Riscoprire Vanquish nel 2020

Riscoprire Vanquish nel 2020

Lo scorso 18 febbraio è stato rilasciato Bayonetta & Vanquish 10th Anniversary Bundle, contenente, appunto, le remastered di Bayonetta e di Vanquish, in occasione dei dieci anni dal loro arrivo sul mercato.

Se il primo di questi due titoli, sviluppati entrambi da Platinum Games, ha riscosso un successo tale da essere arrivato quasi al suo terzo capitolo (nonostante la saga di Bayonetta sia proseguita in esclusiva su console Nintendo), Vanquish è stato apprezzato solo da una nicchia di giocatori all’epoca, salvo poi acquisire valore nel tempo e far desiderare un sequel anche per esso.

Per il momento ci si deve accontentare di questa remastered, la quale è comunque un’occasione per far recuperare Vanquish a chi non lo ha mai giocato, ma andiamo ad analizzare la parabola di gradimento di questo videogioco nel corso degli anni.

Cos’è Vanquish?

Vanquish è uno sparatutto fantascientifico in terza persona, e vede come protagonista Sam Gideon, un soldato della DARPA inviato in missione sulla colonia spaziale SC-01 Providence.

Sam, affiancato dai marines con a capo il colonnello Robert Burns, deve affrontare l’invasione della colonia spaziale da parte dell’ordine della Stella Russa, i quali hanno usato il condensatore di energia a microonde della colonia come un raggio letale per colpire San Francisco.

L’obiettivo di Sam è quello di salvare il Professor Francois Candide , autore del condensatore di energia, e fermare i russi prima che usino la loro nuova arma per colpire anche New York, ma non sempre le cose sono quello che sembrano…

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Sam si accende una sigaretta ogni volta che ha un attimo di tregua, senza mai riuscire a fumarne neanche mezza.

La trama è tutt’altro che il punto forte di Vanquish, essendo praticamente una fiera dello stereotipo del film d’azione americano nato negli anni ’80, ed è più un mezzo per giustificare una missione frenetica dalla durata media di 5-6 ore.

Come avviene in ogni opera di Platinum Games, la componente in cui questo gioco eccelle è il gameplay (tra l’altro, Vanquish ha visto alla direzione Shinji Mikami, il papà di Resident Evil).

Sam affronta questa missione equipaggiato con il sistema ARS, un’armatura che protegge completamente il corpo, con dei propulsori sul retro che gli permettono anche di attivare il turbo per scattare in scivolata, e il BLADE, per un sistema tecnologico avanzato per alternare le armi.

È possibile equipaggiare fino a tre armi diverse, oltre a due tipi di granata, selezionabili tra tredici armi, recuperabili più volte nei cinque atti in cui si divide il gioco.

Spesso nei livelli si trovano armi in tendenza con la sparatoria successiva, ma il giocatore non ha alcun vincolo sulla scelta del metodo per affrontarle: si può giocare a distanza, sfruttando le coperture e le armi a lunga gittata, oppure essere più spavaldi con l’uso del turbo e delle armi a corto raggio.

Si possono utilizzare anche alcune macchine nemiche, quali torrette mitragliatrici o robot bipedi.

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In un qualsiasi altro sparatutto sareste morti. In Vanquish si possono anche evitare tutti qui missili.

Vanquish si potrebbe definire uno sparatutto del genere Run and Gun. In parole povere, una sorta di Metal Slug in 3D.

Effettivamente, il gioco altro non è che una missione d’assalto, con poche brevi pause per le cutscene e per sistemare l’equipaggiamento, ripartendo subito con una nuova tempesta di fuoco e piombo.

Anche i nemici ricordano molto la struttura di Metal Slug, con i robot rossi nel ruolo dei soldati di fanteria, comprese alcune varianti con equipaggiamento e abilità diverse (corazzati, cecchini, jetpack, corpo a corpo, ecc.) passando per numerosi avversari considerabili mid-boss, e finendo con immense macchine da guerra tra le più creative e letali che ci siano.

In Vanquish non c’è tempo per fermarsi nemmeno quando si è in fin di vita. Difatti, Sam non ha una barra della salute, ma quando subisce troppi danni si attiva la modalità AR , durante la quale il tempo viene rallentato per pochi secondi, permettendo al giocatore di approfittarne.

Al termine della modalità AR, l’armatura di Sam entrerà in surriscaldamento per qualche secondo, durante il quale è impossibile usare il turbo o attivare di nuovo AR (può essere attivata anche manualmente durante la schivata). Inoltre, subire danni durante il surriscaldamento può portare alla morte.

Paradossalmente, in un gioco frenetico come Vanquish, saper gestire il ritmo rallentando il tempo può essere la chiave di vittoria.

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La battaglia contro il Kreon fa molto (e anche più) Metal Slug.

Cosa non ha funzionato con Vanquish nel 2010?

In realtà, Vanquish è stato apprezzato sia dalla critica che dai giocatori, e ha avuto successo anche nelle vendite, sebbene Platinum Games avrebbe voluto raggiungere il milione di copie vendute in minor tempo.

Tuttavia non è un videogioco famoso come, ad esempio, lo stesso Bayonetta. Il motivo di tutto ciò è da ricercare nel periodo in cui Vanquish arrivò sul mercato, e come l’opinione sia cambiata negli anni successivi.

Vanquish è un videogioco esclusivamente single player, con tanto di punteggio e classifiche. La rigiocabilità di Vanquish si basa per lo più su questo, oltre ai vari livelli di difficoltà selezionabili, ai quali si aggiunge anche la modalità Sfide.

Un sogno, per l’opinione comune creatasi negli ultimi anni nel mondo videoludico, dove il gioco online viene troppo spesso visto erroneamente come un male, ma nel 2010 la situazione era l’opposto: in quel periodo gli sviluppatori cercavano sempre uno spazio per il gioco online nelle loro opere, ed era un peccato che non fosse presente in un third person shooter poco longevo e incentrato totalmente sulle sparatorie.

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Direttamente da un’altra epoca, un elemento che fa molto sala giochi.

Un altro motivo andrebbe ricercato proprio nella struttura del single player: oltre all’avversione per il gioco online, un’altra fissa dei gamers è la ricerca della grande trama, un elemento che Vanquish non possiede.

Nella trama di Vanquish troviamo infatti un classico USA vs Russia, con il protagonista figo, la bella bionda esperta di tecnologia, il veterano di guerra senza cuore, lo scienziato rapito, e i compagni carne da macello. L’unica cosa che spicca sono le scene d’azione nelle cutscene e qualche altra scena abbastanza violenta, per il resto sono solo battute scontate, concetti esposti in maniera banale, e nella breve durata di tutto ciò, trovano addirittura spazio alcune piccole scelte assurde.

L’ottimo gameplay permetterebbe anche di sorvolare su tutto questo, ma la bassa longevità e l’idea anacronistica di basare la rigiocabilità sul punteggio di gioco, potrebbero non essere particolarmente entusiasmanti per molti gamers.

Platinum Games ha fatto un ottimo lavoro con Vanquish, il quale merita di essere recuperato anche al giorno d’oggi, ma in questi dieci anni avrebbe seriamente dovuto pensare a un sequel per offrire un’esperienza migliorata.

E poi bisogna ammetterlo: una modalità online ci starebbe tutta in questo videogioco.

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