Diablo IV – Le prime impressioni dalla Blizzcon 2019

Diablo IV – Le prime impressioni dalla Blizzcon 2019

La BlizzCon 2019 è stata un’edizione ricca di novità. Dopo la delusione immensa dello scorso anno, con l’annuncio di Diablo: Immortals, gioco esclusivo per sistemi mobile, che fece esplodere la rabbia feroce della fanbase, quest’anno Blizzard Entertainment ha rimediato con l’annuncio di Diablo IV

Il gioco è stato mostrato tramite un trailer cinematografico di oltre nove minuti, e un trailer di gameplay in cui vengono mostrate le prime aree di gioco, le prime  tre classi per il personaggio giocante, e i primi momenti d’azione. 

Cerchiamo di trarre qualche impressione  sul nuovo capitolo di questa celebre saga.  

Un Diablo senza Diablo?

Una domanda che qualcuno si pose addirittura dopo il primo trailer di Diablo III, ma stavolta è legittima, per via del ritorno dall’Abisso di un personaggio narrato nei romanzi di Diablo e citato più volte nell’ultimo capitolo: Lilith, figlia di Mephisto, colei per cui l’arcangelo Inarius rubò la Pietra del Mondo per creare e nascondere il mondo di Sanctuarium, il nostro mondo. 

Lilith e Inarius ebbero dei figli: i Nephilim, più potenti sia degli angeli che dei demoni, ma mentre la Figlia dell’Odio voleva creare un esercito per sopraffare sia il Paradiso che l’Inferno, il suo compagno temeva il loro potere, per tanto bandì Lilith nell’Abisso e indebolì i Nephilim col passare delle generazioni, fino a renderli semplici esseri umani.

È Lilith il demone femminile che viene evocato nel primo trailer di Diablo IV, un trailer più oscuro di qualsiasi filmato visto in Diablo III, segno di un ritorno allo stile artistico tanto apprezzato nei primi due capitoli della saga. 

A lei si rivolge l’oscuro personaggio che appare nel trailer, chiedendole di salvare il nostro mondo, ma cosa potrebbe mai venir fuori dal regno di un demone? 

Tuttavia, è impensabile che, in un gioco che porta il suo nome, possa mancare Diablo. Dopotutto, lo spirito del Signore del Terrore, divenuto il Primo Maligno dopo aver assorbito tutti i poteri dell’Inferno, era  nuovamente libero dopo la distruzione della Pietra Nera delle Anime

Diablo è stato un vero genio nella storia di Diablo III, e come recitava l’ultimo messaggio lasciato da Adria nell’espansione Reaper of Souls, “egli trova sempre un modo.” 

Uno scontro tra Diablo e Lilith potrebbe essere molto interessante: il Primo Maligno era divenuto più potente di qualsiasi angelo, demone, ed essere umano, ma è stato sconfitto proprio da un membro della stirpe di Lilith e Inarius: un Nephilim. 

Diablo IV tra passato, futuro, e timori

Per la realizzazione di Diablo IV, Blizzard ha affermato di essersi ispirata a Diablo II, il capitolo più amato della saga. 

Tale ispirazione si nota già dalla grafica, che si discosta dallo “stile World of Warcraft” di Diablo III, per abbracciare nuovamente quello dei primi due capitoli. 

Persino le prime tre classi mostrate sono un chiaro riferimento a Diablo II: troviamo l’ormai onnipresente Barbaro, e il ritorno dell’Incantatrice e del Druido.

Infine, il ritorno delle rune per i castoni, per creare le parole runiche, e una feature che ha fatto partire un’ovazione quando è stata mostrata alla Blizzcon: gli alberi delle abilità.

Altre caratteristiche importanti che fanno il loro ritorno sono l’annunciata modalità PVP, vera assente di Diablo III, e il commercio tra giocatori che sarà possibile nei villaggi. Niente casa d’aste, ma ancora non sappiamo se ci sarà o meno qualche sorta di microtransazione. 

Diablo IV si affaccia anche su videogiochi moderni, tramite uno stile che strizza l’occhio agli open world e agli MMO.

Le regioni in cui è diviso il gioco, anziché svilupparsi in maniera procedurale, saranno liberamente esplorabili, anche a cavallo. Non dovrebbero neanche esserci caricamenti quando si accede a un dungeon.

Inoltre, il mondo di gioco sarà condiviso online. Si potranno quindi incontrare altri giocatori nel corso dell’avventura, con la possibilità di sfidarsi o collaborare.

Le novità di Diablo IV sembrerebbero preannunciare un capitolo in grado di riportare la saga ai fasti di un tempo, ma l’ultimo travagliato decennio di Blizzard Entertainment, purtroppo, porta i fans a non potersi fidare troppo, anche per via di alcune novità che riesumano brutti ricordi.

Difatti, Diablo IV chiederà obbligatoriamente di essere connessi online. Un sistema già adoperato in Diablo III su PC per evitare il cheating, il quale ha portato anche diversi problemi negli anni. Come dimenticare l’errore, presente al D1 di Diablo III, che impediva di avviare il gioco? Oppure la disconnessione che rischia di distruggere un salvataggio Hardcore

Blizzard ha affermato anche che Diablo IV non è un progetto a breve termine, e questo fa pensare che probabilmente, oltre che su PC, lo vedremo su next gen piuttosto che su PS4 e Xbox ONE, anche qui sperando di non dover attendere ben cinque anni dall’annuncio, come avvenuto con Diablo III. 

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