Roma, discarica a Corcolle? Polemiche sulla proposta di Pecoraro

Continuano le polemiche sull’individuazione del nuovo sito provvisorio di discarica di Roma, dopo che in giornata il Commissario delegato per l’emergenza rifiuti, Giuseppe Pecoraro indicato nuovamente Corcolle come luogo idoneo a risolvere il “problema”, un luogo però che si trova a poche decine di metri dalla bellissima Villa Adriana, un area patrimonio dell’Unesco e  sottoposta a vincoli archeologici e paesaggistici e che quindi poco si presta ad ospitare a ridosso delle sue bellezze una discarica.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha confermato la fiducia al Commissario delegato per l’emergenza rifiuti, Giuseppe Pecoraro ed in una nota  di Palazzo Chigi si può leggere: “Monti ha espresso il proprio convincimento che il Commissario saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere ed evitare altre forme di inquinamento dell’ambiente, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato”.
Mentre il ministro della Giustizia Paola Severino ha affermato: “Ritengo che la capacità e l’esperienza del prefetto Percoraro siano indiscusse e unanimemente condivise, come confermato dalla rinnovata fiducia del governo nei confronti del commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nella provincia di Roma. In ogni caso, concordo con il ministro dell’Interno Cancellieri sull’opportunità che la questione della discarica di Corcolle sia discussa in Consiglio dei ministri, così da valutare tutti gli aspetti su cui si sono pronunciati i colleghi Ornaghi e Clini. Sono infatti convinta che un approfondimento collegiale darà, se possibile, più peso e forza all’azione del prefetto Pecoraro”.

Contrari alla scelta di Corcolle si sono infatti dichiarati apertamente il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi e quello dell’Ambiente Corrado Clini, che di fatto considerano legittime le proteste del comitato “Salviamo Villa Adriana”, sceso in campo contro Pecoraro sottolineando che il sito in cui dovrebbe nascere la discarica sorge a 700 metri da Villa Adriana, patrimonio dell’Unesco e sito archeologico di inestimabile valore storico e culturale. «Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati» dicono i promotori dell’azione difensiva.
Un possibile danno d’immagine che ha smosso in questi mesi molti esponenti del mondo della cultura, primo fra tutti Vittorio Sgarbi, del giornalismo ma sopratutto dei cittadini della zona che più volte si sono opposti, manifestando pacificamente, ad una possibile realizzazione del sito. Polemiche che avevano portato ad escludere l’ipotesi di scegliere Corcolle come destinazione della nuova discarica, evidentemente solo in via provvisoria.

Digressione. Pompei dagli stranieri è considerato uno dei siti archeologici più affascinanti nel mondo, un luogo da visitare almeno una volta nella vita, quando poi però si recando nella città campana il fascino del posto si trova a cozzare inevitabilmente con il degrado che solo in minima parte è dato dal tempo e dagli agenti atmosferici e per la maggior parte è da riscontrarsi nell’uomo. Per questo motivo sembra necessario salvaguardare il nostro patrimonio culturale ed artistico e valorizzare, sensibilizzare tutti, dagli addetti ai lavori ai cittadini in questo senso.

Quest’oggi Benedetto XVI ha rivolto ai vescovi italiani, che in questi giorni sono riuniti in Vaticano per l’assemblea generale di primavera, un messaggio più volte espresso in questi mesi e che in sostanza dice “la crisi europea è morale” e culturale. Viene dunque quasi naturale chiedere ai lettori di riflettere in tal senso.

In queste ore sono molte le manifestazioni di sdegno per questa decisione, che tuttavia non è ancora definitiva. Il Touring Club Italiano ad esempio, per voce del presidente, Franco Iseppi, ha espresso ”la propria indignazione per l’ennesimo esempio di mancata tutela dello straordinario patrimonio artistico e culturale del Paese. Il caso di Villa Adriana, minacciata da una discarica è un attacco scellerato al cuore del nostro Paese, un Paese stanco, colpito da mancanza di finanziamenti, lentezza amministrativa, corruzione e disattenzione, un Paese incapace non solo di valorizzare lo straordinario patrimonio che custodisce ma persino di proteggerlo. Come Presidente del Touring Club e come cittadino italiano ritengo che questo debba essere l’ultimo campanello di allarme che deve spingere il Paese a reagire e a non sprecare l’enorme potenziale che per storia e natura possediamo e che non e’ solo un valore intrinseco fine a se stesso ma un elemento strategico della capacita’ turistica attrattiva del nostro Paese”

Enrico Ferdinandi

24 maggio 2012

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