Dragon Ball Z: Kakarot, dal manga al videogioco

Dragon Ball Z: Kakarot, dal manga al videogioco

Dragon Ball Z: Kakarot è sicuramente un videogioco fatto su misura per gli amanti dell’universo di Dragon Ball ideato da Akira Toriyama alla fine degli ormai lontani anni 80. Un mix perfetto di azione e combattimenti che ci faranno rivivere a pieno tutta la saga più amata del brand.

Ma se mettiamo da parte il fan service, ed accantoniamo per un attimo anche il nostro amore per Goku, i Sayan e tutte le creature immaginarie che ruotano attorno alle sfere del drago, come si presenta il gioco? E’ adatto anche a chi non conosce per niente il mondo di Dragon Ball?

Da cosa nasce Dragon Ball Z: Kakarot?

Facciamo un piccolo passo indietro e gettiamo le basi per chi non conoscesse il mondo di Dragon Ball: il manga basa tutto il suo universo su Goku, uno strano bambino estremamente forzuto e con la coda, e sulle sfere del drago (da cui prende il nome l’opera).

I primi volumi del manga vedono un giovanissimo Goku che, dopo la scomparsa prematura del nonno, inizia il suo viaggio alla scoperta del mondo ed incontra quelli che diventeranno i suoi amici di una vita ed i primi ostacoli dovuti ad una misteriosa organizzazione militare chiamata Red RIbbon.
SI proseguirà poi accompagnando Goku e alcuni personaggi incontrati durante le sue avventure nella loro crescita personale: allenandosi duramente fino a partecipare all’importante torneo mondiale di arti marziali, arrivando a diventare adulti ed affrontando nemici sempre più forti e temibili.

Essendo Dragon Ball uno shonen (ovvero un manga di combattimento), Goku si troverà ad affrontare avversari sempre più forti e dovrà imparare tecniche sempre più potenti per poter superare la sua forza iniziale (allenandosi da diversi maestri ad esempio o in situazioni critiche), uno stile di narrazione che si presta perfettamente ad una trasposizione videoludica, sia nei classici picchiaduro (come ad esempio abbiamo visto in Dragon Ball FighterZ, che vi abbiamo recensito in passato) sia in uno gioco d’azione con qualche piccolo momento da gioco di ruolo, come vedremo in questo caso.

La storia di Dragon Ball Z: Kakarot inizia quando Goku, ormai adulto, dovrà scontrarsi con suo fratello Radish, nella cosiddetta “Saga dei Sayan” all’inizio della seconda stagione della serie animata, dove verrà svelato il perchè della coda di Goku e molti altri retroscena salienti sulla trama.

La storia principale del videogioco non di discosta minimamente da quella canonica della saga, regalandoci le stesse scene e gli stessi sviluppi che avremo già letto nel manga o visto nella sua controparte animata, e ci porterà ad affrontare diverse sfide sempre più complesse ed articolate.

Non si userà sempre Goku come personaggio giocabile (come invece il titolo potrebbe far pensare, dato che Kakarot è il vero nome Sayan di Goku) ma avremo modo di cambiare personaggio durante la nostra esplorazione a seconda di quale punto della trama staremo affrontando, dandoci la possibilità di avere diversi focus su scene “secondarie” del manga, ma molto importanti a livello di legami tra i vari personaggi (come ad esempio l’addestramento di Gohan impartito da Piccolo, fondamentale a capire il sacrificio di quest’ultimo in seguito).

Dragon ball Z: kakarot

Nulla è lasciato al caso quindi, ogni personaggio avrà modo di essere giocato e sarà al centro di alcuni eventi della trama principale del gioco per poter spiegare al meglio la storia anche a chi non conosce molto bene il viaggio di Goku.
Discorso leggermente diverso, invece, per le missioni secondarie.

Queste ultime sono sparse per la mappa e verranno segnate di blu e vi faranno interagire con molti personaggi secondari incontrati durante le avventure di Goku anche prima del punto iniziale del gioco, e per quando vengano spiegate sommariamente, c’è il rischio di perdersi alcuni dettagli se non si è mai visto o letto nulla al riguardo, ma dato che si tratta di missioni secondarie spesso “superflue” a livello di trama, non c’è di che preoccuparsi.

Un picchiaduro..di ruolo?

