Red Dead Online – Finalmente fuori dalla Beta

Red Dead Online – Finalmente fuori dalla Beta
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Avrei voluto trattare Red Dead Online già nella recensione di Red Dead Redemption II, ma la componente online del capolavoro di Rockstar Games è un vero e proprio gioco nel gioco piuttosto che una semplice modalità, e necessita di un articolo a parte.

Inoltre Red Dead Online fu rilasciato ufficialmente in fase beta, dalla quale è altrettanto ufficialmente uscito fuori solo lo scorso 14 maggio, nonostante nel corso di questi sei mesi siano stati comunque rilasciati numerosi aggiornamenti.

Dal 14 al 27 maggio è stato anche possibile giocare questa modalità su PS4 senza essere necessariamente abbonati a PlayStation Plus.

Se vi siete persi il periodo di prova, leggete questa recensione per capire se vale la pena abbonarsi al servizio online di Sony o Microsoft per giocare Red Dead Online.

La vendetta di Mrs. LeClerk

Quando un videogioco single player presenta anche una modalità online, si tratta in genere di una modalità multigiocatore competitiva e/o cooperativa esclusivamente dedicata al gameplay.

Red Dead Online presenta invece anche una piccola storia riassunta in una breve main quest, ambientata un anno prima degli eventi in Red Dead Redemption II, utile più per introdurre le funzioni del gioco (ad esempio, l’accampamento e il primo cavallo) ma apprezzabile per il suo tentativo di dare un senso agli eventi multiplayer.  

A partire dalla creazione del personaggio che avviene durante la posa di una foto segnaletica dopo un arresto. Curioso come Rockstar sembrerebbe quasi impedire la possibilità di creare volti completamente privi di difetti estetici, facendo in modo che i personaggi di Red Dead Online abbiano sempre un aspetto tipico dell’epoca.

Una volta creato il personaggio, questo si ritrova ad essere trasferito con una diligenza insieme ad altri prigionieri, la quale viene però assaltata da tre uomini con a capo un tizio di nome Horley che sta cercando proprio il nostro protagonista.

Horley lavora per Jessica LeClerk, moglie del defunto Philip LeClerk, per il quale il nostro protagonista è stato accusato di omicidio. Mrs. LeClerk in realtà ha scoperto che il nostro personaggio, pur non essendo proprio un tizio (o una tizia) con la fedina penale pulita, non c’entra niente con la morte di suo marito, sostenendo invece che gli assassini siano i soci in affari di Philip LeClerk.

Ella propone al protagonista un accordo: la possibilità di fare la vita da fuorilegge che desidera in cambio di aiuto per vendicare suo marito.

Le missioni principali di Red Dead Online sono appena tredici, di cui solo nove giocabili per via di un bivio dovuto al livello di Onore: dopo le prime tre missioni della main quest e prima delle ultime due, ne verranno sbloccate solo quattro dipendenti dal fatto che il personaggio sia onorevole o disonorevole. Sarà possibile comunque rigiocarle, come avviene per la missioni principali di Red Dead Redemption II, basterà quindi cambiare il proprio grado di Onore per sbloccare le quattro missioni mancanti.

Le missioni della main quest si svolgono comunque in cooperativa con un totale di quattro giocatori. Fortunatamente, il matchmaking di Red Dead Online si è sempre dimostrato a ottimi livelli fino ad ora e non ci sono mai state attese particolarmente lunghe per avviare una missione o una delle varie sfide multigiocatore.

Una feature interessante è appunto il momento durante una missione principale di una scelta onorevole o meno da parte del gruppo: i quattro si ritrovano a votare una scelta che cambierà la conclusione della missione; la decisione definitiva sarà ovviamente quella con più voti.

Le missioni principali sono un ottimo metodo per guadagnare esperienza e soldi, ma la ricompensa in denaro viene ricevuta solo quando vengono giocate la prima volta.

Sono presenti anche diverse missioni secondarie che vengono assegnate da diversi NPC, tra cui alcune vecchie conoscenze di Red Dead Redemption II. Si tratta in genere di semplici incarichi, come una taglia o il recupero di una diligenza, ma la cosa interessante è l’interazione con gli altri giocatori: la taglia, ad esempio, potrebbe essere quella di un giocatore avversario, così come si può venir attaccati dagli altri personaggi mentre si porta a destinazione una diligenza.

“May I? Stand unshaken”

Nella recensione di Red Dead Redemption II abbiamo visto come il sistema di combattimento è dove Rockstar Games ha volutamente lavorato meno con la ricerca del realismo, permettendo così al protagonista di combattere in maniera simile agli eroi dei film western.

