Ling: A Road Alone – Quando un’idea non è abbastanza

Ling: A Road Alone – Quando un’idea non è abbastanza

Quanto vale un’idea nella realizzazione di un videogioco? Tanto, in un’epoca dove i giocatori sono alla costante ricerca di originalità o funzionalità.

Le idee, spesso, sono l’arma delle software house quando non hanno a disposizione il budget per i mezzi tecnici necessari. Questo è il caso degli sviluppatori indie; il caso di Ling: A Road Alone, sviluppato da Chautauqua Software e prodotto da Winking Entertainment

Un gioco dalle dimensioni di appena 1,88 GB, un’avventura che può essere portata a termine nell’arco di due ore. Non è il primo gioco di questo genere, e anche in questi casi sono state realizzate delle piccole perle.

Purtroppo però, nel caso di Ling, l’idea di base non è stata realizzata nel migliore dei modi.

Ling: A Road Very Alone

Ling è stato realizzato con il motore grafico Unreal Engine, ma stavolta non ci troviamo di fronte ad un’ottima grafica tridimensionale, bensì ad un gioco con visuale isometrica.

La grafica di Ling colpisce in particolare a livello artistico, grazie allo stile degli elementi negli scenari, ai colori, e ad alcuni paesaggi di impatto notevole.

Il protagonista è un ragazzo dai tratti tipici di un giovane orientale del dodicesimo secolo, armato solo del suo pugno sinistro e di un pesante spadone trascinato con il braccio destro.

Il ragazzo dovrà farsi strada in scenari differenti collegati tra di loro, affrontando nemici in quello che sembrerebbe essere un viaggio metaforico.

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Il problema di questa avventura, è che sembrerebbe essere metaforica al punto tale da non capire né la trama né la metafora.

La narrazione tramite la “lore” è tipica nell’ultimo decennio videoludico, e può essere più o meno aperta, ma nel caso di Ling è davvero troppo interpretativa. Alcuni elementi sono facili da interpretare, come l’efficacia del pugno o il boss finale, per altri invece non si capisce il nesso, ad esempio il motivo del passaggio dagli ambienti orientali a quelli che richiamano l’antica Grecia.

Dopotutto, nel gioco non troviamo né dialoghi né monologhi, solo un viaggio con dei nemici da affrontare. Fanno eccezione alcune pergamene, che però non danno abbastanza informazioni per capire il significato di questa avventura.

Ling: A Road Alone è chiaramente un viaggio spirituale, ma risulta difficile spiegarne il significato, e ciò significa che il suo messaggio non viene trasmesso adeguatamente.

Chi mena per primo, mena due volte

Come detto in precedenza, le armi a disposizione del protagonista di Ling sono soltanto due: il pugno e lo spadone, con le quali si può effettuare una combo di tre colpi. Inoltre, si può usare il comando per scattare anche per effettuare una schivata.

Oltre al movimento e al menù, questi pochi comandi elencati sono gli unici presenti nel gioco.

Potrà sembrare strano, ma è proprio il pugno l’arma migliore del protagonista. Difatti, se viene sferrato un pugno al momento giusto durante l’attacco di un nemico, non solo l’intera combo di tre colpi infliggerà più danni, ma ogni colpo ripristinerà parte della salute del protagonista.

La salute, appunto, può essere ripristinata soltanto in questo modo o sconfiggendo i nemici, ma attenzione ai boss: anche la loro salute si ripristina ad ogni colpo.

Inoltre, subito dopo aver eseguito un contrattacco, anche i colpi inferti con lo spadone saranno più potenti.

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Il rovescio della medaglia sta nella precisione dei comandi d’attacco, che presentano un input lag significativo per un gioco che si basa molto sul colpire i nemici al momento giusto.

Inoltre, un sistema così simile al “parry” (che già non è particolarmente preciso nei videogiochi in terza persona) è ancor più impreciso con la visuale isometrica, per via dei modelli ridotti dei personaggi.

A tutto ciò va aggiunta l’assenza della possibilità di agganciare un bersaglio, che rischia di mandare a vuoto gli attacchi persino durante una combo di tre colpi.

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Al termine del viaggio, l’avventura potrà anche essere intrapresa nuovamente sia con il New Game+, sia con una versione alternativa del protagonista.

Ling: A Road Alone merita per la direzione artistica e per l’immediatezza del gameplay, ma si tratta fondamentalmente di una buona idea di base che non è stata realizzata alla perfezione.

In ogni caso, la breve durata dell’avventura potrebbe evitare di scoraggiare i giocatori nel provare questo viaggio fino alla fine, ma non dispiacerebbe vedere le idee di Chautauqua Software applicate in maniera migliore in futuro.

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