Bounty Battle, il picchiaduro Indie

Bounty Battle, il picchiaduro Indie
Fonte immagine: Terminals.io

Se siete appassionati di giochi indie o amanti dei picchiaduro, sicuramente avrete sentito parlare di Bounty Battle, il gioco sviluppato da Dark Screen Games, che lancia in uno scontro senza esclusioni di colpi i personaggi di alcuni giochi indie che si sono fatti strada nel difficile mondo dei videogiochi.

Un titolo che abbiamo avuto il piacere di giocare in anteprima e che ora vogliamo portare alla vostra attenzione, per farvi assaporare l’aria che tira in questo picchiaduro dalla forte ispirazione a Smash Bros.

Bounty Battle vs Super Smash Bros

Come avete potuto vedere benissimo dal trailer, i punti di forza di Bounty Battle sono chiari e tutt’altro che nascosti. Abbiamo un roster composto da personaggi indie (più alcune aggiunte ideate per il gioco), uno stile di gioco semplice e molto simile a Smash Bros o Brawlhalla e tanta frenesia nel combattimento.

Tutti ingredienti perfetti per confezionare un picchiaduro capace di far sognare gli amanti del genere indie, e perché no, per stuzzicare i fini palati degli amanti degli incontri video ludici.
Potremmo definire a tutti gli effetti Bounty Battle come uno Smash Bros degli Indie.
Tuttavia non è tutto oro ciò che luccica, ma di questo parleremo in un secondo momento, portate pazienza.

Il gameplay di Bounty Battle è semplice, intuitivo, veloce da apprendere ed abbastanza frenetico, soprattutto per le primissime partite di gioco. Il tutorial vi spiegherà tutte le basi di gioco e i pochi comandi a vostra disposizione, ma saranno le prime partite nella modalità principale del gioco a farvi da vera scuola di arti marziali.

Infatti, come in Smash Bros, una grandissima fetta di gioco è pensata per il gioco offline contro cpu, dando al giocatore la possibilità di imparare i comandi nella modalità Tutorial, di allenarsi nella modalità Training e di cimentarsi in diverse sfide nella modalità Challenge e Tournament, quest’ultima la più invitante e divertente del gioco.

Se il Tutorial non ci ha mentito, avremo a disposizione poche mosse, tra cui un attacco leggero, un attacco pesante, un paio di  super colpi e la possibilità di chiamare un Bounty alleato una volta sbloccati punti durante le battaglie.

Niente mezzelune, niente combo particolari e difficili da apprendere, niente tecnicismi strani, niente.
Pochi e semplici tasti da concatenare nel miglior modo possibile per superare le avversità. Semplice ed intuitivo appunto.

Bounty Battle
Fonte immagine: Terminals.io

Ma allora dove sta il divertimento?
Semplice, nei personaggi.

Se uno dei punti di forza di Bounty Battle abbiamo detto essere i personaggi presi dai giochi indie, sarebbe stato stupido da parte degli sviluppatori non puntare sulle unicità di questi personaggi per creare dei lottatori diversi tra loro e molto particolareggiati ed è qui che risiede la forza di Bounty Battle.

I vari personaggi Indie hanno movenze ed attacchi molto diversi tra loro, anche se fatti con gli stessi tasti, per farvi un esempio concreto, ogni personaggio può effettuare un doppio salto, ma Otus di OwlBoy con il secondo salto può restare in volo, al contrario il protagonista di Super Comboman è molto più piazzato ma può lanciare una sorta di Hadoken.

Ed anche i vari Bounty, ovvero i personaggi di supporto richiamabili dai vari lottatori, sono molto differenti tra loro e varieranno anche nel modo in cui interferiranno con lo svolgersi della partita, alcuni saranno dei veri e proprio lottatori extra che di tanto in tanto colpiranno, altri saranno dei disturbatori che con una fune sposteranno i nemici nell’arena.

Insomma, anche senza un comparto tecnico troppo sviluppato e senza troppe combo da imparare, Bounty Battle saprà regalare al giocatore una sezione di gameplay variegata ed imprevedibile.

Nella modalità Tournament in particolare, avremo a disposizione inizialmente solo un personaggio e dovremo superare cinque diverse sfide per sbloccare le relative skin e per poter giocare con un altro personaggio, e le modalità di vittoria cambieranno molto tra sfida e sfida.

