Hearthstone: Gli Eroi Della Locanda – Speciale!

Hearthstone: Gli Eroi Della Locanda – Speciale!

Un tuffo nelle origini di Hearthstone

Seguendo la scia del successo di Warcraft e di World of Warcraft mamma Blizzard ha ben pensato di ideare un gioco di carte f2p collezionabili utilizzando personaggi di questa saga che hanno lasciato il segno nel videogioco fantasy fin dal lontano 1994 ed è proprio per questo che vogliamo rinfrescarvi la memoria ripercorrendo con voi la storia degli eroi in questo speciale.

Ma prima di addentrarci nella storia è di dovere però, per chi di voi non avese mai giocato, una breve introduzione alle dinamiche: il gioco si concretizza con la composizione di un deck a piacimento, composto da 30 carte, con il quale affrontare avversari online attraverso un meccanismo di matchmaking casuale in due diverse modalità l’una classificata con il fine di riuscire a raggiungere la posizione più ambita: il grado leggenda nonché il reward di fine mese, e l’altra amichevole dove giocare in più totale libertà senza preoccuparsi dell’esito della partita.

In questo gioco si rivelerà fondamentale arricchire la propria collezione di carte attraverso l’utilizzo dei crediti di gioco o pagando di tasca propria pacchetti d’espansione, avventure, arene o mediante la rissa disponibile una volta a settimana e sempre gratis.

Al primo avvio del gioco un tutorial introdurrà il giocatore novizio alle meccaniche di gioco, quali i cristalli di mana necessari per poter giocare le carte,il potere eroe diverso per ognuna delle nove classi giocabili e la finalità del gioco che consiste nell’azzeramento dei punti vita degli avversari.

Da Azeroth alla Locanda!

Per chi ha già calpestato il suolo di Azeroth non sarà difficile riconoscere gli eroi disponibili in Hearthstone: Jaina Proudmoore l’apprendista dell’arcimago Antonidas, Gul’dan lo stregone orco, Valeera Sanguinar la temibile assassina, Anduin Wrynn il sacerdote figlio di Varian, Garrosh Hellscream il capo dell’Orda, Rexxar il cacciatore mezzo ogre e mezzo orco, Uther il paladino, Thrall lo sciamano figlio di Durotan, Malfurion Stormrage capo dei druidi e degli Elfi della Notte.

Iniziamo adesso a ripercorrere la storia dei personaggi:

Jaina Proudmoore figlia di Daelin Proudmoore è l’incantantatrice più abile di Dalaran , chiamata dallo stesso Antonidas per scoprire cosa fosse accaduto nel nord di Lordaeron caduta sotto la piaga dei non morti, scortata da Arthas. Lei stessa assistette alla caduta di Lordaeron giurando si sconfiggere la Legione Infuocata, alleandosi con l’orda stessa e anche con gli elfi della notte riuscendo ad annientare la Legione ed il suo capo Archimonde. Alla fine condusse i sopravvissuti di Kalimdor verso la nuova città Theramor fondata e governata dalla maga per un breve periodo di tempo a causa della sua distruzione totale per mano degli orchi.

Gul’dan uno dei primi orchi stregoni dello Shadowmoon Clan. Abbandonò la via degli sciamani per abbracciare gli insegnamenti del signore dei demoni Kil’Jaeden divenendo così stregone e tradendo la sua stessa gente riducendola in schiavitù e spingendola all’invasione di Azeroth.

Sotto gli insegnamenti del capo della Legione Infuocata diventò il maestro del consiglio delle ombre e anche creatore dei Death Knight.

Considerato da molti il più subdolo e potente tra gli stregoni mortali a tal punto da autodefinirsi “l’incarnazione dell’oscurità” o “distruttore dei sogni”.

