Final Fantasy VII Remake – Un titolo di attualità reale e videoludica

Final Fantasy VII Remake – Un titolo di attualità reale e videoludica
Fonte immagine: IGDB

Final Fantasy VII Remake è finalmente disponibile, in barba ai problemi dovuti alla quarantena. Square Enix, piuttosto che rinviare nuovamente il lancio sul mercato, ha preferito inviare in anticipo le copie fisiche del gioco in Europa, scontando il prezzo della rottura del day-one da parte di qualsiasi venditore.

È giusto così, in quanto Final Fantasy VII Remake è un videogioco che incanta con la sua trama e, allo stesso tempo, tratta temi d’attualità che trascendono questo periodo; temi accantonati per via del Covid-19 ma ancora presenti e che non vanno dimenticati. Inoltre, appaga con un gameplay che, forse, è proprio ciò che Square Enix cercava da sempre per un Final Fantasy moderno.

In Final Fantasy conta la trama

Quante volte avete sentito questa affermazione? In realtà, non tutti i Final Fantasy hanno una grande trama (vale anche per metà dei celebri primi dieci capitoli) ma è quello che, giustamente, si aspettano i fan della saga, soprattutto da Final Fantasy VII Remake.

Così com’è scritto anche sul retro della custodia del gioco, questo titolo è solo la prima parte del remake di Final Fantasy VII, e comprende la porzione di storia ambientata a Midgar. Nonostante ciò, Final Fantasy VII Remake è un vero proprio gioco completo. Difatti, se nel gioco originale questa parte poteva essere completata anche in tre o quattro ore, in questo remake servono almeno una trentina di ore solamente per completare la main quest.

La storia rimane fedele alla versione originale, ma è stata ampliata e approfondita, sfruttando un software dalle dimensioni di ben 100 GB (Final Fantasy VII Remake presenta un disco di installazione e uno di gioco, esattamente come Red Dead Redemption II).

Molti fan di Final Fantasy VII ritengono, erroneamente, che la storia sia stata allungata inutilmente. Capisco la frenesia di voler rivivere i momenti noti in un remake del 2020, ma un remake è un videogioco per tutti, non un videogioco dedicato solo a chi ha giocato l’originale, ed è innegabile che questa versione approfondita della storia è raccontata decisamente meglio, al passo coi tempi e con le possibilità offerte dai videogiochi moderni.

In Final Fantasy VII Remake, molti personaggi vengono approfonditi, ad esempio Biggs, Wedge, e soprattutto Jessie, così come il loro rapporto con Cloud. Vengono approfondite le reazioni agli eventi dei vari personaggi, compresi gli NPC, i quali parlano quasi tutti degli ultimi eventi accaduti, ed è possibile ascoltarli semplicemente passandogli vicino. Ad esempio, se Cloud dovesse svolgere le missioni secondarie nei bassifondi, gli abitanti parlerebbero del nuovo tuttofare.

Viene approfondita la vita nei bassifondi di Midgar, il funzionamento della tecnologia della città, la differenza con gli abitanti della piattaforma, il rapporto delle persone con l’energia mako; viene citata più volte la guerra con Wutai, facendo pensare che il villaggio a nord ovest della mappa di Final Fantasy VII non sarà solo una location opzionale, nei prossimi episodi di questo remake.

Ci sono anche eventi che vengono modificati, alcuni in maniera più leggera e altri in maniera molto più pesante, ma la storia fondamentalmente è quella di Final Fantasy VII. Vengono aggiunti alcuni personaggi secondari non troppo invadenti (tranne Johnny, che è praticamente il Jar-Jar Binks del Mercato Murato), viene anticipata la comparsa di alcuni personaggi e posticipato l’approfondimento di altri, e soprattutto, c’è una presenza più costante di Sephiroth.