Alcune saranno votate a fare determinate uccisioni in un determinato lasso di tempo, altre al buttare fuori dall’arena i nemici ed altre ancora al battere un nemico con una cpu maggiore o un gruppo di nemici decisamente agguerriti.

Insomma, la varietà non manca e nel complesso il gioco si presenta molto bene e divertente, tuttavia, è tempo di fare alcune precisazioni tecniche doverose e che in alcuni momenti di scontri frenetici, mi hanno fatto storcere il naso.

Bounty Battle
Fonte immagine: Terminals.io

Alcune note tecniche finali su Bounty Battle

Arriviamo ora ai tasti dolenti di questa nostra recensione, ovvero a quei punti che ci hanno fatto storcere il naso durante il nostro gameplay su Bounty Battle.

La prima nota di demerito è dovuta ad un fenomeno che potrei definire “lag post mortem”, ovvero all’eccessivo rallentamento del gioco ogni qualvolta un personaggio viene sconfitto in arena, sia che si tratti del vostro personaggio giocante che dei vostri nemici.

Quando abbatteremo i nostri avversari, o vorremo sconfitti, i nemici spariranno in una nuvola di pixel ed il mondo di gioco rallenterà notevolmente per sottolineare l’accaduto. Un rallentamento decisamente eccessivo e che influenzerà molto il ritmo di gioco, rallentando gli scontri più frenetici, soprattutto in quelle arene in cui dovremo affrontare più avversari e questi moriranno in contemporanea.

Nulla di impossibile da sistemare, ma che allo stato attuale del gioco, sommato alla bizzarra gestione della Cpu, mina l’esperienza complessiva.
Lo stile di combattimento della Cpu infatti è, come spesso accade in questo stile di giochi, su diversi livelli di difficoltà a seconda delle arene o delle missioni che dovremo portare a termine.

Se ad esempio dovremo abbattere cinquanta nemici in due minuti, ovviamente il loro livello sarà molto più basso del nostro e verranno sconfitti molto più velocemente, mentre invece quando la sfida è nel classico 1vs1 avremo nemici molto più agguerriti e decisi.

E fino a qui non ci sarebbe nemmeno nulla di male, se non fosse per via del divario troppo ampio tra i vari livelli di difficoltà della Cpu, che ai livelli bassi andranno letteralmente incontro alla morte certa, mentre ai livelli alti saranno fin troppo aggressivi.

Vi faccio un esempio per rendere il tutto più chiaro, ricollegandomi a Super Comboman:
con la sua mossa speciale lancia la sua onda di energia, il suo Hadoken, che percorrerà l’arena abbastanza lentamente. Se contro di voi avrete una Cpu di livello basso, non sarà difficile notare che questa correrà verso il vostro personaggio, incurante dell’onda che gli si sta parando davanti e prendendola in pieno. Mentre se avrete contro una Cpu di livello molto altro, difficilmente riuscire a lanciare la vostra onda senza essere riempiti di colpi.

Per farvi capire l’aggressività eccessiva dei livelli alti, vi voglio far notare un dettaglio del gioco.
Data la poca varietà di colpi, spesso vi capiterà di concatenare la stessa mossa diverse volte per avere la meglio sui vostri avversari, e se non avrete l’accortezza di cambiare tasto di tanto in tanto, il vostro personaggio si paralizzerà per qualche secondo e verrete ammoniti come “spammer”, lasciandovi in balia della forza nemica.
Questa cosa succede anche alla Cpu, e molto più spesso di quanto possiate credere, e lo “spammer” lo prenderete anche con il tasto della difesa. Fate voi i conti.

Bounty Battle
Fonte Immagine: Terminals.io

Insomma, Bounty Battle è un gioco decisamente mirato per gli amanti del genere indie e di tutte le sue icone più famose, che strizza l’occhio alle meccaniche di Super Smash Bros ma che ha ancora bisogno di qualche aggiustamento per poter offrire al giocatore la stessa intensità nel gameplay.

Dalla sua, tuttavia, ha un ottima caratterizzazione dei combattenti, che difficilmente troverete in altri picchiaduro, e che talvolta cambia drasticamente i move-set e le movenze dei diversi lottatori, rendendo gli scontri davvero imprevedibili ed aumentando il livello di sfida generale.

Insomma un picchiaduro abbastanza particolare, con diversi punti a suo favore, ma che per come si presenta al momento del lancio, rischia di rimanere rinchiuso nella fetta di pubblico appassionata di giochi indie e che vuole vedere il proprio eroe sotto una diversa luce ed in un altro contesto!

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