Vaalera Sanguinar unica sopravvissuta della sua famiglia sterminata da un gruppo di banditi della Piaga riuscì a cavarsela rubando ciò di cui aveva bisogno con grande abilità diventando così sempre più abile. Quando cercò di impossessarsi di un talismano appartenente ad uno sciamano fu scoperta, imprigionata e poi venduta a Reghar come gladiatrice dove conobbe Broll Mantodorso e Lo’Gosh (Varian Wryn privo di memoria) suoi compagni nell’arena leggendaria di Maglio Infauasto. Successivamente fu venduta una schiavista dei Totemtruce ritrovandosi nuovamente da sola ma riuscendo comunque a fuggire con l’aiuto di una viverna.

Mentre si aggirava nella regione di Kalimdor venne attaccata da un assassino inviato dagli stessi schiavisti ed è proprio in seguito a questo combattimento che fu salvata da Aegwyn, consigliera di Jaina. Con la collaborazione di tutte e tre riuscirono a far tornare la memoria a Varian Wrynn che resosi conto di essere il legittimo re di Roccavento partì subito alla volta di questa con i suoi compagni per riprendersi il trono.

Durante il viaggio, in seguito ad un attaco dei Naga, Valeera assorbì non volendo il potere di un tridente di una strega del mare rimanendo così corrotta dalla dipedenza di magia. Riprendendo il viaggio verso Roccavento vennero attaccati da un elfo del sangue, Vendellin Fuoconero lo stregone, e dal suo guardiano demoniaco. Lo stregone, come ultima istanza prima di morire maledì Valeera con un potente marchio demoniaco che l’avrebbe ridotta poco a poco schiava del signore demoniaco Kathra’Natir.

A seguito di quest’evento il trio fu costretto a fermarsi a Forgiardente per consentire a Valeera di riprendere il controllo di sé. Con difficoltà l’assassina riuscì a respingere il demone anche grazie ad un’apparizione di Aegwyn placando parzialmente la sua brama di magia.

Dopo tutte queste peripezie riuscirono ad approdare a Roccavento dove la situazione era tutt’altro che facile: infatti la volontà Anduin, figlio di Varian e provvisorio re, era completamente nelle mani di Katrana Prestor che si rivelò essere Onyxia, figlia di Alamorte , la quale aveva come scopo quello di sottomettere Roccavento.. Riuscendo a sventare il piano di Onyxia rimase a Roccavento come guardia reale.

Anduin Wrynn erede del trono di Roccavento alla tenera età di 10anni a seguito della scomparsa del padre avvenuta dopo il consiglio di Theramore è un sacerdote a seguito della chiamata della Luce Sacra. In seguito agli eventi che lo portarono alla sua liberazione dallo scacco di Onyxia si recò insieme al padre a Theramore e qui conobbe Jaina, Thrall e Garrosh ma il loro incontro fu rovinato dall’incursione dei cultisti del Martello del Crepuscolo.

Questo increscioso evento scatenò una guerra a cui partecipò lo stesso Anduin. Successivamente Jaina gli donò una pietra del cuore con cui avrebbe potuto raggiungerla in qualsiasi momento, cosa che gli fu molto utile quando si ritrovò a dover scappare dalla ditattura di Moira Thaurissan a seguito della sfortunata pietrificazione di Re Magni. Anche riuscì a fuggire da Forgiardente dovette farvi ritorno a seguito della notizia che il padre si stava dirigendo lì per uccidere Moira riuscendo però a fermarlo convincendolo a impartire insegnamenti su come guidare il suo popolo senza ricorrere alla dittatura fondando il Concilio dei Tre Martelli.

Thrall reso orfano subito dopo la sua nascita per mano degli assassini di Gul’dan, fu allevato e reso uno schiavo gladiatore da Aedelas Blackmoore. Durante questo periodo conobbe Taretha Foxton, un’umana che lo aiutò a fuggire, anche se durò poco perché sarà infatti catturato e reso schiavo nuovamente. In questo secondo periodo di schiavitù conobbe un orco che gli raccontò la storia dell’Orda e del suo popolo. Animato dal sentimento di unirsi al suo popolo Thrall ,fugge nuovamente, stavolta incontrando il capo dell’orda dei Warsong Grom Hellscream che lo inviò presso il clan dei Frostwolf per addestrarlo alle arti sciamaniche facendolo divenentare così il primo orco sciamano dopo la corruzione di Gul’dan.

