Objection! Cyberpunk 2077 è comunque meritevole, ma…

Objection! Cyberpunk 2077 è comunque meritevole, ma…
Fonte immagine: 2duerighe

Chi l’avrebbe mai immaginato? Cyberpunk 2077 protagonista del nuovo numero di “Objection!”

La nuova opera di CD Projekt RED, uno dei videogiochi più attesi del 2020, vittima di una pessima ottimizzazione su console old gen, con qualche problemino del genere anche su console next gen e persino su PC.

Quando un videogioco si ritrova in mezzo a un trambusto del genere, è tipico ricevere critiche eccessive anche su argomenti che non meritano di essere criticati, ma persino i giocatori vittime dei problemi di Cyberpunk su old gen stanno riconoscendo la qualità importante del titolo.

Questo numero di “Objection!” prenderà, dunque, le difese di Cyberpunk 2077, ma anche le difese di alcune critiche rivolte a esso, in quanto CD Projekt ha commesso errori di ottimizzazione e di marketing anche per quanto riguarda l’esperienza ludica del suo nuovo titolo.

Benvenuti a Night City

Buongiorno Night City!

Alla lotteria delle vittime di ieri è stato estratto un bel trenta!

Dieci solo a Heywood, grazie alle guerre tra bande!

Una vittima per la polizia, quindi siete fottuti! Perché l’NCPD non la

farà certo passare liscia.

E un altro blackout a Santo Domingo. I netrunner ci danno dentro

con i buchi nella rete elettrica.

A Westbrook il Trauma Team sta scrostando le vittime di un

cyberpsicopatico dal marciapiede.

E a Pacifica… Beh… Pacifica è sempre Pacifica.

Dal vostro Stan è tutto. Prepariamoci per un’altra giornata nella città dei sogni!

Ziggy Q nell’intro del gioco

 

Basterebbe l’intro del gioco, che può essere guardata di nuovo ad ogni avvio, per capire in che modo Cyberpunk 2077 esprima, appunto, la distopia del cyberpunk.

Molti hanno paragonato e continuano a paragonare Cyberpunk 2077 con la serie di Grand Theft Auto: un paragone errato, ma non del tutto. Uno degli elementi in comune è che questo gioco mostra il cyberpunk allo stesso modo con il quale GTA mostra il marcio della società americana: sbattendo in faccia l’evidenza, come se fosse la normalità.

Il gioco è ambientato a Night City, chiaramente ispirata alla città (dalla quale riprende anche il nome) del romanzo “Neuromante” di William Gibson: l’opera che diede vita al genere cyberpunk, dalla quale anche questo gioco ha preso ispirazione. Una città libera e indipendente, o almeno così appare. In realtà, Night City è fortemente influenzata dalle megacorporazioni che ormai dominano il mondo del 2077; un mondo sempre più povero di risorse ambientali ma schiavo della tecnologia.

Una città che esalta il consumismo, spinto da quelle stesse corporazioni che prima causano danni ambientali e poi vendono la soluzione (come la “vera acqua” venduta a soli 99,00 eurodollari), con gli spot pubblicitari piazzati in ogni angolo della metropoli; spot fatti anche di sessualità esplicita, doppi sensi per niente velati, istigazione all’uso delle armi, ecc.

Una società cinica, dove la cibernetica è diventata anche estetica. Dopotutto, perché farsi problemi con qualche parte del corpo meccanica, quando tutti ormai hanno un hardware incorporato che permette funzioni informatiche e telefoniche?

Talmente cinica da non essere più umana: che importa se le prostitute si fanno ritoccare il più possibile per soddisfare i clienti? Ormai si chiamano proprio “doll” o “joytoy”. Che dire della cantante Lizzy Wizzy, dalla pelle cromatica e non solo? O di Adam Smasher, divenuto ormai più una macchina da guerra che un uomo.

