Pokémon – Retrospettiva e Futuro

Pokémon – Retrospettiva e Futuro
Fonte immagine: pokemon.com

La serie Pokémon non ha certo bisogno di grandi presentazioni – tutte e tutti, grandi e piccini, in qualche modo conoscono i mostriciattoli tascabili.

Il franchise nipponico ha avuto un successo planetario significativo, anche grazie alla copertura di vari media quali i videogiochi, l’anime, i manga, il Gioco di Carte Collezionabili, vari film d’animazione e live-action e merchandise di ogni tipo.

Questo articolo vuole fare un breve recap del percorso della serie e alcune speculazioni sul suo presente e futuro.

Dai primi Pokémon alla fama mondiale

A partire dalla nascita del brand nel 1995 – e dal successo planetario dei primi titoli usciti tre anni dopo – Game Freak e The Pokémon Company (TPC) non hanno mai smesso di produrre nuovo materiale dei mostriciattoli tascabili, partendo dai 151 iniziali per arrivare agli 898 odierni spalmati in una trentina di giochi, poco più di venti stagioni dell’anime e altrettanti film d’animazione.

Oltre ai titoli videoludici della serie principale, la cui ricetta comune è la stessa dei prodotti originali (un Pokédex da completare, tante sfide da affrontare e una Lega Pokémon da conquistare), sono stati rilasciati numerosi titoli spin-off dalle formule più svariate.

Tra i titoli più popolari di questi ultimi ricordiamo sicuramente Pokémon Mystery Dungeon, Pokkén Tournament DX e naturalmente Pokémon GO, il titolo che ha contribuito in maggior misura a rendere il brand Pokémon il più redditizio di tutti i tempi, superando giganti del calibro di Marvel e Star Wars.

Qualche puntino sulle i…

Forse – e qui cominciano le speculazioni – è proprio per questo motivo che negli ultimi titoli della serie è stato riscontrato da molti fan, in particolare dai più “datati”, un calo generale della qualità: è piuttosto emblematico il caso del “taglio” del Pokédex nelle versioni più recenti, Pokémon Spada e Scudo, riduzione in qualche modo arginata dai DLC a pagamento – L’isola dell’Armatura e Le Terre Innevate della Corona – ma non da tutti perdonata.

Un altro esempio di questo concetto è dato dalla sesta generazione, i cui titoli (X, Y, Rubino Omega e Zaffiro Alpha) hanno introdotto una significativa semplificazione del gameplay. Una scelta bizzarra data l’introduzione, nella generazione immediatamente precedente, di una modalità più difficile di quella classica.

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Un passaggio da un estremo all’altro piuttosto strano, nonostante sia evidente la volontà di rendere il gioco più accessibile anche ai più piccini; eppure per chi come me è cresciuto a pane e Gameboy non si è mai sentita la necessità di un gioco più facile, quanto quella di sentire la soddisfazione dopo aver superato una sfida particolarmente ostica. E siamo stati piccoli anche noi, dopotutto…

e qualche nota positiva!

Ci sono anche però alcuni elementi decisamente positivi nei nuovi titoli e che hanno alleggerito in particolar modo il competitivo e proposto espedienti del tutto originali: questo vale soprattutto per Le Terre Innevate della Corona, dove [da qui in poi sono presenti spoiler per chi non avesse finito il dlc] la narrazione di un Pokémon parlante attraverso un essere umano è stata senza dubbio la sorpresa più stramba ma anche più apprezzata dai fan, che hanno del tutto rivalutato un Calyrex il cui design aveva fatto alzare più di un sopracciglio ai tempi delle prime anticipazioni.

Sempre all’interno dello stesso DLC, è stata introdotta una nuova modalità di gioco detta Avventura Dynamax.

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Nelle Avventure è possibile, in single player o multiplayer online, esplorare dedali pieni di Pokémon in forma Dynamax e alla cui fine è sempre presente un Pokémon leggendario; al termine di ogni Avventura è possibile tenere con sé un Pokémon tra tutti quelli catturati, mentre nel caso della Modalità Infinita, si va avanti fino al Game Over della squadra.

La possibilità di giocare in co-op con amici e creare strategie, o anche le opportunità aumentate di trovare un Pokémon Cromatico hanno reso le Avventure Dynamax popolarissime tra giocatori e streamer.

Novità… forse?

Verosimilmente, non essendoci più bisogno di grandi sforzi per fidelizzare un pubblico già appassionato e pronto ad acquistare i nuovi prodotti targati Pokémon, non si sente più di tanto la necessità di cercare nuove strade – o di impegnarsi particolarmente in quelle già battute – poiché la formula originale ed ampiamente testata funziona ancora piuttosto bene.

Nonostante ciò, pare che The Pokémon Company stia comunque provando strade nuove per il franchise, con l’esempio lampante di Pokémon Unite, l’ultimo titolo annunciato da TPC realizzato in collaborazione con Tencent.

Il gioco si presenta infatti come un team battle competitivo molto differente da altri prodotti del franchise, portando finalmente qualcosa di innovativo sul tavolo.

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Il termine “innovativo”, tuttavia, va inteso come strettamente collegato al contesto interno al mondo Pokémon, in quanto nel panorama videoludico globale un MOBA free-to-play non è certamente nulla di strabiliante o mai visto prima.

Un’idea certamente originale è quella proposta da Pokémon Smile, presentato insieme ad Unite in uno degli ultimi Direct.

Un’app che accompagna i bambini nel processo del lavaggio dei denti è sicuramente qualcosa di mai visto prima, e allarga ulteriormente la già vasta fascia d’età del target verso i giovanissimi.

Non sarà un titolo tripla A, ma esplorare nuovi orizzonti è sempre una nota di merito.

Conclusioni

Il successo e l’influenza mediatica dei Pocket Monsters non sono certamente sbocciate per caso: la formula “Acchiappali tutti!” combinata alle lotte e alla componente esplorativa – quest’ultima maggiormente approfondita negli ultimi titoli – si è rivelata decisamente vincente.

Ci sono stati alti e bassi, e in entrambi i frangenti la serie ha dimostrato la propria capacità di far parlare di sé e soprattutto di vendere, rimanendo rilevante a quasi 22 anni dalle proprie origini.

E in effetti, nonostante le evidenti limitazioni tecniche di cui la serie videoludica tuttora soffre – la qualità grafica dei titoli per Switch non è purtroppo neanche lontanamente all’altezza di altri titoli realizzati per la medesima console – e le numerose controversie, Pokémon riesce ancora a rimanere in piedi, e ad oggi nulla suggerisce che il brand stia andando incontro a un capolinea. Auguriamo altri 25 anni altrettanto proficui ai Pocket Monsters!

Articolo di Giulia Mancuso

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