Durante la permanenza nei Frostwolf Thrall conobbe Orgrim Doomhammer con il quale intraprese una campagna per liberare tutti gli orchi oppressi dalla prigionia degli schiavisti, questo viaggio costò la morte a Doomhammer ma assicurò il comando dell’orda al giovane sciamano.

In seguito alla liberazione degli orchi Thrall ricevette in sogno la visita di un profeta che lo avvisò dell’incombente arrivo di una Legione Infuocata consigliandogli di salpare verso i territori di Kalimdor. Purtroppo tutta la flotta naufragò a causa di forti tempeste ma riuscì ugualmente ad approdare sulle terre di Kalimdor dove vitale fu la conoscenza di Cairne Bloodhoof, capo della tribù dei tauren locale, il quale dopo essersi fatto aiutare a respingere i centauri invasori diede consiglio a Thrall di fare visita alla grotta dell’oracolo dove si trovava nel frattempo anche Jaina Prodmoore. L’oracolo, che non era altro che lo spirito di Medivh, li convinse a formare un’alleanza contro la minaccia incombente della Legione Infuocata a cui si era unito anche il Capo Orda Grom corrotto dal sangue del demone Mannoroth.

Thrall riuscì a far ragionare Grom che per recuperare il suo onore si scagliò in un attacco suicida contro Mannoroth il quale perì nello scontro. Thrall proseguì il proprio cammino verso il Monte Hyjal dove risiedeva Archimonde, potentissimo demone a capo della Legione Infuocata, che venne sconfitto grazie alla duplice alleanza stretta con umani ed elfi della notte.

Gli orchi trovarono in Durotar la regione perfetta per ospitare Orgrimar, città centrale per l’orda, mentre gli umani si stabilirono sull’isola di Theramore, la pace creata tra Thrall e Jaina sembrava però destinata a disfarsi.

Cruciale invece fu l’attacco a Varyan durante l’incontro che doveva pacificare definitivamente i rapporti tra Orda ed Alleanza: il clan Twilight’s Hammer avevano ricevuto ordine da Cho’gall di assassinare Varyan attraverso Garona Halforcen mentalmente corrotta. Varyan riesce a salvarsi pensando però che l’attentato alla sua vita sia frutto di un piano escogitato da Thrall rompendo ancor di più i rapporti fra Orda e Alleanza. Con l’avvento del Cataclisma ed il ritorno di Deathwind fuggito dal Maelstrom, Thrall si vede obbligato ad allearsi all’Earthen Ring e recarsi presso il Maelstrom per cercare di mantenerlo stabile.

Malfurion Grantempesta è l’elfo della notte più venerato e rispettato di tutta Azeroth in quanto ritenuto erede e successore del semi-dio Cenarius. Insieme al fratello gemello Illidan e all’amica d’infanzia Tyrande, memori delle leggende ascoltate durante la loro giovinezza, si misero alla ricerca di Cenarius per divenire suoi discepoli come apprendisti druidi. Cenarius stesso si fece trovare facilmente dai tre acconsentendo alla loro richiesta di divenire il loro Shan’do (venerabile maestro) ma soltanto Malfurion rimase sotto la guida di Cenarius mentre Tyrande e Illidan rinunciarono preferendo altre strade più adatte a loro: Illidan intraprese la via della stregoneria mentre Tyrande divenne l’adepta di Elune. La predisposizione di Malfurion alla via del druidismo era confermata oltre che dagli eccellenti risultati dell’addestramento, anche dalla crescita delle corna da cervo che iniziarono a crescere.

Il potere combinato di tutti e tre riuscì a respingere la prima invasione dei demoni da Kalimdor, ma assolutamente fondamentale fu l’impresa di Malfurion che dopo l’aiuto del fratello Illidan nella preparazione dell’incantesimo, riuscì a completarlo da solo respingendo la Distorsione Fatua.