L’abuso della cibernetica negli umani ha creato anche il fenomeno della cyberpsicosi, ma che importa se un cyberpsicopatico dovesse mietere vittime? A Night City è un’impresa morire di vecchiaia. Le megacorporazioni come l’Arasaka e la Militech si occupano principalmente della produzione di armi e dei servizi di sicurezza, quindi sparano, e i cittadini hanno due opportunità per spiccare: allearsi con loro, o darsi al crimine. Tra corporativi, guerre tra gang, e mercenari al soldo dei fixer, a Night City è la brava gente che rischia di rimetterci.

La polizia? L’NCPD fa quello che può, tra abusi di potere, corruzione interna, e mancanza di fondi per favorire i privati. Tant’è che armi, alcol, e droghe sono ormai all’ordine del giorno in questa società del futuro.

Infine, il mondo del 2077 non può che avere accesso pressoché illimitato alla rete, che a Night City è controllata dalla NetWatch: potete immaginare cosa si nasconde dietro il controllo per la sicurezza dei cittadini. Soltanto i netrunner di Pacifica riescono a sfuggire alla NetWatch.

Una società che si è presa il corpo e la mente delle persone: fin dove può spingersi ancora? Quali aspetti dell’esistenza non sono ancora stati alterati?

cyberpunk 2077
Fonte immagine: screenshot 2duerighe

Never Fade Away

Il protagonista di Cyberpunk 2077 è V. Chi è V? Sarà il giocatore a deciderlo. Può essere un uomo, una donna, o anche transgender, dato che l’editor del personaggio permette persino di agire sulle dimensioni del pene, o anche di mettere l’organo genitale che si vuole. In verità, non parliamo di una grandissima funzione di editor. Dopotutto il gioco è in prima persona, l’estetica di V può essere vista solo nell’inventario o quando ci si specchia, e non sono presenti cutscene, anche se sarebbe stato giusto inserirne qualcuna: CD Projekt RED ha voluto dare più immedesimazione possibile al giocatore, ma sarebbe stato meglio dare più possibilità di ammirare il proprio V (in alternativa, avrebbero potuto dare a V un’estetica fissa).

Qual è il ruolo di V all’inizio della storia? Anche questo verrà deciso dal giocatore. In base alla scelta, V sarà Nomade, Vita da strada, o Corporativo. L’inizio della storia differisce in base alla scelta effettuata, ma in ogni caso, V si ritrova nei casini ed è costretto a cambiare vita, con l’aiuto del suo grande amico Jackie Welles pronto a condividere con lui il suo obiettivo: diventare un mercenario da considerare come una vera leggenda a Night City.

Ma le ambizioni di Jackie portano V a fare una corsa contro il tempo per salvare se stesso, mettendolo contro la megacorporazione Arasaka e, incredibilmente, ad aver a che fare con Johnny Silverhand: storico frontman del gruppo rock Samurai nonché anarchico vero, che dovrebbe essere morto nel 2023 dopo aver organizzato un attentato all’Arasaka Tower.

V, Jackie, Johnny, Arasaka, Alt Cunnigham, ecc. Tutti a Night City sembrerebbero avere lo stesso obiettivo: non svanire mai.

cyberpunk 2077
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Il primo pregio di Cyberpunk 2077 è sicuramente il fatto che quanto descritto prima di Night City e dei suoi protagonisti è raccontato dal gioco in una maniera eccezionale, tramite una narrazione che coinvolge direttamente il giocatore, con l’onnipresenza di dialoghi a scelta multipla dai quali si possono estrapolare diverse informazioni.

Ma non solo dialoghi: nelle diverse aree di Night City si trovano anche informazioni, negli shard o nelle email dei PC utilizzabili, che caratterizzano ulteriormente il luogo che si sta visitando o la missione che si sta svolgendo. Alcune informazioni sono generiche, riguardano l’intero mondo di gioco e sono reperibili in molte occasioni (esattamente come diversi libri in The Witcher 3), altre invece sono informazioni così dettagliate che potrebbero addirittura trattarsi di chat tra due persone che vanno a spiegare il movente di un omicidio, una sparatoria, o eventi di altro tipo.

Attenzione anche ai dialoghi occasionali tra i cittadini di Night City o ai notiziari, perché potrebbe trattarsi di informazioni riguardanti gli eventi nel gioco o la filosofia del cyberpunk: la campagna elettorale, la prostituzione, i rapporti con le gang, ecc.

