NES Mini una magia per tornare bambini è possibile

NES Mini una magia per tornare bambini è possibile

Quando ci arrivò la notizia ci sembrò piuttosto strano, anacronistico, una mossa commerciale sicuramente di successo eppure inaspettata. Nintendo proprio oggi, 11 Novembre 2016, ha deciso di dare di nuovo vita alla sua prima vera console, il Nintendo Entertainment System (NES).

La grande N ha prodotto console che hanno avuto certamente più successo, soprattutto a livello di vendite, a partire proprio dal Super Nintendo, per passare al Gameboy: avrebbe potuto rilanciare, in particolare, una versione di quest’ultimo. Immaginate un Gameboy Mini, chiamiamolo così, con Super Mario Land, Pokémon, Wario Land, Tetris.

Ma allora perché proprio il NES? Perché una console degli anni ‘80? Se avete vissuto quest’epoca vi invitiamo a fare un tuffo con noi nel passato per comprendere meglio questa operazione; se non li avete vissuti, avete l’obbligo di seguirci nella lettura, sperando di riuscire ad accendere in voi quella magia che chi scrive a stento riesce a trattenere.

Che la magia abbia inizio

Si tornava da scuola, precisamente dall’asilo, ancora piccoli, così piccoli da non riuscire ad aprire bene le porte di casa, da doversi far accendere la ciabatta elettrica, perché altrimenti i genitori si arrabbiavano, da aver memorizzato i vari passaggi per accendere la console pur non sapendo né leggere né scrivere. Un bambino non impiega molto a riconoscere un ometto vestito di bianco e rosso, Super Mario, o un uccello con gli occhi strabuzzati che vola via velocemente, Duck Hunt. Apre il vano del Nintendo, perché non lo si chiamava NES, nemmeno nella sua forma abbreviata, ed inserisce la cosiddetta cartuccia, poi la abbassa per farla agganciare e lo chiude.

Mario_Bros
Una delle accoppiate vincenti!

Preme il tasto Power, ma la TV a tubo catodico, possibilmente della Mivar, restituisce un segnale sgranato, completamente grigio e che fa anche un brutto rumore. La cartuccia, come al solito, è piena di polvere e bisogna soffiare con tutta la forza che si ha per toglierla, perché un bambino non ha certo i polmoni di un adulto. Forza! Coraggio! Questa volta andrà bene e così, al posto del segnale distorto, ora la TV a tubo catodico restituisce colori smaglianti e musiche mozzafiato, perché è così che apparivano agli occhi di quel bambino, perché non sapeva nulla che un giorno 4GB Ram di scheda grafica non sarebbero stati sufficienti: a lui bastavano 8-bit per divertirsi.

La ricetta perfetta era lì, pronta per essere preparata ogni pomeriggio dopo una “faticosa” giornata scolastica. Un bambino, musiche ripetitive, spesso martellanti, ma che nessuno dimenticherà mai, divertimento, la merenda, perché di certo non si poteva saltare la merenda pomeridiana, e lo stupore di chi ha ancora tutta la vita davanti. Meraviglia.

Nintendo ha fatto qualcosa di unico

Chi ha vissuto quell’atmosfera che abbiamo appena cercato di ricreare, sicuramente ha provato altrettante emozioni sulle console successive, anche di altre case, eppure, se il NES è stato il suo primo amore, come per chi scrive, tutto il resto siede su un gradino più basso. Chi di noi non possiede ricordi con il Super Nintendo che, pur non avendolo posseduto, ci faceva divertire a casa di qualche amico o più semplicemente nella salagiochi? Chi non ha amato la prima Playstation?

Sicuramente ogni generazione ha dei ricordi personali, per cui fra venti anni forse si ricorderà la Xbox One, ma ora non è il momento di farsi queste domande. Adesso è il momento di ricordare quella che può essere considerata la prima vera console di Nintendo e comprendere perché, dopo trenta anni, viene rimessa in commercio. Banalmente si può rispondere che il NES viene rilanciato proprio perché è il primo, o per celebrare un anniversario importante, e forse nei prossimi anni sarà lo SNES a salire sul palcoscenico. Ma vorremmo ricordarvi che quando uscì il primo Nintendo si parlava del 1985 in Europa e USA e che, dunque, i potenziali acquirenti ora non sono più dei ragazzi, ma degli adulti, o quasi. Il rischio di un flop e di toccare un mostro sacro per rovinarlo trenta anni dopo c’è sempre, come accade in altri videogiochi, film, musica, eppure Nintendo non ha battuto ciglio, sorprendendoci tutti con questo annuncio, senza troppi ripensamenti.

Nes_Mini
Un altro mondo. Guardate i colori, lo stile, i giochi.