Cosa accadrebbe, però, se tutti i partecipanti di una fase d’azione avessero queste possibilità? Cosa accadrebbe se tutti gli avversari sapessero sfruttare meglio la mira e le coperture, usare il Dead Eye, tutte le armi possibili con tanto di modifiche, ecc.

È ciò che accade in Red Dead Online, dove nella maggior parte dei casi i nemici sono gli altri giocatori.

Non sorprendetevi, dunque, se doveste venir uccisi da un colpo preciso di un nemico ben posizionato, anzi è proprio per questa tendenza ad essere uccisi più facilmente che il sistema di combattimento di Red Dead Online si basa molto sul respawn.

Un sistema di combattimento così frenetico e rischioso non ha tempo per gli spostamenti lenti tipici di Red Dead Redemption II, ben venga quindi il catalogo tascabile, dal quale si possono acquistare tutti gli oggetti e le armi del gioco per poi poterle ritirare all’accampamento o in un qualsiasi ufficio postale.

La novità di Red Dead Online rispetto al single player sta nel rango del giocatore, il cui aumento, tramite i punti esperienza, sblocca nuovi oggetti e armi acquistabili nel catalogo.

L’aumento di rango sblocca anche un’altra feature esclusiva di Red Dead Online: le carte abilità. Esistono quattro tipi di carte abilità assegnabili: Dead Eye (già sbloccata), Combattimento, Recupero e Difesa. Ogni categoria ha sei tipi di carte, ma può essere assegnata solo una di queste per tipo.

Le carte abilità vanno acquistate pagando una somma in denaro, e possono anche essere potenziate.

L’importanza dell’equipaggiamento nel Free Roam sta nel fatto che sarà lo stesso che il personaggio avrà poi a disposizione nelle varie modalità Rese dei conti: il vero e proprio cuore del gioco.

Non trovo necessario spiegare ognuna di queste numerose modalità, anche perché sicuramente ne verranno aggiunte in continuazione di nuove con le future patch, esattamente com’è accaduto fino ad ora. In poche parole, si tratta di varianti delle classiche modalità “deathmatch”, “rubabandiera”, “conquista”, ecc. avviabili dal menù principale, dal menù di avvio rapido, o nei punti indicati sulla mappa nel Free Roam.

Una volta avviato il matchmaking si potranno scegliere gli abiti e le armi da usare tra quelle disponibili del nostro personaggio nel Free Roam, acquistare munizioni e invitare altri giocatori, oltre a poter leggere le regole della partita, e scegliere di quale squadra far parte in caso di una modalità a squadre.

E’ possibile raccogliere anche diverse armi sparse nella mappa in cui avviene la Resa dei conti, oltre a poter sfruttare barili e casse esplosive sparsi in giro per l’area della sfida.

Oltre alle modalità Rese dei conti, sono presenti anche le Gare a cavallo, le quali consistono nel semplice raggiungimento di uno o più traguardi e in diverse gare di tiro al bersaglio. Anche qui come nelle Rese dei conti si possono trovare armi e oggetti per ripristinare la Resistenza del cavallo, così come si può anche giocare sporco.

Il selvaggio West online

In ben tre dei miei articoli precedenti ho trovato modo di elogiare il mondo di Red Dead Redemption II, definendolo più volte un vero e proprio simulatore della vita nel selvaggio West. In Red Dead Online questo mondo di gioco riceve necessariamente delle modifiche, sia in positivo che in negativo.

Un’opzione sicuramente apprezzatissima è il poter scegliere dal menù iniziale se ripartire da dove si era chiusa l’ultima partita, oppure scegliere in quale regione del mondo di gioco si vuole essere spawnati. Questa funzione si può utilizzare anche per ripartire nei pressi degli obiettivi della main quest, selezionando “La Terra delle opportunità” nel menù iniziale.

Questo va parzialmente a colmare la tanto criticata lentezza negli spostamenti in Red Dead Redemption II.

Come già detto in precedenza, oltre alle aree del Free Roam nel menù iniziale si può anche accedere direttamente alle modalità Rese dei conti.

Un’altra interessante funzione che si può notare nel menù iniziale è la possibilità di creare o unirsi a una posse.

Nel menù iniziale si può solo unirsi a una posse già esistente; per crearne una nuova bisogna andare sul menù di avvio rapido.

Si può creare una posse temporanea che scompare una volta usciti dalla partita, oppure una posse permanente che richiede però un costo elevato in denaro.

Creando la posse vi si può dare il nome, invitare giocatori o aspettare che vi si uniscano, e con essi condividere l’accampamento, le missioni e gli obiettivi.