Ovviamente, trattandosi di un GDR, i dialoghi a scelta multipla influiscono anche sul gameplay. In base alle risposte date, V può uscire da una situazione con le informazioni necessarie o causare una sparatoria (il risultato dipende anche dal NPC con cui si ha a che fare, o semplicemente dall’atteggiamento che si vuole far avere a V).

Alcune risposte sono disponibili solo con il giusto valore in una determinata statistica (più o meno l’equivalente del lancio dei dadi nei GDR cartacei) o in base alla classe di V scelta nel gioco.

cyberpunk 2077
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Cyberpunk 2077 è un open world fortemente story-driven, sia nella main che nelle side quest. Ogni missione principale, secondaria, o evento di altro genere è segnato sulla mappa, anche se i dettagli verranno rivelati una volta raggiunta l’area indicata (anche la gestione delle missioni e l’uso del telefono ricordano molto GTA). Questo potrebbe essere un pregio per chi non ama videogiochi dispersivi, ma è anche la punta dell’iceberg, in tal caso.

Cyberpunk 2077 è un GDR?

La narrazione di Cyberpunk 2077, permette l’immedesimazione e l’influenza sull’intreccio narrativo al punto da poter cambiare il finale del gioco, o lo svolgimento di una missione, finanche a mandare a monte un ciclo narrativo. Tuttavia, tenendo conto delle possibilità offerte da The Witcher 3 in queste stesse features, Cyberpunk 2077 lascia un po’ a desiderare nel contesto, considerando che avrebbe potuto offrire lo stesso o anche più.

Geralt di Rivia è un personaggio ben definito, tratto da una serie letteraria; V è invece un protagonista originale, personalizzabile, eppure presenta addirittura un carattere ben definito. A volte, nei dialoghi a scelta multipla, si vorrebbe poter dare risposte che non sono disponibili, oppure vengono date risposte con un tono diverso da quello che ci si aspettava.

Nemmeno la scelta della classe di V è molto influente: le classi offrono delle opzioni in più in alcuni dialoghi, ma non vanno a intaccare minimamente la trama del gioco. Si può decidere che V sia un corporativo che cade in disgrazia e vuole tentare un modo per tornare, o che sia un nomade che finisce con il tornare a essere un nomade, oppure un corporativo che diventa nomade e viceversa, ma si tratta di caratteristiche del protagonista raccontate in maniera abbastanza leggera, e portano inevitabilmente a pensare che si tratti di un’occasione sprecata.

Inoltre, anche stavolta CD Projekt RED ha voluto rischiare con l’amalgama tra la main quest e l’open world: la storia di The Witcher 3 racconta di Geralt che deve trovare Ciri prima che la trovi la Caccia Selvaggia, quindi il witcher, in teoria, non dovrebbe perdere tempo ad aiutare chiunque incontri nella sua avventura, ma il gioco permette di farlo. In Cyberpunk 2077, nonostante la giusta scelta di inserire momenti in cui è necessario attendere che scorra un po’ di tempo, per poter proseguire una missione, in modo tale da lasciare una libertà morale al giocatore nell’attesa, e nonostante sia un gioco molto più story-driven, la corsa contro il tempo in cui si ritrova V spinge moralmente il giocatore a dedicare almeno le prime 30-40 ore di gioco prevalentemente alla main quest.

cyberpunk 2077
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Un netto miglioramento rispetto a The Witcher 3, almeno all’apparenza, è invece il sistema di combattimento, che stavolta offre moltissime possibilità di approccio tra aggressività, stealth, abilità, e hacking.

Sono presenti diverse armi con molte proprietà tecnologiche e cambiamenti sulle statistiche, sia da fuoco che da mischia, oltre a diversi tipi di granate, alle quali si aggiungono le modifiche del cyberware: salto potenziato, Lame da Mantide, Braccia di Gorilla, super scatto, tempo rallentato, ecc. Ma anche potenziamenti per il recupero della salute, il recupero della resistenza, l’aumento dei danni, e molto altro ancora.

