Roma, omicidio Torpignattara: i killer sono due marocchini

Si delinea con più chiarezza quanto successo a Torpignattara in merito all’omicidio di mercoledì dei due cinesi, padre e figlia, freddati da due rapinatori.
Nel corso delle indagini è emerso che gli aggressori hanno rubato una borsetta contenente circa 16.000 euro poi ritrovata nascosta in un casale abbandonato della quale la moglie della vittima Lia Zeng, ricoverata al San Giovanni, non aveva parlato fin ora. Si fa dunque più oscuro quanto successo.

È emerso difatti che la vittima era incaricato di raccogliere i soldi dell’incasso di tutti i cinesi del quartiere per poi trasferirli (grazie al suo negozio di money transfert) in Cina. I rapinatori quindi potevano essere a conoscenza di queste informazioni, vi è la possibilità anche che si tratti di un regolamento di conti.
 Difatti la donna ha riferito agli investigatori che i due killer aveva un accento romano o dell’est europeo. Ora si aspettano gli esiti delle indagini dei Ris per verificare se vi siano impronte sulla borsa (contenente 16.000 euro) ritrovata ieri.
Intanto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, (che domani incontrerà una delegazione di rappresentanti della comunità cinese romana, guidata dall’ambasciatore cinese, Ding Wei) ha  affermato: “Istituzioni e forze politiche convergano sulla linea della fermezza. Polizia e magistratura devono sentire la solidarietà di tutto lo schieramento politico senza cedimenti al garantismo e al buonismo. I risultati ottenuti in questi giorni da Carabinieri e Polizia con interventi a tappeto sui quartieri a rischio sono molto incoraggianti. Cinquantasei arresti e 35 denunce, ottenuti in particolare nelle zone del Pigneto e Tor Pignattara dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, dimostrano come sia necessaria una grande opera sistematica e preventiva per isolare le bande criminali. Ci auguriamo che la magistratura convalidi questi arresti e che la possibilità di fare perquisizioni preventive attraverso l’articolo 41 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza non venga limitata per garantismi che oggi sono sicuramente fuori luogo. Se c’è un rischio di criminalità organizzata a Roma bisogna attuare anche nella nostra città quelle misure che hanno permesso nei territori più a rischio di conseguire i risultati più importanti”.
Alemanno ha poi chiesto che vi sia: “una grande convergenza di attenzione e di fermezza da parte di tutte le istituzioni, con una fortissima collaborazione tra la magistratura e le forze dell’ordine, prendendo atto della sfida straordinaria che abbiamo di fronte”.

 

Aggiornamento delle ore 20:00

Secondo gli investigatori i due killer sono di origine nord africana, più precisamente marocchini. Entro domani i Ris forniranno anche il dna e quindi il cerchio si stringerà ulteriormente. Si indaga intanto sull’attività di money transfert, che secondo gli inquirenti sarebbe fondamentale per capire fino a che punto la famiglia vittima della rapina sia “addentrata” in circoli malavitosi o meno.

di Enrico Ferdinandi

8 dicembre 2012

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