Death Stranding su PC – Kojima aveva ragione? (Parallelismi con l’attualità)

Death Stranding su PC – Kojima aveva ragione? (Parallelismi con l’attualità)
Fonte immagine: screenshot di 2duerighe.com

Death Stranding è arrivato anche su PC, come annunciato lo scorso 28 novembre, appena pochi giorni prima del suo arrivo in esclusiva console per PS4. A livello di marketing non sembrerebbe essere stata una gran mossa per Sony, considerando che molti annullarono il preordine per la versione PS4 preferendo aspettare altri nove mesi per un’edizione sicuramente più prestante.

Tuttavia questa è anche una prova del nove per Hideo Kojima: si vociferava di alcuni dissapori con Sony per diverse copie di Death Stranding rimaste invendute, ma in tal caso viene subito da puntare il dito contro l’annuncio della versione PC prima dell’arrivo del gioco su PS4. Ora però non ci sono più scuse, anche perché abbiamo un’idea concreta di questo videogioco, e staremo a vedere se i dati di vendita daranno ragione a Kojima.

Nel frattempo possiamo porci una domanda culturale riguardo Death Stranding: vista la terribile situazione vissuta in questo 2020, quanto sono reali le paure espresse da Kojima? Forse su questo aspetto ha già avuto ragione…

Death Stranding – “And then came the next explosion”

Ken Watanabe: “L’arroganza dell’uomo è considerare la natura sotto il suo controllo, e non l’esatto contrario”.

Godzilla

In un’opera autoriale qual è Death Stranding, si può osservare una evoluzione delle paure dell’autore. Nella saga di Metal Gear, che ha da poco compiuto 33 anni, Kojima trattava chiaramente la paura della guerra, in particolare della guerra atomica: Solid Snake deve sabotare il Metal Gear, una sorta di carroarmato bipede in grado di lanciare bombe atomiche.

In Death Stranding, invece, l’umanità si è fatta sfuggire le proprie mire espansive, scoprendo il collegamento con l’aldilà e sfruttandolo per creare nuove tecnologie, salvo poi ritrovandosi travolti dall’aldilà stesso, con le CA (Creature Arenate) in grado di causare immense esplosioni quando catturano gli esseri umani.

L’aldilà che l’aspetto di un abisso marino, i collegamenti con esso sono delle Spiagge, e il materiale di cui sono composte, il chiralium, che assomiglia tantissimo al petrolio: l’essere umano scopre l’Abisso, scopre le Spiagge, e inquina! La nuova paura espressa da Kojima è quella dell’essere umano che osa in maniera eccessiva, senza rendersi conto degli evidenti pericoli che corre.

death stranding
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Il COVID-19 non è propriamente una piaga apocalittica come il Death Stranding, ma è comunque considerata come la malattia del secolo, con oltre dodici milioni di contagiati e quasi 600.000 morti nel mondo, costringendo l’umanità a mesi di lockdown, e cambiando le vite di tutti durante questa ripresa, almeno fino al vaccino (o forse no). E come è iniziato tutto questo? Con l’essere umano che fa qualcosa che non dovrebbe fare: si è parlato ufficialmente del consumo di carni di animali selvatici che non dovrebbero essere consumate, ma per la gioia dei complottisti questo concetto funziona anche con l’idea del virus nato in laboratorio. Oltre alle origini della malattia, l’essere umano è stato anche presuntuoso nei rimedi per arginarla, dapprima ignorandola, poi aspettando una seria diffusione per porre rimedi drastici, e infine continuando tutt’ora a sottovalutarla.

Dopo decenni di narrazione con Metal Gear, Kojima ha voluto evidenziare un nuovo problema nel mondo. Un problema sempre presente, di cui in fondo si è consapevoli, ma troppo spesso ignorato.

Il post “Death Stranding” tra corrieri e MULI

La trama di Death Stranding non espone soltanto la metafora di un problema attuale, ma anche le conseguenze del problema, tra sistemi di protezione e nuovi metodi di lavoro.