Spiegando quest’ultima parte per i fan dell’opera originale, la presenza di Sephiroth è giustificata prendendo quelle che, nella parte di Midgar in Final Fantasy VII, erano solo voci nella testa di Cloud, e trasformandole fin da subito in vere e proprie visioni di Sephiroth. Quelle rare volte, invece, in cui la sua presenza è reale, viene mostrato chiaramente il metodo utilizzato dall’antagonista, e chi ha giocato Final Fantasy VII dovrebbe conoscere il significato di questi eventi. Si potrebbe dire che, in questo modo, Sephiroth perde quell’essere solo un sussurro, così com’è nella parte di Midgar dell’opera originale, ma questo dualismo con Cloud fin dall’inizio funziona ugualmente, e poi diciamocelo: non può esistere un Final Fantasy VII senza Sephiroth.

La novità più grande nella trama è sicuramente l’inserimento dei Numen, gli spiriti guardiani del destino, e il concetto del destino non presente nell’opera originale, soprattutto per quanto riguarda il finale. Un elemento ancora poco chiaro e che sta facendo molto discutere, specialmente in vista dei prossimi episodi di questo remake.

Inoltre, Square Enix è rimasta fedele anche alle sfaccettature dell’opera originale, senza farsi problemi nel mantenere anche gli aspetti caricaturali di alcuni personaggi, i momenti spassosi, e anche i momenti cringe.

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Fonte immagine: Screenshot 2duerighe.com

Ma di cosa tratta Final Fantasy VII Remake, per farlo sapere a chi non conosce l’opera originale? Questo primo episodio è ambientato a Midgar, città futuristica costruita dalla Shinra, una compagnia elettrica arrivata a estrarre la linfa vitale del Pianeta per creare la moderna energia mako. Il problema è che l’estrazione dell’energia mako sta anche uccidendo il Pianeta; basti pensare che persino nei bassifondi di Midgar è un miracolo veder crescere dei fiori. Per questo motivo esistono gli Avalanche, un gruppo “ecoterrorista” guidato da Barret Wallace ai quali si va ad aggiungere il protagonista Cloud Strife: un ex SOLDIER, ovvero un ex membro dei guerrieri d’elite della Shinra potenziati tramite l’energia mako. Cloud aiuterà gli Avalanche nella difficile lotta contro la spietata Shinra, mosso dalla sua amicizia con Tifa Lockhart, e da un misterioso passato che ancora lo perseguita tramite allucinazioni riguardanti il grande guerriero Sephiroth, andando contro un destino che li terrebbe lontani da una lotta molto più grande di quella intrapresa a Midgar.

Parliamo di un videogioco che tratta temi di attualità, molti dei quali già presenti nel Final Fantasy VII originale, riproposti in maniera approfondita in questo remake.

A partire dal tema dell’ambientalismo, con i danni arrecati all’ambiente dalle tecnologie moderne, ma anche di come, nonostante questa consapevolezza, gli umani non riescono proprio a farne a meno e, di conseguenza, non vogliono fermarsi. Emblematico il Presidente Shinra, quando afferma che le persone sanno bene come funziona l’energia mako, ciononostante non vogliono farne a meno.

Viene trattata anche la tematica del classismo e del capitalismo, mostrando il trattamento riservato ai bassifondi di Midgar e l’ineluttabilità del progresso secondo la filosofia Shinra, e, in minor parte, vengono trattate anche le tematiche della manipolazione dei media, dell’omosessualità, e persino del revenge porn.

Infine, la presenza della nuova tematica sul destino, la meno comprensibile, al momento, se non per il pensiero di Aerith secondo cui la libertà può anche spaventare. Un pensiero che fa riflettere, specialmente perché (chi conosce la storia di Final Fantasy VII dovrebbe capire) viene espresso da lei.

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Combat System – La quadratura del cerchio?