Prima di procedere vorrei riportarvi al trailer di lancio del nuovo Pokémon Sole e Luna (in basso al paragrafo). Cosa ha a che fare con tutto ciò? Nel trailer si vede un ragazzino che gioca ai primi capitoli della saga, con il suo Gameboy stretto come fosse la cosa più importante del mondo (e lo era sicuramente). Quel ragazzo poi cresce, ha un lavoro, una sua indipendenza, ma mentre passa davanti ad un negozio di videogiochi vede il cartellone pubblicitario del nuovo capitolo. Affiorano i ricordi, le emozioni, e così entra per acquistarne subito una copia.

Nintendo sa di aver creato qualcosa di unico, di essere riuscita come nessun’altra software house ad accompagnare intere generazioni nella loro vita, perché tutti conoscono Super Mario, anche i nostri nonni, figuriamoci dei bambini che si ritrovano per la prima volta un Goompa da schiacciare o una principessa da salvare. Nintendo sa che ha dato qualcosa in più degli altri, aldilà delle esperienze soggettive che vedono ragazzi, ad esempio, cresciuti invece con il Sega Master System, diretto rivale. Ma, generalmente, tutti hanno avuto a che fare con dei titoli Nintendo, non semplicemente Mario o Zelda e questo loro lo sanno. Ecco perché rilanciare il NES: sono consapevoli di colpire il cuore dei fan.

L’effetto nostalgia ed il senso di appartenenza è così forte che negli USA verrà riattivato il servizio Power Line fino al 13 Novembre. Negli anni ‘80-’90 il NES era una console di grande successo, ma i videogiochi erano ancora qualcosa di misterioso e, potremmo anche dire, per pochi. Alcuni non capivano come avanzare nel gioco e risolvere un livello, così si chiamava la Power Line per chiedere aiuto ad un assistente. Di certo non esisteva Internet per cercare una soluzione. In occasione del lancio del nuovo NES Nintendo ha deciso di riattivarla per un paio di giorni, per respirare ancora l’aria di quell’epoca meravigliosa.

A farsi “mini” dunque non sarà soltanto la console, ma anche quel ragazzo cresciuto che, premendo di nuovo Power, può tornare bambino per qualche istante, quando non ci si toglieva nemmeno il grembiule per correre a giocare.

Cosa c’è dentro la scatola

C’è un NES in versione mini, con uscita HDMI ed ottimizzato per funzionare sulle televisioni moderne, un cavo USB per la ricarica, perché il caricatore classico non è incluso, un joypad (utilizzabile anche per Wii U) con possibilità di acquistare il secondo, e 30 giochi preinstallati. Rispondiamo subito alla domanda che molti si sono posti: no, non è possibile scaricare nuovi giochi e nemmeno inserire le vecchie cartucce. È tutto caricato sulla memoria interna.

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Interessante è la possibilità di salvare durante il gioco cosa che, ricordiamo, era impossibile per il NES: i salvataggi erano delle semplici password per livello che bisognava appuntarsi su un block notes. I titoli presenti sono quelli che hanno fatto la storia della console, anche se mancano alcuni giochi davvero splendidi, come Gremlins 2, Rollerblade, Power Blade, Low G Man, e tanti altri, ma possiamo dire con tutta tranquillità che quelli presenti sono più che sufficienti per rivivere grandi emozioni. Ecco la lista completa:

  • Balloon Fight

  • Bubble Bobble

  • Castlevania

  • Castlevania II: Simon’s Quest

  • Donkey Kong

  • Donkey Kong Jr.

  • Double Dragon II: The Revenge

  • Dr.Mario

  • Excitebike

  • Final Fantasy

  • Galaga

  • Ghosts’n Goblins

  • Gradius

  • Ice Climber

  • Kid Icarus

  • Kirby’s Adventure

  • Mario Bros

  • Mega Man 2

  • Metroid

  • Ninja Gaiden

  • Pac-Man

  • Punch-Out! Featuring Mr.Dream

  • Star Tropics

  • Super C

  • Super Mario Bros

  • Super Mario Bros 2

  • Super Mario Bros 3

  • Tecmo Bowl

  • The Legend Of Zelda

  • Zelda II: The Adventure Of Link

Non parliamo quindi di titoli di secondo ordine, anzi, sono proprio quelli che hanno fatto la storia della console. Il NES Mini avrà un costo di 59,99 euro ed è certamente un must per tutti quelli che vorranno fare un tuffo nel passato o cercare di recuperare una fetta importante della storia dei videogames. Ve lo consigliamo? È difficile dirvi di no, perché se è vero che 60 euro non sono proprio pochi e che in fondo si tratta di giochi che è possibile trovare su Virtual Console, è anche vero che si tratta di un oggetto di culto, perché non capita tutti i giorni di poter acquistare un NES, e che giocarci con il joypad dedicato è tutt’altra cosa. Da avere.

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