BOSS FIGHT – Un incontro memorabile

BOSS FIGHT – Un incontro memorabile

Nei videogiochi ci sono molti elementi che possono rimanere impressi nella mente di un giocatore: un livello, un personaggio secondario, un’arma e molti altri. Ma nulla rimane più impresso di un feroce combattimento all’ultimo sangue contro la nemesi del protagonista o un gigantesco abominio.

Le boss fight sono un momento molto importante all’interno di un gioco, servono a sviluppare (o concludere) la trama, a testare le abilità del giocatore ed a tenerlo incollato allo schermo.

Non sempre le boss fight sono palesi, possono trovarsi sotto forma di un puzzle più complicato rispetto i precedenti, o un pilota avversario formidabile. Ciò che caratterizza il confronto con un boss non è solo l’incontro in sé, ma tutto ciò che è presente prima e dopo.

Un esame sotto forma di un acerrimo nemico

Un videogioco (visto da un lato minimalista), non è altro che un susseguirsi di problemi che il giocatore deve risolvere. Ogni gioco presenta meccaniche e caratteristiche diverse, che il giocatore deve apprendere e utilizzarle per poter proseguire.

Un boss può essere visto come un esame, che deve portare il giocatore ad utilizzare tutte le abilità e le conoscenze ottenute fino a quel momento.

Un buon esempio si può trovare nel combattimento contro l’Orfano di Kos in Bloodborne. Il gioco è incentrato sul combattimento e in particolare sullo studiare gli avversari, per poterli affrontare al meglio. L’Orfano di Kos è considerato uno dei boss più difficili nell’intera saga dei Soulsborne a causa della sua eccessiva aggressività. Il giocatore si troverà quindi a combattere e analizzare un nemico molto pericoloso, che non gli lascia un secondo di respiro, dovendo sfruttare al massimo le sue abilità per difendersi ed attaccare.

Un boss può anche essere un momento in cui vengono consolidate delle abilità specifiche del giocatore. In The Legend of Zelda: A Link to the Past nel dungeon Palazzo dell’Est il giocatore trova l’arco, un equipaggiamento molto importante che verrà utilizzato in molte occasioni durante l’avventura di Link. Oltre ad introdurre l’arma al giocatore e dargli tempo di prendere familiarità con essa, il gioco mette alla prova le abilità del giocatore con il nuovo equipaggiamento tramite un esame: I 6 cavalieri in armatura.

Questa boss fight vede il protagonista contro un gruppo di cavalieri in armatura che si muovono all’interno di una stanza, che possono essere eliminati sia con la spada che con l’arco. Utilizzando la spada un cavaliere viene mandato al tappeto dopo ben 16 colpi, con l’arco bastano solo 3 frecce, rendendolo il metodo più ottimale con il quale sconfiggere la minaccia. Inoltre il gruppo di nemici si muove molto rapidamente rendendo difficile un approccio corpo a corpo, incoraggiando il giocatore a utilizzare la nuova meccanica, ottenuta poco prima.

Un incontro che rimane impresso

Abbiamo appena analizzato cos’è e a cosa serve una boss fight ma qual è l’aspetto fondamentale che differenzia un combattimento contro un nemico più forte del normale da una boss fight che rimane impressa nella memoria?

Ci sono molti aspetti che possono rendere un boss memorabile: l’aspetto, la difficoltà, il ruolo che gioca all’interno della trama e molti altri. Un buon boss non deve necessariamente avere un ruolo importante nella storia, essere maestoso da vedere o avere un moveset (l’insieme di mosse) fantastico, deve avere carattere e  lasciare il segno. Ci sono boss fight fantastiche che vengono dimenticate, nonostante siano tecnicamente e scenograficamente perfette, questo succede quando il boss in questione non è memorabile e non lascia nulla al giocatore.

Prendiamo in considerazione un boss che, a mio parere, è rimasto nella mente di molti che hanno giocato Devil May Cry 3: Dante’s Awakening, il fratello di Dante, Vergil.

Vergil viene combattuto da Dante per ben 3 volte all’interno del gioco, si allea (in parte) col nemico, e il rapporto fra i due fratelli è tutt’altro che pacifico. Prendendo in considerazione solamente la trama, Vergil è un elemento ricorrente che si presenta al giocatore come la nemesi del protagonista, a quello si aggiungono altri svariati aspetti.

I tre combattimenti contro Vergil si svolgono in luoghi suggestivi e in momenti importanti. Inoltre la loro conclusione porta avanti la trama con eventi rilevanti (per esempio, Dante manifesta il suo potere demoniaco dopo il primo incontro, dal quale ne esce sconfitto).

Vergil, come Dante, aumenterà la sua forza e le sue risorse nel corso della storia, diventando un nemico sempre più minaccioso, che costringe il giocatore a dover imparare una serie di nuove mosse ad ogni incontro.

Vergil quindi ha tutte le carte in regola per essere, a discapito delle meccaniche della boss fight in sé, un personaggio e un nemico temibile, che rimane impresso nella memoria del giocatore.

Mantenere lo stile

Come abbiamo visto fino ad ora una boss fight è un esame sulle abilità e conoscenze del giocatore, mascherato da tizio brutto e cattivo, che impatta fortemente sul continuo del gioco e sull’esperienza videoludica del giocatore.

Non ci sono boss fight canonicamente belle o brutte, dipende tutto da ciò che il giocatore cerca.

Un aspetto che una boss fight deve avere per certo è quello di rimanere in linea con lo stile del gioco. Una boss fight che si allontana dallo stile principale del gioco, può risultare spiacevole ed è molto probabile che verrà dimenticata senza lasciare traccia o ricordata negativamente.

Prendiamo in considerazione il primo capitolo di Sonic the Hedgehog, un titolo caratterizzato da un platforming ad alta velocità, che vede come protagonista Sonic, il riccio supersonico. Alla fine del primo livello Green Hill Zone – Act 1, il riccio blu si trova a combattere contro Eggman a bordo di una piccola astronave, che cerca di colpirlo con una palla demolitrice. Per sconfiggere Eggman il giocatore dovrà saltare sulla sua testa per 3 volte (classico) per mandarlo al tappeto. Il modo in cui bisogna sconfiggere Eggman rende il combattimento molto lento e ripetitivo, ciò cozza con il gameplay veloce e adrenalinico a cui il giocatore è stato abituato durante il livello.

Una boss fight deve rispecchiare lo stile generale del gioco, esaltandolo. Un giocatore che gioca ad un titolo hack and slash (Devil May Cry, Darksiders e molti altri), vuole combattere orde di mostri mettendo alla prova le sue abilità, migliorandole in vista del grande combattimento finale.

Una boss fight in linea lo stile del gioco trasmette un forte senso di continuità, e mette un inciso sulle abilità apprese dal giocatore dandogli un forte senso di realizzazione.

Tirando le somme

Le boss fight sono un momento importante all’interno di un gioco, sia per il giocatore che per la progressione del gioco stesso. Spesso sono inserite, erroneamente, per riempire “dei buchi” o cercare di mettere la ciliegina sulla torta alla fine di un capitolo, fallendo miseramente.

Il combattimento contro un nemico forte, che si distingue per abilità e concept dai nemici comuni nel gioco, è qualcosa a cui il giocatore deve anelare e prepararsi per affrontarlo al meglio.

I boss migliori sono quelli che mettono alla prova il 100% delle abilità del giocatore e portano la narrazione ad un picco di tensione, investendo emotivamente il giocatore.

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