In Death Stranding il mondo è sconvolto dalle cronopiogge, le misteriose perturbazioni atmosferiche indicate da un arcobaleno rovesciato tra le nuvole, le quali causano un’accelerazione del tempo, facendo crescere e morire le piante in pochi secondi, deteriorare i materiali, e invecchiare precocemente gli esseri viventi, oltre all’apparizione delle CA in caso di perturbazioni più intense. Di conseguenza gli umani, per proteggersi, devono indossare abiti creati con nuove tecnologie apposite.

In confronto, non è andata così male nella realtà: abbiamo indossato guanti, dobbiamo indossare le mascherine, mantenere le distanze di sicurezza, igienizzare… il COVID-19 ci ha toccato più che altro con le limitazioni nel lavoro, nei servizi, ma anche con i nuovi metodi lavorativi, quali lo smart working e la maggiore importanza dei servizi a domicilio. Un po’ come l’importanza dei corrieri in Death Stranding, in un mondo dove le cronopiogge e le esplosioni causate dalle CA impediscono l’uso di gran parte delle tecnologie a noi note. Tant’è che il protagonista del gioco, Sam Porter Bridges (interpretato da Norman Reedus), è uno dei migliori corrieri in circolazione, al quale è stato affidato l’ulteriore compito di ricreare la rete chirale per riconnettere l’America.

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Ma i nuovi sistemi lavorativi potrebbero anche portare dei problemi. Ad esempio, se molte più persone dovessero continuare a lavorare da casa, attività come bar e stazioni di servizio guadagnerebbero meno. Kojima con Death Stranding ha immaginato un futuro molto più estremo; un futuro dove esistono gli accampamenti dei cosiddetti MULI: persone che già prima del Death Stranding hanno sofferto l’esclusione a causa della sempre maggiore automatizzazione, e sono impazziti al punto tale da aggredire qualsiasi umano o macchina che trasporti un carico.

Un’idea, questa, un po’ estremizzata, sicuramente metaforica, ma è davvero surreale? Dopotutto, quanto siamo effettivamente lontani da un mondo dove, come avviene in Death Stranding, i like dei social saranno la nuova moneta?

In Death Stranding ha ragione la Bridges o i separatisti?

L’obiettivo principale in Death Stranding è quello di ricreare le UCA (United Cities of America), con Sam che deve attraversare il continente americano dalla West Coast alla East Coast. Una storia, dunque, incentrata prevalentemente sui legami, ma anche sulla separazione. Difatti, opposti alla Bridges e alla Fragile Express, troviamo gli Homo Demens: un gruppo di terroristi separatisti capitanati dal misterioso Higgs (interpretato da Troy Baker). Non solo: per ricreare la rete chirale delle UCA, Sam deve utilizzare come nodi le reti chirali dei preppers, ma non è detto che vogliano far parte delle UCA, quindi è necessario offrire qualche servizio in cambio per tentare di convincerli.

Il dilemma tra legame e separazione è forse la più grande battaglia geopolitica al giorno d’oggi, messa ancor più in evidenza dal COVID-19. Viviamo ormai in un mondo interconnesso, sia fisicamente che in digitale: il coronavirus si sarebbe mai diffuso nel mondo se non avessimo oggi una tale espansione della Cina? Ma possiamo pensare a un mondo senza rapporti internazionali? Difficile, ma abbiamo anche politiche sovraniste che puntano in una direzione individualista, la quale va spesso in forte contrasto con i rapporti internazionali.

Eppure abbiamo appena passato un periodo di quarantena, durante la quale abbiamo sperimentato gli effetti del distanziamento sociale, ma un po’ come i preppers in Death Stranding, abbiamo chi non si fida di collaborare a causa di varie paure. Come dimenticare il razzismo verso i cinesi in Italia prima del focolaio di Codogno? Oppure il non fidarsi dell’app Immuni.

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Ci sono storie metaforiche che durano negli anni, o che vengono rivalutate nel tempo. A Death Stranding sono bastati pochi mesi per avere più ragione che mai riguardo gli argomenti trattati.

 

 

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