Pokèmon Let’s Go! è un gioco per bambini

Pokèmon Let’s Go! è un gioco per bambini

Per chi è nato a cavallo degli anni 90, i Pokèmon sono stati senza dubbio uno dei cartoni animati più amati di sempre. Non anime, cartoni animati si chiamavano all’epoca.

Piccoli mostriciattolini tascabili, carini e letali da portare con sé tutto il giorno all’interno di una Pokéball per farli lottare contro gli amici o semplicemente per farci aiutare nelle attività di tutti i giorni.

Un’idea tanto semplice quanto geniale che ha spinto gli sviluppatori e rendere reale la possibilità di tenere con sé i propri Pokèmon facendo uscire i titoli principali della saga sul Game Boy, rendendoci tutti dei piccoli Pigliamosche, ma armati di Charizard al livello 100 in giro per le nostre città, al mare o in montagna.

Ma c’è una cosa che mi ha sempre affascinato del mondo Pokémon e che tutt’ora continua ad affascinarmi, dopo tutti i titoli usciti e dopo i giganteschi passi avanti che la saga ha fatto, ovvero tutti quei miti e leggende che si vennero a creare in quegli anni d’oro per il brand.

Quei racconti, per intenderci, che ci raccontava il cugino del nostro amico. Che probabilmente aveva sentito a sua volta dal cugino di un amico, sempre più grande d’età ovviamente, ed in molti casi, appena tornato da una vacanza all’estero.

Cassette speciali con Pokemon rari, il famoso cd che per caso era stato venduto in spiaggia al posto del classico Festivalbar, ma con dentro Pokemon Blu funzionante per Playstation, Mew sotto un camioncino, le tristi morti per via della musichetta di Lavandonia (di cui vi invito a leggere lo speciale della nostra Martina). Insomma, c’e n’era davvero per tutti i gusti.

E noi bambini dell’epoca cosa facevamo?

Alimentavamo queste leggende metropolitane con la naturale fantasia illimitata che si ha in tenera età. Non scorderò mai le giornate in spiaggia a scambiare Pokemon con il cavo, seguendo guide (mai veritiere, ora posso ammetterlo) secondo cui nel tal posto, se si facevano le determinate mosse, spuntava Mew.

Forse nella versione Giapponese funziona..” era la scusa finale di ogni nostro fallimento. Ma sinceramente a parte la clonazione dei Pokémon tramite spegnimento tattico durante il salvataggio, non ne ho mai vista una funzionante.

Ma nel 2018 arriva quel titolo che non mi sarei mai aspettato, che da un lato mi ha sconvolto e dall’altro mi ha riempito il cuore di gioia: Pokémon Let’s Go.
Ovviamente una mossa commerciale di Nintendo, Game Freak e della Pokémon Company che, con un titolo semplice ma incisivo, hanno saputo far brillare gli occhi a tutti quelli che, come il sottoscritto, con la prima generazione ci sono cresciuti.

Ed i primi commenti che leggo su internet parlano di un titolo troppo facile, troppo colorato e banalotto, non adatto al competitivo, un titolo per bambini. Ed hanno ragione sinceramente, ma non per i motivi sopra elencati.

Pokèmon Let’s Go è un gioco per bambini perché rappresenta tutto quello che noi, cresciuti con Gennaro Bullo, con il Gameboy in una tasca e il cavo per connetterci nell’altra, abbiamo sempre sognato.

La regione di Kanto bella, colorata e così viva c’è la siamo immaginata in quei pixel o bianchi o neri, e quelle forme non ben definite, le immaginavamo al nostro fianco durante tutta la nostra avventura.

Immaginazione, una parola chiave che forse è sempre più scontata ai giorni nostri, ma ci permetteva di vedere cose al di là della barriera del minuscolo schermo del Game Boy.

Pokémon Let’s Go ci da l’opportunità, oramai cresciuti e grandicelli, di vivere e giocare il gioco che tutti noi ci siamo sempre immaginati, portandoci letteralmente dietro il nostro Pokèmon preferito, potendolo scegliere tra i famosissimi 151 esemplari della prima generazione. Il tutto, colorato e graficamente perfetto.

Insomma, Game Freak ha fatto quella che si potrebbe definire una perfetta “operazione Nostalgia”, portando ai giorni nostri un titolo che ha fatto la storia, rendendolo attuale ma, soprattutto, accontentando quelli che erano i desideri di tutti noi Marmocchi dell’epoca.

Con questa mossa speciale tuttavia, speravo si fossero gettate le basi di un nuovo stile nei giochi Pokémon, ma a quanto pare nell’ormai prossima ottava generazione, non avremo modo di vedere mostriciattoli di tutte le dimensioni spostarsi per la mappa, liberi come non potevano essere sul Game Boy. Almeno stando a quello che si può vedere dai trailer dei prossimi Pokémon Spada e Pokémon Scudo che ci riporta a quelli che sono gli incontri casuali nell’erba alta.

Una scelta difficile e che può non piacere, ma sicuramente fatta per far continuare quello che è il panorama competitivo che si è sviluppato dietro i titoli Pokémon, con tanto di tornei mondiali e che vanta tantissime community molto attive, anche nel nostro territorio italiano.

Perché oramai dire che i giochi Pokèmon sono giochi per bambini è decisamente molto riduttivo, soprattutto se si inizia a giocare ai titoli con un occhio di riguardo alle varie statistiche, mosse e strategie che i nuovi giochi del brand mettono a disposizione del giocatore.

Quindi si, Pokémon Let’s Go è un titolo per bambini. E quel bambino è ancora dentro di voi, pronto a sgranare gli occhi ed ammirare la bellezza di Kanto, ad emozionarsi volando in groppa ad un Charizard o, molto più semplicemente, guardando Brock e Misty dal cartone direttamente su schermo in tutto il loro splendore. E secondo me se ne frega se il gioco è facile o difficile o se non è perfetto rispetto alla versione originale.

Date modo al vostro io bambino di rivivere quell’esperienza insomma, ne rimarrete piacevolmente colpiti, tanto per il competitivo, ci sono i nuovi Spada e Scudo in arrivo a fine 2019!

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