Hades – Prime impressioni

Hades – Prime impressioni

L’adolescenza è un momento difficile per parecchi ragazzi: le mura domestiche sembrano trasformarsi nelle sbarre di una prigione, il desiderio di trovare il proprio scopo cresce a dismisure, mentre le figure di autorità acquistano un’insopportabile aria da aguzzino. La ribellione e il desiderio di evasione, in questo scenario, sono reazioni assolutamente normali per qualsiasi ragazzo. Lo so, perché ci sono passato: fumetti, romanzi, heavy metal e (soprattutto) il gaming (video e non) sono stati la via di fuga dal mio piccolo, apparentemente insostenibile inferno privato.

Ora provate ad immaginare se al posto di un adolescente mortale ci fosse un giovane dio. Provate ad immaginare se la prigione domestica di cui sopra fossero nientemeno che gli Inferi stessi ed il “genitore aguzzino” il Signore dell’Oltretomba in persona, Lord Hades. Vi converrebbe abbandonare tutte le figure retoriche e le immagini figurate che applichiamo normalmente al concetto di “ribellione adolescenziale”, perché qui di figurato non c’è assolutamente niente!

Supergiant (che potreste ricordare per titoli quali Bastion e Transistor) è stata tanto gentile da fornire alla redazione di 2DueRighe una chiave per gettare un’occhiata nel reame di Lord Hades e assistere in prima fila alle peripezie del giovane Zagreus, principe degli Inferi e protagonista del gioco. Gioco che, per amore di precisione, è ancora in early acces ed è un’esclusiva del nuovo assopigliatutto Epic Store.

Siete curiosi di sapere cosa ne pensa il sottoscritto? Allora, seguitemi per un giretto nel regno dei morti…

È forse un roguelike? È un moba? NO, è Hades!

Hades si presenta al giocatore come esponente del genere roguelike, ma i ragazzi di Supergiant sono dei furbacchioni e basta avviare la vostra prima partita per capire che, in realtà, questo gioco è un cocktail videoludico piuttosto interessante. La ricetta è piuttosto bizzarra, e ispirata a diversi generi “di tendenza” del panorama videoludico, ma nel complesso posso affermare che funzioni bene già in queste prima fasi del progetto Hades.

Naturalmente, alla base di tutto, c’è il cuore roguelike del gioco. Un tema che negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rinascita, quello delle avventure molto difficili da affrontare “tutte d’un fiato” e con la continua, minacciosa, presenza del permadeath a volteggiare sul capo del giocatore come un avvoltoio famelico. Supergiant deve essersene accorta e ha deciso di provare a dire la sua, ma nel caso di Hades trovo quantomai azzeccata la definizione di “rogue-lite”.

Il protagonista del gioco, Zagreus, è un dio ed è nientemeno che il principe dei defunti; ne consegue che per lui la morte sia cosa di poco conto. Venire sconfitti, in Hades vuol dire semplicemente fallire nel nostro tentativo di “scappare di casa”, venendo ricondotti davanti al nostro arcigno e gigantesco papino Lord Hades. Il quale, giusto per aggiungere la beffa ai danni che avremo subito, ci rammenterà di come la fuga dagli Inferi sia impossibile. Ottenendo il solo effetto di spingerci a riprovarci immediatamente, magari dopo esserci potenziati con un po’ dell’Oscurità che avremo raccolto nel corso delle nostre avventure, in maniera non troppo dissimile da quello che accade nei “soulslike”.

Gli Inferi sono costituiti da una serie di stanze, generate proceduralmente ad ogni partita, nelle quali dovremo sterminare ogni singolo nemico in modo da sbloccare la stanza successiva ed ottenere una meritata ricompensa: prima di accedere ad ogni incontro potremo scegliere il nostro percorso basandoci sul premio che otterremo una volta sconfitti tutti gli occupanti di quella determinata stanza. Sarà possibile guadagnare la già menzionata Oscurità, spendibile per ottenere bonus permanenti riflettendo (da veri emo kid) davanti allo specchio magico nella nostra stanza, ma anche Oro, Chiavi che sbloccheranno nuovi armamenti e Ambrosia, il nettare divino che potremo regalare ai personaggi non giocanti per guadagnare potenti artefatti ed aumentare la loro simpatia nei nostri confronti, un po’ come accade nella saga di Persona o in un qualsiasi dating simulator.

Importantissime, per avere successo nella nostra lotta per la libertà, saranno anche le benedizioni dei parenti di Zagreus, gli Dèi dell’Olimpo: ognuno di loro ci conferirà poteri speciali che influiranno pesantemente sul nostro stile di gioco ma che, purtroppo, verranno perduti quando la nostra salute scenderà a 0. Sempre per continuare a strizzare l’occhio alle “mode” videoludiche del momento, queste benedizioni sono suddivise in differenti livelli di rarità: Comuni (bianco), Rare (blu) ed Epiche (viola)… suona familiare?

