Sky break da Farsky Interactive un nuovo indie spaziale

Sky break da Farsky Interactive un nuovo indie spaziale

Alzare lo sguardo al cielo e fantasticare se ci sia o meno un pianeta ospitale nella prospettiva futura di colonizzare lo spazio è forse una delle costanti insite nell’uomo così come la creazione di droni capaci di interagire ed aiutare nel campo della ricerca. E se invece si presentasse la necessità di trovare la cura per un virus mortale diffusosi sulla nostra amata Terra? In Sky Break, nuovo titolo indie survivor openworld, che gentilmente FarSky Interactive ci ha fornito, saremo chiamati proprio a trovare l’antidoto per contrastare un virus mortale che sta mettendo in ginocchio l’umanità vestendo i panni di un ricercatore in spedizione sul pianeta Arcania, in primis colonizzato e poi evacuato a causa della ribellione dei mecha contro il genere umano.

Raccolta, crafting e hacking in nome dell’umanità

Il viaggio in Sky Break inizia con la spedizione di diverse astronavi di ricercatori dalla terra verso l’ex colonia, ma, al momento dell’atterraggio, una tempesta si manifesta facendo sì che le astronavi si schiantino al suolo facendo perdere le tracce degli esploratori l’un con l’altro. Ciò che è accaduto dalla ribellione dei mecha in poi è documentato dai “diari di bordo”, testimonianze lasciate degli ex coloni.

Da buon ricercatore il nostro pg dovrà esplorare Arcania alla ricerca dell’antidoto ricavabile dalla sintetizzazione della flora del pianeta e per portare a termine la missione sarà necessario raccogliere tante risorse quanto basti per portare l’indicatore dell’antidoto al 100% e ricostruire la nostra astronave distrutta a causa del rocambolesco atterraggio. Con l’avanzare di questo indicatore di ricerca, attraverso la raccolta di piante e minerali che conferiranno una percentuale di avanzamento, il giocatore farà la scoperta di nuovi oggetti di vitale importanza da craftare come ad esempio munizioni, medkit ed estrattori di minerali.

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Come detto poco sopra Arcania è un’ex colonia dalla quale l’uomo è dovuto fuggire a causa della ribellione dei mecha che costituiranno i nostri nemici da dover fronteggiare durante la nostra missione, ma, per nostra fortuna, una volta atterrato un mecha ostile, sarà possibile avviare la procedura di hacking che permetterà di schierare al nostro fianco un fedele combattente mecha.

Prima della ribellione dei mecha l’uomo ha dovuto affrontare un altro nemico su Arcania: le condizioni meteorologiche. Sebbene sia predisposto ad accogliere l’essere umano il pianeta presenta dei fenomeni atmosferici devastanti che, con l’avanzare del tempo, si verificano e compromettono il funzionamento delle nostre attrezzature e minacciano la nostra stessa incolumità, ma tali condizioni avverse possono essere tenute a bada con delle costruzioni chiamate ionizzatori, capaci di stabilizzare il meteo. Oltre a questi ionizzatori troveremo delle stazioni in grado di creare un campo protettivo dentro i quali, oltre a ristabilire le condizioni, le intemperie non possono manifestarsi e garantiranno copertura sia per l’atterraggio dell’aeronave, riparabile e utilizzabile abbastanza presto nel gioco, che per l’approdo della stazione spaziale dentro alla quale potremo coltivare le nostre risorse per il crafting, curarci, potenziare noi stessi e i mecha alleati.

L’elemento survivor è dato dalla costante ricerca dei pochi materiali a disposizione, unica fonte di produzione di cure, e il rischio che si corre durante il verificarsi delle tempeste durante le quali, nel momento di culmine, fulmini e tornado si scaglieranno sul mondo di gioco.

Quattro diverse isole da esplorare

La caratteristica openworld si manifesta nell’esplorazione a piedi o a bordo dell’astronave delle 4 isole presenti nella mappa ognuna con paesaggi e mecha differenti. Differenti sembrano anche le tipologie di piante da poter raccogliere, ma non è così: infatti anche se si presentano come piante diverse il loot sarà lo stesso.

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L’esplorazione sarà prevalentemente pedestre in quanto l’astronave nei primi momenti di utilizzo non avrà carburante sufficiente per permettere spostamenti lunghi e le intemperie non permetteranno di atterrare liberamente. A sostegno dell’esplorazione a piedi avremo dei sieri che incrementeranno la resistenza per far sì che la durata dello scatto si allunghi di molto agevolando la scoperta di nuovi ionizzatori, stazioni e antenne da riattivare per proseguire la nostra avventura e pale eoliche da riparare per ricavare chip capaci di potenziare il nostro pg.

Conclusioni

Un titolo indie stabile e semplice, alla lunga ripetitivo date le limitate risorse da ricavare e da craftare e non troppo longevo date le circa 10 ore di gioco disponibili se lo si vuole esplorare completamente, ma che risulta gradevole e lineare forse proprio grazie alla sua basilarità. La grafica è buona con cambiamenti climatici di isola in isola e con la caratteristica presenza delle tempeste.

La presenza di bug è molto bassa e non compromette assolutamente l’esperienza di gioco, probabilmente anche grazie al costante lavoro che la FarSky Interactive svolge rilasciando, a pochi giorni dalla official release, patch per correggere bug riscontrati dalla community. Una rilassante colonna sonora accompagnerà la missione scandendo i momenti di esplorazione, quelli di battaglia e quelli di pericolo con l’avanzare della tempesta.

Se state cercando un gioco rilassante e semplice nei suoi elementi, basato sul crafting, probabilmente troverete piacere a passare del tempo sulle lande di Arcania.

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