Negli ultimi quindici anni, Square Enix ha cercato di spingere il sistema a turni che ha caratterizzato Final Fantasy nei primi dieci capitoli della saga, in un sistema di combattimento più action, senza mai trovare la quadratura del cerchio. Abbiamo avuto il sistema Gambit di Final Fantasy XII, molto rivalutato negli anni, il poco apprezzato sistema Optimum di Final Fantasy XIII, e lo sbilanciatissimo sistema di Final Fantasy XV.

La soluzione sembrerebbe essere arrivata in Final Fantasy VII Remake, tramite un sistema di combattimento che abbina il tanto ricercato stile action al vecchio sistema della barra ATB (Active Time Battle).

In Final Fantasy VII Remake il giocatore può controllare un personaggio, con la possibilità di farlo spostare, parare, schivare, e utilizzare attacchi base; questi ultimi presentano anche una variante, diversa per ogni personaggio. Tuttavia, le abilità, le magie, e anche l’uso degli oggetti (grossa pecca di Final Fantasy XV), richiedono il consumo della barra ATB. Questa barra si carica lentamente in automatico, ma il caricamento può essere velocizzato principalmente attaccando i nemici, e anche in altri modi. Inoltre, aprendo il menù della barra ATB, si entra in una vera e propria modalità d’attesa, usufruibile anche solo per agganciare meglio i nemici: un ottimo compromesso per sostituire il sistema a turni.

Alla barra ATB si aggiungono i Punti Magia, come costo aggiuntivo delle magie, e la barra Limite, la quale si carica principalmente subendo colpi e non ha niente a che a fare né con la ATB né con i PM: una volta carica, il personaggio in questione potrà utilizzare la propria Abilità Limite, un’abilità molto potente. Anche in Final Fantasy VII Remake è possibile ottenere altre Abilità Limite, pur non essendo numerose come nell’opera originale.

Un altro elemento del combat system (e altra grande assenza in Final Fantasy XV) è la possibilità di cambiare personaggio giocante, e non solo impartire comandi per l’uso della barra ATB degli altri membri del gruppo. In questo modo si ha un maggiore controllo sulle posizioni, sull’intensità degli attacchi basi e delle loro alternative.

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Per quanto riguarda gli equipaggiamenti, il sistema delle materie funziona esattamente come nel Final Fantasy VII originale, a eccezione delle materie di invocazione, le quali possiedono uno slot apposito. Nell’opera originale le invocazioni si ottengono dopo la parte di storia ambientata a Midgar, ma se non può esistere un Final Fantasy VII senza Sephiroth, non può più esistere un Final Fantasy senza invocazioni.

Le invocazioni si possono utilizzare soltanto nelle boss fight, durante le quali appare una barra sulla destra che si carica automaticamente in pochi secondi. Una volta carica, è possibile invocare l’Esper della materia invocativa equipaggiata consumando una barra ATB. L’Esper in questione combatte insieme al gruppo, e gli si può anche dare l’ordine di usare due abilità diverse, consumando una o due barre ATB di qualsiasi personaggio. La barra di invocazione torna a svuotarsi lentamente durante il combattimento; una volta esaurita, l’Esper lascia il campo lanciando un attacco potentissimo. Sono presenti sei Esper nel gioco, oltre ad altri tre ottenibili solo con il pre-order del gioco o con la Digital Deluxe Edition, e il modo per sbloccarli è abbastanza gradevole (niente spoiler).

La novità nell’equipaggiamento è dovuta alle armi, le quali possono essere potenziate tramite i Punti Esperienza ottenibili con l’aumento di livello, e sbloccare così miglioramenti delle statistiche, nuovi alloggi per materie, ecc. Inoltre, ogni tipo di arma fornisce una sua abilità, la quale possiede un livello di Maestria. Utilizzando l’abilità in questione, la Maestria aumenta; una volta raggiunto il 100% di Maestria, l’abilità può essere utilizzata con qualsiasi arma.