All’influenza del cyberware sulle capacità di V, si aggiunge l’influenza dell’hacking sui nemici e sugli oggetti: Ping per scoprire i collegamenti, violazione di protocollo per indebolire le difese, inceppare le armi, accecare, bloccare i movimenti, usare gli oggetti per distrarre i nemici, ecc.

Non mancano le già citate statistiche (che possono influire anche sui dialoghi), alle quali si uniscono le abilità, e gli abiti. Peccato che questi ultimi non presentino in maniera separata equipaggiamento e skin, con il rischio di non poter mostrare il look che si vuole.

Tutte questo rende Cyberpunk 2077 divertente da giocare, ma il gameplay presenta anche un terribile difetto, ovvero il poter tranquillamente completare il gioco senza mai esplorare la maggior parte di queste numerose funzioni, in quanto non necessarie per vincere le sfide proposte dal gioco, nemmeno giocando alle difficoltà più elevate.

Questo difetto del gameplay è causato da un’accoppiata di problemi gravi. Il primo è dovuto all’IA dei nemici: buona nel combattimento posizionale, ottima nel mantenere l’allerta in maniera permanente quando il giocatore viene scoperto, ma terribilmente poco aggressiva.

Potremmo semplicemente parlare di un problema di realismo, com’è in gran parte quello dello stealth: i nemici non scoprono V finché l’indicatore di allerta (che non aumenta mai troppo velocemente) non è completamente pieno, ma sono sempre posizionati in maniera tale da permettere ogni volta di giocare stealth, se lo si vuole. Purtroppo, a far in modo che i difetti dell’IA rovinino il gameplay ci pensa il secondo di questi due problemi: la presenza di un paio di armi davvero troppo potenti che, tra l’altro, si ottengono nelle prime ore di gioco.

La pistola Lizzie, che spara 17 colpi al secondo (una cadenza di tiro di gran lunga superiore persino a quella dei fucili d’assalto) ai quali si abbina un’alta percentuale di bruciare i nemici colpiti, e qualsiasi fucile di precisione o da cecchino, in grado di uccidere in uno o due colpi: se i nemici preferiscono sparare da dietro un riparo, non è difficile prendere la mira; se dovessero scoprirsi, lo fanno in maniera troppo timida per contrastare la cadenza di tiro della pistola Lizzie.

Prendere queste due armi, da potenziare costantemente durante il gioco, e non servirà molto altro per cavarsela, anche perché, al contrario delle armi (e delle munizioni, pressoché infinite), le modifiche per il cyberware sono molto costose.

cyberpunk 2077
Fonte immagine: screenshot 2duerighe

Quanto c’è davvero di GDR in Cyberpunk 2077, se la maggior parte delle possibilità offerte dal gameplay e dalla narrativa non sono particolarmente utili al completamento del gioco?

Cyberpunk 2077 non è il gioco che ci era stato promesso

Se dovessimo definire il genere videoludico di Cyberpunk 2077, direi che si tratta di un GDR narrativo, ma oltre al fatto che sarebbe impossibile ignorare i difetti di gameplay e dell’open world anche in questo caso, il problema è che non stiamo parlando del tipo di gioco promesso da CD Projekt.

Non sarebbe il primo caso di un open world story-driven ma, come detto anche nel nuovo episodio di Altea Gamer Podcast dedicato a Cyberpunk, dopo anni nei quali CD Projekt RED non ha fatto altro che pubblicizzare Night City, non è accettabile che la caratterizzazione del mondo di gioco sia affidata quasi del tutto alla narrazione.

Non c’è motivo di esplorare Night City senza seguire un obiettivo, se non per pura curiosità turistica: ogni obiettivo è segnato sulla mappa, non esistono particolari eventi casuali; la reputazione non influisce sull’atteggiamento dei cittadini nei confronti di V (come accade, ad esempio, in Final Fantasy VII Remake) così come non vi è alcuna relazione con le gang al di fuori delle missioni o dei crimini indicati sulla mappa. Troviamo anche troppe porte bloccate, negozi di alimentari e bar che vendono tutti le stesse cose, cabinati arcade inutilizzabili, e troppe funzioni limitate alle missioni: il Flathead, la Braindance, le sparatorie in auto, il Basilisk.