Se quindi, dal punto di vista della trama, Kakarot è in grado di accontentare anche chi non conosce molto bene la storia di Dragonball, e soddisfare chi conosce a menadito le gesta dei Sayan, come si presenta sotto l’aspetto del gameplay? Semplice: come un’accozzaglia di generi non troppo delineati.

Mi spiego meglio: per rendere fedele al massimo l’opera videoludica all’opera originale, la base doveva essere quella dei combattimenti di arti marziali, e non c’è genere videoludico migliore se non il picchiaduro per reggere questo confronto. 

Ed infatti il gioco si basa su un picchiaduro ad arena, dove sarete liberi di muovervi comodamente durante gli scontri, come è possibile fare anche in molti altri titoli recenti come Jump Forse o lo stesso Xenoverse, (sempre basato sull’universo di Dragon Ball) e con la semplice pressione di alcune combinazioni di tasti potrete passare dai semplici attacchi leggeri alle storiche Kamehameha della saga.

Uno stile di picchiaduro che fa un po storcere il naso agli appassionati del genere, e che non da il senso di pieno controllo su ciò che succede nella mappa, ma che tuttavia rende molto più facile ed intuitivo il gioco anche a chi non mastica di mezzelune e combo.

A condire questo stile di gioco davvero frenetico, intervallato solo da spezzoni di video o di trama tra un combattimento e l’altro, c’è tutta una componente rpg che ci permetterà di potenziare i nostri combattenti facendoli salire di livello, aumentando la forza delle loro abilità attraverso sfere sparse nel mondo di gioco o semplicemente facendoli mangiare o riposarsi.

Il tutto, purtroppo, non in maniera troppo marcata o penalizzante al gioco stesso. Vi basterà imparare le basi del combattimento, potenziare i vostri personaggi facendo qualche missione secondaria ed avrete il pieno controllo dei combattimenti per la maggior parte delle situazioni, ma non avrete mai il pieno controllo sullo sviluppo del personaggio.

Il livellamento dei personaggi è dovuto al loro avanzamento nella storia, dato che, ogni personaggio impara determinate tecniche a seconda di alcuni eventi salienti proprio durante questa saga, e spesso vi troverete a salire di livello ma senza poter spendere le sfere energia per comprare i potenziamenti perchè si sbloccheranno dopo aver completato una certa parte del gioco. Oppure di contro, spesso non sentirete la necessità di potenziare nulla, dato che molti scontri risulteranno facile e il solo avanzare con la storia principale vi farà stare al pari con i livelli degli avversari.

Inoltre le ultime abilità di alcune griglie dei personaggi, come ad esempio quelle di Gohan, si potranno sbloccare solo dopo aver raggiunto il livello 120, livello decisamente inutile in quanto, con un po di dimestichezza, il gioco si può tranquillamente finire e platinare anche stando sotto al livello 90.

Una difficoltà non troppo marcata la sentirete soprattutto quando non starete seguendo la trama principale ma starete scorrazzando per il mondo di Dragon Ball a fare missioni secondarie o a raccogliere le sfere del drago, dove avrete la possibilità di utilizzare anche altri due personaggi di supporto che, se settati nel modo giusto, vi renderanno molto facile la vita, facendovi finire molti scontri in pochissimo tempo.

Dragon ball Z: Kakarot quindi, com’è?

Dragon Ball Z: Kakarot è un gioco ideale per gli amanti dell’universo di Akira Toriyama, che da la possibilità al giocatore di rivivere le scene più amate di tutta la saga di Goku, con un livello di difficoltà non troppo elevato e che stringe l’occhio anche ai giocatori “novizi” della saga, dando loro molti spunti e spiegazioni sulla storia.

Dal punto di vista tecnico non è esente da difetti: il suo gameplay per quando frenetico e divertente da giocare, spesso regala momenti davvero frustranti per via di un’accozzaglia di errori che un po minano l’esperienza (telecamere ballerine, nemici che non sentono i colpi, o hit box non sempre precise, ad esempio), complice una difficoltà non molto elevata ed una resa grafica che, per quanto spettacolare nelle scene importanti del gioco, non regala le stesse emozioni nel mondo aperto, dove invece perde qualche dettaglio.

Ma dal punto di vista emotivo, Kakarot è sicuramente un gioco da avere se siete fan di Dragon Ball e volete rivivere la storia canonica di Goku e amici, rivedendo le stesse scene del manga in chiave videoludica, con lo stesso pathos di quando le avete lette la prima volta o di quando da bambini le avete viste in televisione.

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