stato rilasciato  l’attestato di partecipazione firmato dalla relatrice  dr.ssa Mariarosaria Zunno.

 

di Sebastiano Di Mauro

 

27 ottobre 2011

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