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Questo combat system funziona benissimo in un videogioco dove la modalità “Standard” presenta un buon livello di difficoltà. Niente di eclatante, ma Final Fantasy VII Remake è abbastanza impegnativo da permettere al giocatore di sfruttare tutte le possibilità del sistema di combattimento (cosa che non accade nell’opera originale). Inoltre, al termine della main quest, è possibile selezionare e rigiocare ogni capitolo della storia anche in modalità “Difficile”.

Sebbene alcuni nemici, ad esempio i soldati semplici Shinra, si abbattono tranquillamente anche con una serie di attacchi basi, altri che, nell’opera originale, al massimo potevano essere fastidiosi per qualche schivata di troppo, in Final Fantasy VII Remake possono diventare più o meno ostici, e altri ancora sono diventati addirittura boss o mid-boss. Le boss fight, infine, possono essere tranquillamente considerate tutte di alto livello.

Come proseguirà Final Fantasy VII Remake?

Final Fantasy VII Remake è un’opera mastodontica; non lo definirei un capolavoro, ma se non lo è, ci si avvicina molto. Ha alcuni difetti abbastanza evidenti: è prevalentemente lineare, ha qualche problema con la telecamera durante i combattimenti, e seppur eccellente nel comparto tecnico, alterna una grafica meravigliosa a texture di bassa qualità abbastanza evidenti.

Per un confronto con l’opera originale sarebbe giusto aspettare la fine di questa saga di remake, dato che i prossimi capitoli potrebbero anche risolvere alcuni dei difetti appena elencati, ad esempio la linearità (per questioni di trama), ma sento di poter affermare che la saga completa di Final Fantasy VII Remake potrebbe essere superiore al titolo del 1997.

Ma come proseguirà questa saga? In quanti episodi sarà divisa? E quanto tempo bisognerà aspettare per il prossimo episodio? Gli ultimi rumor parlavano addirittura di dover attendere il 2023, ma oltre a essere poco credibili in alcuni punti (parlava, tra l’altro, di un nuovo Unreal Engine che ancora non esiste), sembrerebbe una data davvero troppo lontana per il secondo capitolo di una saga della quale ancora non sappiamo di quanti episodi sarà composta. È vero che Final Fantasy VII Remake ha la struttura di un gioco completo, ma la sua storia non è completa, alcuni punti restano irrisolti, ma soprattutto, la storia completa esiste già da ben ventitré anni: si fosse trattato di un nuovo Final Fantasy poteva anche starci, ma non si può aspettare una vita per vedere il termine di una storia conosciutissima.

Più facile, dunque, credere a un progetto a breve termine, anche per via della notizia, questa ufficiale, secondo la quale Square Enix ha iniziato i lavori per il prossimo capitolo di Final Fantasy VII Remake prima ancora di pubblicare questo, ma un dubbio sulla pubblicazione rimane: per quale console? Il rumor precedente parlava di PS5, e questa potrebbe non essere un’ipotesi campata per aria: Final Fantasy VII Remake, come già detto in precedenza, occupa ben 100 GB su PS4; per il prossimo capitolo, che per questioni di trama dovrebbe essere molto meno lineare e più aperto, basterà l’attuale generazione di console? Oppure bisognerà necessariamente passare alla next gen?

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Infine, il proseguo della storia rimarrà abbastanza fedele all’originale? La risposta sembrerebbe scontata, a giudicare da questo primo capitolo, ma la gestione del finale ha lasciato qualche timore nei fan. Non è il caso di lasciarsi andare a catastrofismi, perché non è ancora stato stravolto niente, ma i fan non vorrebbero che Tetsuya Nomura, director di Final Fantasy VII Remake nonché character designer dell’opera originale, vada a introdurre elementi “alla Kingdom Hearts” (altra produzione Square Enix creata da Nomura) che poco si abbinano con Final Fantasy.

Non è ancora accaduto nulla che faccia stracciare le vesti, ma visti i problemi avuti da quando Squaresoft si è fusa con Enix ben diciassette anni fa, la libertà, come afferma Aerith, può anche far paura.

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