Gemelli: sotto inchiesta per Tbc e bimba nata morta

Torniamo a parlare del Policlinico Gemelli, questa volta per fare il punto sulla situazione e capire come uno degli ospedali che dovrebbe esser, come dire punto di riferimento per i cittadini, sia invece diventato una calamita sulla quale giorno dopo giorno spuntano e si “fatti” di malasanità che lasciano esterrefatti. Come molti di voi sapranno il Gemelli nelle ultime settimana è al centro di un inchiesta per via della diffusione di tubercolosi avvenuta nel reparto di neonatologia a causa di un infermiera infetta dal 2004  che ha continuato a lavorare senza esser sottoposta ai dovuti controlli (ed a quanto pare senza aver chiarito come di dovere alle autorità competenti la sua situazione clinica).

Questa “svista” è costata finora il contagio di circa 122 bambini e di una mamma di uno dei neonati. Ricordiamo ai nostri lettori che la positività alla tubercolosi non implica l’avere la malattia (che può manifestarsi anche dopo anni) ma la necessità di cominciare ad attuare delle procedure che scongiurino il suo manifestarsi, nonostante ciò resta la paura ed il potenziale danno alla salute di centinaia di persone. Sono difatti in corso ogni giorno centinaia di controlli, soprattutto privati. Ciò ha portato in questi giorni ad una “mancanza di fiducia” dei pazienti nei confronti dell’ospedale che sta assistendo inerme al dimezzamento dei parti e al calo dei ricoveri. I sanitari dell’ospedale, una delle strutture sanitarie che vanta il maggior numero di nati ogni anno, hanno dichiarato che “Nella prima metà di settembre solo 70 nascite (la metà rispetto allo stesso periodo del 2010). Per due giorni, sempre in settembre, le sala parto è rimasta ferma”.

A peggiorare la situazione un’altra grave valutazione erronea dei medici del Gemelli, si tratta di una donna mandata a casa dopo aver superato di due settimane il nono mese di gravidanza, e che ha causa di questo “errore” di valutazione ha perso il suo bambino, nato morto. Anche per questo fatto è stata avviata un indagine interna. La procura della Repubblica ha disposto l’autopsia sul corpo della neonata per chiarire se la colpa sia da imputare ai medici o meno.

I dirigenti del policlinico dell’università Cattolica hanno spiegato in un comunicato stampa che:

“Quanto accaduto sarà approfondito negli aspetti clinici e in quelli scientifici. Gli studi della letteratura internazionale, sottolineano come la morte endouterina al termine della gravidanza, per quanto rara, non sia azzerabile anche attraverso l’adozione dei controlli più intensivi”.

Si può leggere ancora nel comunicato: “Dobbiamo constatare, con rincrescimento, come la drammatica vicenda sia stata catalogata, in poche ore e senza i necessari riscontri, come un fatto di malasanità, con ciò favorendo giudizi sommari e iniziative destinate più ad alimentare il clamore che ad agevolare l’accertamento dei fatti, che sta a cuore innanzitutto al Policlinico e a tutti i suoi operatori”.

 

di Enrico Ferdinandi

 

17 settembre 2011

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