Dulcis in fundo: il sistema di controllo POTREBBE ricordarvi quello di un certo gioco che si svolge in un’arena dove due squadre di personaggi spaccano torri e cristalli giganti. Il movimento di Zagreus è gestito dai tasti WASD, col tasto sinistro si esegue l’attacco primario dell’arma attualmente selezionata, mentre col tasto destro si lancia il “Cast” uno speciale proiettile che infligge danni ingenti a un singolo bersaglio ma richiede di essere recuperato manualmente dal terreno. Il tasto Q scatena la mossa “Special” della vostra arma (che a dispetto del nome può essere spammata senza preoccuparsi di cooldown… ah, la bellezza del gioco in singolo non competitivo!), mentre quello F vi permetterà di scatenare la Furia di una particolare divinità (a patto di averla ottenuta come benedizione e di aver caricato l’apposita barra). La barra spaziatrice, infine, ha il vitale ruolo di permettervi di schivare eseguendo un rapido scatto.

Insomma, immaginate una stanza colma di anime dannate che cercano di farvi la festa, mentre voi schivate come in Bloodborne, picchiate come in Diablo e lanciate abilità e skill-shot come in un MOBA… è un combattimento frenetico e tattico al contempo, che regala soddisfazioni al giocatore creativo e paziente che gode nel provare costantemente nuove combinazioni di armi, oggetti e benedizioni.

LA STRADA DELL’INFERNO…

È lastricata di buone intenzioni, ci insegna la saggezza popolare. Hades è, come già detto, attualmente in early access, dopo essere stato lanciato “ufficialmente” nel dicembre del 2018. Dal menù principale è possibile consultare la road map ufficiale stilata di Supergiant, che promette uno sviluppo ed un supporto che dovrebbero protrarsi per tutto il 2019 e che porteranno nuove benedizioni, nuove armi, nemici, livelli e tante altre cose belle.

Il prossimo aggiornamento è previsto fra meno di un mese (anche in questo caso è possibile saperlo dal menù principale) e personalmente sono molto curioso di vedere cosa verrà aggiunto dagli sviluppatori. Il prezzo del biglietto per entrare a giocare nel cupo parco giochi di HadesI è di 17.49 euro, prezzo, che per quanto ho avuto modo di provare, è assolutamente giustificato da un gioco che continua a spronarmi a ritentare quella che sembra un’impresa titanica ed impossibile: non c’è mai la sensazione di una difficoltà insormontabile ed ogni batosta contiene dei preziosi insegnamenti; i numerosi accorgimenti “rogue-lite” rendono Hades un gioco molto rispettoso del tempo del giocatore e aiutano a ridurre il lancio di mouse e tastiera contro il muro in caso di fallimento, che non guasta mai.

L’estetica di Hades è un altro grosso punto a favore del suo acquisto: nonostante sia ambientato nel mondo dei morti, il gioco sfoggia una fiammante grafica cartoonesca che esalta splendidamente i colori di personaggi e ambienti, con degli ottimi effetti di luce. Il design dei personaggi è decisamente gradevole e strizza l’occhio all’estetica anime (personalmente ci vedo un sacco di JoJo, ma del resto esiste qualcosa che non sia una reference a JoJo?), cosa che crea un contrasto divertente, se si pensa all’ambientazione mitologica greca che fa da sfondo al gioco. Per carità, i gusti son gusti, ma so per certo che se l’avessi giocato ai tempi in cui ho dovuto studiarli, quei miti, sarei stato davvero esaltato da queste versioni fumettose delle divinità.

Insomma, Hades è un gioco che deve ancora crescere, ma con un’ottima base di partenza. Molte delle funzionalità che vi ho descritto sono il frutto di aggiornamenti già applicati al gioco base, a dimostrazione (se ce ne fosse davvero bisogno) della buona fede e volontà di Supergiant. Hades è un esperimento interessante, che prende molti generi diversi e prova a combinarne gli elementi più popolari per creare qualcosa di fresco ed innovativo, con l’aggiunta della passione per la narrazione dei creatori di Bastion e Transistor. E, se non si fosse capito, penso proprio che ci stia riuscendo. Continuiamo a sperare in bene per il futuro e facciamo i migliori auguri a Supergiant!

Bene, qui abbiamo concluso: sperabilmente, qualche indeciso fra voi, dopo aver letto queste impressioni, verrà spinto a supportare il progetto Hades. Il sottoscritto si scusa, ma deve tornare a cercare di scappare dagli Inferi. Ancora una volta.

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