Per un pugno di dollari – The Elder Scrolls Online

Per un pugno di dollari – The Elder Scrolls Online

The Elder Scrolls Online: un gioco diversamente bello ad un prezzo modesto

Quest’oggi vorremmo portare alla vostra attenzione un videogioco che ha fatto parlare molto di sé, sia nel bene che nel male, in quanto si presentò nell’immaginario di molti appassionati della saga principale The Elder Scrolls come un masterpiece, un gioco da possedere assolutamente nella collezione personale.

È doveroso precisare che lo sviluppo del capitolo spin-off in questione non è stato curato direttamente dalla Bethesda, ma bensì da Zenimax Online Studios che ha cercato di portare in chiave MMO una delle saghe RPG più amate nel panorama videoludico.

Le opinioni discordanti al giorno d’oggi sono agli estremi: c’è chi lo ama e c’è chi lo odia, ma il giusto compromesso oggi è stato raggiunto anche grazie al prezzo al quale è possibile acquistarlo trovando, però, a soli 2 anni dalla sua uscita, un’altra nota di demerito: non ci sono più così tanti giocatori intaccando negativamente l’esperienza PvP. Il prezzo consigliato per l’acquisto della versione base di questo titolo si aggira tra i 17 ed i 25 euro su PS4, PC e Xbox One.

La seconda era: 1000 anni prima degli eventi della saga principale

The Elder Scrolls Online si discosta dal filone della narrativa principale, narrando gli avvenimenti che intercorsero tra le tre alleanze che si formarono nell’era precedente agli eventi principali. Le tre suddette alleanze contrapposte dovettero fronteggiare la minaccia daedrica del principe Molag Bal e del suo apprendista Mannimarco, intenti a conquistare tutta Tamriel per farla cadere sotto al proprio dominio attraverso l’indebolimento della barriera protettiva che divideva i due mondi, garantendo così l’invasione ed infine l’unione in un unico impero demoniaco.

Le alleanze si suddivisero in base alle razze che popolavano le lande di Tamriel nelle seguenti tre fazioni: Daggerfall Covenant, formato da Orchi, Redguard e Bretoni, l’Ebonheart Pact, formato da Nord, Argoniani ed Elfi Scuri, l’Aldmeri Dominion, formato da Elfi Alti, Elfi dei Boschi e Khajiiti, le quali si daranno battaglia a Cyrodill cercando di ottenerne il controllo. La trama principale verrà spiegata e vissuta attraverso il compimento delle quest principali, che grazie all’impeccabile narrazione di ogni singolo dialogo, anche se solo in lingua inglese, immergerà in pieno il videogiocatore nel ciclo narrativo.

Vestiremo i panni di un eletto, un guerriero senza anima, ucciso in passato dallo stesso Molag Bal ed imprigionato nella sua prigione a Coldhambour sita nell’Oblivion, ma grazie all’intervento del profeta Valen e della guerriera Lyris, che si immolerà per la nostra salvezza rimanendo intrappolata, riusciremo a fuggire. Da qui si svilupperà tutta la storia principale della quale però non vogliamo anticiparvi nulla.

Pregi e difetti

Di certo non una strada facile quella intrapresa da Zenimax: la trasformazione dell’esperienza di gioco da giocatore singolo, come da tradizione nella saga, a gioco online di massa. Come anticipato nell’introduzione le opinioni in merito a questo capitolo sono molto discordanti trovando infatti chi ama questo prodotto, ma anche chi non ha apprezzato assolutamente il lavoro finale e vorremmo riportare qui alcune considerazioni che, per chi ancora non avesse avuto modo di mettere le mani su questo titolo, possano far luce sull’esperienza di gioco che li attende.

Come nei classici Mmo potremo personalizzare il nostro eroe grazie ad un buon sistema di editing iniziale che, oltre a far scegliere razza e classe, permetterà di modellare i connotati e le sembianze del nostro personaggio ed in base alla razza scelta si entrerà a far parte di un Covenant, almeno che non si sia dell’explorer pack incluso ad esempio nella day one edition che permetterà di giocare qualsiasi razza in qualsiasi alleanza.

Le 4 classi disponibili (dragon knight, stregone, nightblade e templare) rispecchiano la canonica suddivisione in dps, tank ed healer con una buona possibilità di adattamento grazie alle abilità attive e passive attivabili spendendo punti abilità ottenibili principalmente con l’avanzamento del personaggio. Le suddette abilità non potranno essere equipaggiate in gran numero difatti saremo limitati da degli slot che ci obbligheranno a fare una cernita in base alla build che vorremo utilizzare. Purtroppo fino al livello 15 i nostri slot saranno solo 6, ma al raggiungimento di questo livello potremo accedere ad ulteriori 6 slot per poter costruire magari una build secondaria.

I moveset delle armi da mischia come mazze e spadoni risulteranno speculari e legnosi nei movimenti e le hitbox saranno abbastanza approssimative. Il mondo di gioco da esplorare sarà vasto e con ambientazioni ben curate anche se a lungo andare sarà impossibile non far caso alla ripetizione delle texture come quelle degli edifici o alla composizione quasi speculare di alcuni dei molti dungeon presenti.

Il sistema di crafting è ben curato ed articolato e permetterà di fabbricarsi da sé l’equipaggiamento man mano sempre migliore con il progredire dell’abilità in questa attività. Molteplici saranno gli stile di crafting: difatti ogni razza ha un proprio stile estetico nella fabbricazione di armi ed armature ed inizialmente ne conosceremo solamente uno che è quello padroneggiato dalla razza scelta per il nostro personaggio, ma sarà comunque possibile ritrovare antichi libri abbastanza rari che permetteranno di apprenderne vari e differenti.

Punto cruciale del gioco è il PvP di massa concentrato nella zona ad esso dedicato: Cyrodill. Qui dovremo batterci assistendo la nostra fazione al fine di conquistare gli avamposti e prendere il controllo della regione ingaggiando battaglie. Purtroppo al momento su Ps4, a causa dello spopolamento avvenuto, non è più molto divertente come qualche tempo fa per la mancanza di player online, ma la situazione rimane comunque giocabile.

Anche il PvE può essere affrontato con un gruppo di giocatori online che possono organizzarsi per poter sconfiggere i boss presenti nella mappa oppure avventurarsi nei dungeon. Ovviamente presenti sono le espansioni ed uno shop dove acquistare contenuti aggiuntivi come cavalcature, boost ed un season pass introdotto dopo l’abolizione del canone mensile necessario per poter giocare e che era previsto inizialmente per PC.

Considerazioni finali

Tirando le somme e come ripetuto nell’articolo questo gioco o si odia o si ama poiché non rappresenta a pieno né un elder scrolls, in quanto mancano degli elementi e se vogliamo dei pilastri centrali che hanno rappresentato il successo della saga principale, né un mmo in quanto ha limitazioni pesanti nel gameplay. Quindi se si è amanti ed esperti di una delle due categorie sopracitate vi consigliamo di andare con i piedi di piombo in quanto potrebbe non piacervi affatto il prodotto restando delusi ed attoniti, mentre se volete addentrarvi per la prima volta in un mmo “medioevaleggiante” ad un prezzo più che accessibile, potreste rimanere affascinati da The Elder Scrolls Online.

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