Cuphead su Nintendo Switch – un classico senza tempo

Cuphead su Nintendo Switch – un classico senza tempo

Tanto tempo fa, in una galassia lontana, un giovane (mica tanto) scrittore vide un gioco davvero promettente, che si chiamava Cuphead. Folgorato soprattutto dall’originalità del design, decise di acquistarlo, ma subito gli balenò un pensiero nella mente: e se questa meraviglia uscisse per Nintendo Switch?

No, impossibile, è un’esclusiva per le piattaforme Microsoft, e così, quel tenero pensiero fu abbandonato immediatamente con un pizzico di rammarico

Cuphead su Nintendo Switch: 16 Aprile 2019

Ho segnato questa data quasi fosse un evento epocale, forse esagerando, ma, un po’ effettivamente lo è. La collaborazione tra Microsoft e Nintendo, fino a qualche anno prima impensabile, è iniziata e così un titolo come Cuphead è riuscito ad approdare sull’ammiraglia della casa giapponese, creando uno dei matrimoni più riusciti.

Il fatto di poterlo giocare in modalità portatile aggiunge qualcosa ad un titolo perfetto in ogni punto, ma soprattutto i comandi Nintendo, a mio avviso, per questo genere di titoli, è impeccabile. Non mi riferisco soltanto all’ottimo controller Pro, ma anche ai classici joy-con.

Finora ho parlato di Cuphead come se già tutti lo conoscessero, ma forse è il caso di fare un passo indietro ed approfondire questo titolo e sul perché lo ritengo, senza ombra di dubbio, uno dei migliori platform della storia videoludica.

Cuphead una trama semplice

La trama di Cuphead non è profonda e toccante, ma sicuramente molto simpatica e che si amalgama bene con il suo mondo di gioco anni 30’. È un mondo nuovo, in cui tutto è possibile, e con un tiro di dadi il destino può cambiare radicalmente.

Cuphead e Mugman, i due fratelli protagonisti, decidono di tentare la fortuna al Casinò di Satanasso Pigliatutto e così iniziano a vincere una grande somma di denaro. Satanasso accorgendosi della grande vincita decide di fare una scommessa: un tiro di dadi per decidere se vincere tutti i soldi del casinò oppure… le loro anime.

Ahimè! I due fratelli questa volta non sono così fortunati e perdono le loro anime, ma, in preda al panico, chiedono a Satanasso se può esserci un rimedio. Ed effettivamente una possibilità per loro c’è ancora: andare a riscuotere le anime di TUTTI i debitori del Casinò.

La proposta è chiaramente impossibile da realizzare, ma i due fratelli, consigliati da Nonno Bricco, non avendo altra scelta, iniziano il loro percorso. In Cuphead infatti non vi troverete ad affrontare dei livelli come nei classici platform, ma una serie di boss che sceglierete esplorando le varie isole.

Sarete voi a scegliere in quale ordine affrontare i debitori, ma soprattutto la modalità con cui li affronterete

Studiare una strategia

La strategia è tutto in Cuphead. Dimenticate la forza bruta, dimenticate il semplice affidarsi alle proprie skills (pur necessarie), ed iniziate a cercare di capire come affrontare i vari debitori.

All’Emporio Cotechino potrete acquistare potenziamenti ed armi non per essere più forti, ma per fronteggiare il boss con le adeguate attrezzature. L’attacco gancio, ad esempio, vi aiuterà perché i proiettili colpiranno i bersagli dietro di voi. Non ci sono attacchi davvero più potenti di altri, ma ci saranno attacchi più utili per quello specifico boss.

A rendere tutto più imprevedibile è la casualità dell’ordine del tipo di attacchi che sceglierà il nemico: studierete sì una strategia, ma dovrete affidarvi tantissimo ai vostri nervi saldi!

Cuphead, un classico senza tempo

Cuphead ha colpito sin da subito critica e videogiocatori per il suo particolare ed evocativo design, non originale, ma originale nel suo utilizzo nel mondo videoludico. Una grafica e colonne sonore anni 30’, renderanno questo titolo eterno, perché non subirà il violento progresso della grafica tridimensionale, che costringe molti sviluppatori a fare dei remake per dare una nuova veste ad un titolo meritevole.

Non reputo Cuphead un futuro classico senza tempo soltanto per questo, ma anche per le meccaniche di gioco semplici, ma con un livello di sfida elevato che ci metterà a dura prova. Non è un titolo che vi farà sentire impotenti, come può accadere in Dark Souls, ma fin da subito affronterete boss che vi daranno parecchio filo da torcere e che soltanto con l’allenamento potrete padroneggiare.

Le sfide contro i boss durano circa un minuto e trenta, eppure l’intensità dello scontro ve lo farà sembrare lunghissimo. In Cuphead dovrete essere svegli mentalmente e nei riflessi, ma avrete l’impressione di potercela fare al tentativo successivo.

Per questo non parlo di impotenza o di difficoltà estrema, perché sentirete di avere la capacità di riuscirci, a volte quasi casualmente. Ed è così che vi ritroverete a provare centinaia di volte un boss e a dire: questa è l’ultima, lo giuro!

Un acquisto obbligato

Difficilmente mi sbilancio in questo modo, ma credo che lo studio MDHR abbia creato davvero un must, un classico del mondo videoludico. Un platform originale, che non stanca, difficile, ma estremamente divertente, bello da vedere e da ascoltare, ad un prezzo di 19,99 euro (prezzo di listino sullo store Nintendo), che non gli rende giustizia.

Prendete Cuphead qualsiasi sia il vostro gusto videoludico e poi fateci sapere cosa ne pensate sul nostro gruppo Altea Gamer Squad

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