Per garantire la ricostruzione del mondo l’ormai arcidruido Malfurion e i suoi druidi dormirono nel Sogno di Smeraldo ma l’incombente pericolo di un nuovo attacco delle Legioni Infuocate costrinsero Tyrande a risvegliare Malfurion ed insieme respinsero nuovamente la minaccia demoniaca.

Malfurion rimase anche ostaggio dell’incubo di smeraldo, corruzione del sogno di smeraldo, ma per sua fortuna Tyrande lo svegliò nuovamente durante l’avvenimento del Cataclisma.

Garrosh Malogrido Anche se, nato nella terra degli orchi- Dreanor- e cresciuto lontano dall’influenza del sangue demoniaco causa della corruzione di coloro che avevano preso parte all’invasione di Azeroth, portava su di sè la vergogna di essere il figlio di Grom Malogrido, primo tra tutti gli orchi a lasciarsi corrompere dal signore delle fosse Mannoroth. Spinto dalla voglia di riscattare il proprio onore partì alla volta di Azeroth dove incontrò il capoguerra Thrall, fondatore della nuova orda, che lo informò di come, grazie al sacrificio di suo padre, gli orchi si erano potuti liberare dalle catene della legione demoniaca. Finalmente in pace con i suoi antenati,Garrosh, si unì all’orda di Thrall guadagnandosi fin da subito un ruolo di spicco tra i capi.

Quando, in seguito all’attacco distruttivo di Alamorte Thrall dovette partire, lasciò il comando a Garrosh il quale, spinto dal risentimento verso gli umani e dalla sua fame di guerra , cominciò ad invadere i territori dell’alleanza radendo al suolo città intere tra cui Theramore. La distruzione che lasciava al suo cammino provocò tra gli stessi capi dell’orda grande indignazione. Infatti ben presto le due fazioni entrarono in guerra e con la scoperta di Pandaria, iniziò un conflitto senza quartiere per le forze di Garrosh.

Quest’ultimo però arrivato nel nuovo continente, venne a sapere dell’esistenza degli Sha. Queste creature, nate dalla dipartita del Dio Antico Y’shaarj, erano la manifestazione fisica di emozioni negative come rabbia, orgoglio e odio. Senza alcun timore Garrosh tentò fin da subito di imbrigliare il potere di queste terribili creature, convinto che questo gli avrebbe assicurato la vittoria finale sull’alleanza, iniziò a compiere terribili gesta arrivando anche ad uccidere la sua stessa gente.

Le azioni di Garrosh scatenarono una rivolta tra i membri dissidenti dell’Orda, chiamata Ribellione dei Lanciascura. Guidati da Vol’jin, e con l’aiuto dell’Alleanza, essi si ribellarono al Capoguerra. Così facendo i ribelli dell’Orda, i Pandaren e l’Alleanza lo costrinsero a rintanarsi nella sua roccaforte nelle profondità di Orgrimmar. Garrosh, però non era per nulla impaurito, poiché aveva trasformato l’Orda in una temibile macchina da guerra e aveva accanto a sé ancora molti soldati a lui fedeli.

Era determinato a trionfare contro i suoi avversari e, grazie alla potenza dello Sha al suo comando, tornare a piegare Azeroth al suo volere e conquistare la vittoria finale per la sua “vera” Orda.

Rexxar, il mezz’Ogre originario delle Montagne Spinaguzze membro del clan Mok’Nathal, sgradito agli Orchi puro sangue come agli Ogre, viveva isolato ,insieme ai suoi simili, dalle vicende che imperversavano su Draenor.

La sua attenzione venne catturata però dalla prospettiva di trovare un nuovo territorio per la sua gente su Azeroth al di là del Portale Oscuro, fu cosi che decise di unirsi all’Orda insieme al suo fidato compagno Harata il Lupo. Poco dopo però si rese conto che l’Orda era lontana dalle glorie di guerra e onore del passato, ormai rimaneva solo la corruzione del vil e il pugno di ferro di Gul’dan , così sentendosi tradito dalla sua stessa razza intraprese un cammino solitario circondandosi solo di bestie selvagge, che di sicuro non lo avrebbero tradito.