La grafica non sembrerebbe aver subito un downgrade rispetto al single player, ma è impossibile non accorgersi di come la mappa sia stata svuotata di NPC, presenti solo in numero ridotto rispetto alle dimensioni del mondo di gioco.

Non è neanche facile incontrarsi con altri giocatori nel Free Roam, essendo le Rese dei conti il principale terreno di scontro, tant’è che la mappa di Red Dead Online è ricca di icone dei vari incarichi e di serie di Rese dei conti alle quali unirsi.

Tuttavia, rimane comunque apprezzabile la possibilità di interagire con gli altri giocatori già citata in precedenza, come ad esempio la possibilità di chiedere una tregua a un giocatore ostile, oppure interpretare il ruolo del testimone di Red Dead Redemption II e denunciare l’aggressione da parte di un altro personaggio.

Vile denaro

“I have a plan, but we need money”. Una frase che rimane impressa giocando a Red Dead Redemption II, paradossalmente può essere applicata ancor più in multiplayer.

In Red Dead Online non c’è una banda di fuorilegge da sostenere, ma nemmeno dei compagni che ci procurano colpi interessanti per ottenere un bel po’ di soldi.

Le missioni principali sono quelle che pagano di più ma, come detto in precedenza, quando vengono rigiocate si ricevono solo punti esperienza e non il premio in denaro.

I punti esperienza non sono affatto da buttare, ovviamente, dato che per acquistare determinati oggetti è richiesto anche un certo rango oltre ai soldi, ma in Red Dead Online anche compiere un’azione per guadagnare appena 10$ può significare tanto.

Ciò che è vile del denaro, però, non sono i soldi, bensì l’oro.

L’oro, a differenza dei soldi, permette di acquistare oggetti anche senza avere i soldi necessari, e in genere servono una decina di unità d’oro per comprare ciò che costa centinaia di dollari. L’oro è quindi più conveniente, ma allo stesso tempo è ancor più difficile da ottenere.

Ci sono poi le pepite d’oro e i lingotti d’oro, equivalenti rispettivamente ai centesimi e ai dollari (cento pepite d’oro fanno un lingotto), e ovviamente sono le pepite il premio in oro più comune che si può ottenere in-game.

Il significato di questa meccanica sta nella possibilità di ottenere oro tramite le microtransazioni, ed ecco spiegato il motivo per cui è anche così raro, nonostante Rockstar abbia regalato soldi e lingotti d’oro terminata la Beta.

Un sistema del genere comporta il solito rischio delle microtransazioni: un giocatore disposto a spendere di più può ottenere armi, oggetti e cavalli più facilmente rispetto a chi sceglie di arrivarci semplicemente giocando.

Tuttavia, trovo che il sistema di microtransazioni in Red Dead Online non vada a intaccare in gameplay, in quanto non c’è uno sbilanciamento tra le armi di Red Dead Redemption II, che al massimo possono avere delle variazioni nelle prestazioni. Ciò che conta davvero per vincere contro gli altri giocatori è sapersi muovere e saper sparare.

Un’eterna fase Gold?

Sembra evidente che Rockstar Games con Red Dead Online voglia bissare il successo di GTA Online, tramite un supporto simile a quello dedicato al gioco online (parlare di “modalità online” è ormai davvero riduttivo in questo caso) di Grand Theft Auto V.  

GTA Online ha ricevuto negli anni anche aggiornamenti paragonabili a vere e proprie espansioni, facendo anche un po’ infuriare i fan per via del mancato sostegno al single player.

Non dovrebbe essere il caso di Red Dead Redemption II, elogiatissimo nel single player, o almeno non dovrebbe esserlo finché non vedremo cos’ha in serbo Rockstar per il futuro di Red Dead Online: l’aggiunta di numerose novità potrebbe mettere appetito anche a chi ha amato il capolavoro che è la modalità single player.

Basti pensare che Red Dead Online è stato rilasciato ufficialmente come una Beta pubblica rimanendo tale per sei mesi, e in meno di due settimane dalla “fase Gold” ha già ricevuto una nuova modalità Resa dei conti e una nuova Sfida nel Free Roam.

Vedremo in futuro quanto ancora Red Dead Online verrà cambiato dagli aggiornamenti, e se questi miglioreranno semplicemente il gioco o lo renderanno talmente ricco di novità esclusive al punto tale da desiderare qualcosa in più anche nel single player di Red Dead Redemption II.

Soprattutto, ci si augura che le microtransazioni non acquistino maggiore importanza in futuro, rischiando di trasformare il gioco in un “pay to win”.

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