Non che Cyberpunk 2077 debba davvero diventare un GTA futuristico (girano troppi video di paragone, ma parliamo di due giochi e generi videoludici diversi), però è indubbio il fatto che possieda alcune caratteristiche simili a quelle dei videogiochi di Rockstar Games. Ad esempio, il gioco permette di guidare liberamente per Night City e oltre, e i fixer contattano continuamente V per segnalare veicoli da acquistare (a caro prezzo, tra l’altro), allora perché non perfezionare il sistema di guida rendendo migliore il controllo dei veicoli? Perché non offrire anche un’opzione di pilota automatico, per sparare liberamente mentre si viaggia in automobile?

Perché non offrire un’interazione migliore con le forze dell’ordine (pensate al sistema delle taglie in Red Dead Redemption II) e con le gang? Dopotutto, V è un mercenario che si mette spesso nei guai durante la storia, ed è un peccato che ogni rapporto con le corporazioni, l’NCPD, e le gang, sia limitato allo svolgimento delle missioni.

CD Projekt ha promesso altre patch correttive per risolvere i problemi di Cyberpunk 2077, soprattutto su console old gen. Di recente è stato anche pubblicato un video nel quale Marcin Inwiski si assume le responsabilità degli errori commessi, spiega cos’è accaduto, e illustra il percorso di supporto al gioco.

Non hanno parlato di modificare i difetti estrapolati nell’articolo (anche se i problemi dell’IA sono stati considerati bug), ma non sarebbe una novità per CD Projekt RED, che in tempi non sospetti rilasciò così tante patch per The Witcher 2 da renderlo praticamente un altro gioco.

Cyberpunk 2077 ha ricevuto più critiche del dovuto, probabilmente a causa del brutto vizio che hanno le persone di “sparare sulla Croce Rossa”, ma non è neanche un capolavoro, come viene spesso definito da chi invece lo difende.

Si tratta di un GDR narrativo assolutamente meritevole, eccezionale nella narrazione e divertente da giocare, ma non è questo il tipo di gioco che CD Projekt ha pubblicizzato in questi anni, tanto meno il gioco che avrebbero voluto lanciare sul mercato.

Magari a fine anno, dopo che tutte le patch in programma saranno state rilasciate, parleremo di un tutt’altro gioco (almeno su PC, PS5, e Xbox Serie X/S), ma sarebbe stato meglio pensarci prima di renderlo disponibile.

Con quest’ultima riflessione è tutto. Vi do appuntamento al prossimo numero di “Objection!” e vi lascio, come sempre, i link ai numeri precedenti.

 

N°1: Objection! Discutiamo di Open World

N°2: Objection! Un open world fatto bene – Horizon Zero Dawn

N°3: Objection! Un open world fatto male – Final Fantasy XV

N°4: Objection! Speciale Days Gone

N°5: Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

N°6: Objection! Gli open world del futuro

N°7: Objection! Final Fantasy VIII non è un capolavoro

N°8: Objection! The Last Of Us è un ottimo Multiplayer

N°9: Pokédex di Galar? Non è la prima volta – “Objection!” a Pokémon Rubino e Zaffiro

N°10: Objection! Death Stranding è il gioco dell’anno

N°11: Objection! Discutiamo di DLC

N°12: Objection! Un’ode a Sekiro e ad altri (i gamers vogliono giocare)

N°13: Objection! Final Fantasy VII è davvero il migliore della saga?

N°14: Objection! The Last of Us Parte II e minacce, ma cos’è il videogioco d’autore?

N°15: Objection! Videogames e social network: la generazione del ‘non va mai bene niente’

N°16: Objection! Crash Bandicoot è il vero Super Mario 3D

N°17: Objection! E se PS5 fosse in vantaggio su Xbox?

N°18: Objection! Il videogioco è ancora al centro del medium?

N° 19: Objection! Immortals Fenyx Rising e l’open world non necessario

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