Dopo aver vagato a lungo nelle terre selvagge il suo cammino incrociò quello di Thrall, il quale conquistando la sua fiducia lo convinse a seguirlo a Orgrimmar dove venne accettato come membro dell’orda a tutti gli effetti. Grazie alle sue doti di condottiero riuscì a guadagnarsi il titolo di Campione dell’Orda e a lui fu ordinato di contrastare le forze di Daelin Marefiero, padre di Jaina e Grande Ammiraglio della flotta navale dell’Alleanza.Rexxar sconfisse Daelin in combattimento, mentre il resto dell’Orda combatteva accanitamente contro la marina di Kul Tiras.

Tornato da vincitore ad Orgrimmar Rexxar sentiva comunque il bisogno di ritornare a vagare in solitudine nelle terre selvagge così facendo scomparve come era arrivato giurando però che l’Orda sarebbe stata per sempre la sua famiglia e la sua casa.

Uther Primo paladino di Azeroth, fondatore dell’ordine della Mano D’argento e Campione della luce è considerato uno dei campioni più forti mai esistiti. La comparsa di questo ordine ebbe luogo durante la prima Guerra quando, i chierici si resero conto che la loro magia sarebbe dovuta essere supportata da un addestramento militare mirato a contrastare la potenza fisica dei combattenti dell’Orda.

Fu così che l’Arcivescovo Alonsus Faol costituì un nuovo ordine che avrebbe combinato il potere rigenerante e distruttivo della Luce con il rigido addestramento marziale dei cavalieri. Faol scelse Uther, il suo apprendista, come primo di tale ordine e divenne così il Primo Paladino. Durante il periodo della seconda guerra, con l’intensificarsi degli attacchi da parte dell’Orda i sopravvissuti di Roccavento si recarono a Lordaeron sotto la guida di Re Terenas Merethil II per formare un’alleanza con i restanti regni degli umani.

Con una forza ritrovata l’alleanza scagliò numerosi e efficaci attacchi ai danni dell’Orda, come quello dei Bastioni di Roccianera che valse, a Uther, il titolo di Araldo della Luce essendosi contraddistinto, assieme ai suoi paladini, per coraggio e abilità. Gli sforzi dell’alleanza culminarono nell’assedio e nella successiva distruzione dell’entrata del Portale Oscuro. Dopo la fine della guerra Uther continuò a servire l’alleanza addestrando nuovi paladini in particolare il giovane erede al trono Arthas Menethil con il quale istaurò un rapporto padre-figlio.

Con l’inizio della terza guerra l’aiuto del Primo Paladino si rese ancora indispensabile nel coadiuvare la spedizione di Arthas e Jaina, inviati a indagare sulla misteriosa piaga che stava affliggendo Lordaeron. Il rapporto tra maestro e allievo si ruppe quando, quest’ultimo, una volta giunti a Stratholme ed accortosi che la popolazione, a causa della contaminazione del grano, era oramai infetta e prossima a diventare parte del Flagello, ordinò alle sue truppe di sterminare tutti gli abitanti. Uther, incapace di tale atrocità, si ribellò andando contro gli ordini del giovane principe, disertando il campo insieme alla schiera di paladini rimasti a lui fedeli. Il Re venuto a conoscenza della follia del figlio lo richiamò dalla spedizione nelle terre di Nordania dove Arthas nel frattempo era entrato in possesso di Frostmourne, una spada maledetta che lo aveva trasformato in un essere privo di anima.

Arthas tornato a Lordaeron come Cavaliere della Morte uccise il padre nella sala del trono. Fu così che Uther perse il suo Re nonché grande amico con la promessa di vegliare sulle sue ceneri. Promessa che mantenne fino all’ultimo respiro ad Andorhal dove morì per mano di Arthas.

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