UN TIRCHIO QUASI PERFETTO | Avari si nasce, “poveri” si diventa

UN TIRCHIO QUASI PERFETTO | Avari si nasce, “poveri” si diventa

Fred Cavayé firma una commedia spiritosa, ironica e con un bel messaggio di fondo: prima che donare i propri soldi, la cosa che conta di più è donare se stessi alle persone che lo meritano. Un tirchio quasi perfetto, che vanta come protagonista Dany Boon, da qualche anno uno dei più famosi attori comici francesi, in patria è già campione di incassi con quasi tre milioni di spettatori. E si appresta a fare lo stesso anche in Italia.

François Gautier è terribilmente avaro. Suona il violino in un’orchestra, non ha famiglia e non ha affetti intorno a sé. Anzi, in tanti lo odiano perché la sua spilorceria lo porta a fare delle scelte fuori dal normale. Ma non può fare a meno di risparmiare, è una cosa che gli da un enorme piacere. Peccato che durante la sua prima volta con una donna abbia risparmiato anche sulle precauzioni, usando un preservativo scaduto da anni. E così, nel bel mezzo della sua grigia e ripetitiva vita, piomba inaspettata una figlia di diciassette anni, che vuole conoscere quell’uomo di cui la madre le ha tanto parlato. In realtà, quello che le ha detto la madre è una grossa bugia, e François non può far altro che assecondare la menzogna, creando situazioni paradossali e impossibili da gestire. Se a tutto questo aggiungiamo la donna frequentata dal protagonista, che vede un uomo dolce e premuroso al posto di quello che è realmente, la vita di tutti non può che precipitare in un’enorme spirale di sotterfugi e bugie. Ma François non sa che a volte mentire può costare caro, molto caro.

Il protagonista di Un tirchio quasi perfetto è un personaggio ambiguo. Da un lato è un invito a risparmiare, a non scialacquare i propri averi in preda ad un maniacale consumismo, ma dall’altro è un patologico accumulatore di denaro, chiuso in se stesso e nelle proprie manie. François è così tanto dedito al risparmio da controllare ogni giorno i propri averi in banca, ma da non accorgersi di essere solo. E pur di non pagare un analista, qualcuno che lo stia ad ascoltare, si sdraia sul divanetto nell’ufficio del proprio banchiere e parla con lui, perché chi gestisce i suoi risparmi è l’unico degno della sua fiducia. Per fortuna, la vita è fatta di eventi inaspettati e più cerchiamo di programmarla e stare attenti a non fare passi falsi, più lei si diverte a giocare con noi.

Quando sembra che la situazione possa precipitare, il meglio di ognuno viene fuori. Così, anche François capisce che l’unica cosa su cui è impossibile risparmiare è il tempo, il tempo che doniamo alle persone che amiamo. Un tirchio quasi perfetto si trasforma dunque in una riflessione su un personaggio e sulla sua tirchieria, ma più in generale sulla società che ci circonda, impegnata troppo spesso a sprecare quell’unica cosa che dovremmo custodire come il bene più prezioso.

 

VOTO 6

 

Dati tecnici di Un tirchio quasi perfetto

TITOLO: Un tirchio quasi perfetto
TITOLO ORIGINALE: Radin!
USCITA: 16 marzo 2017
REGIA: Fred Cavayé
SCENEGGIATURA: Fred Cavayé, Nicolas Cuche, Laurent Turner, Olivier Dazat
DURATA: 89 minuti
GENERE: commedia
PAESE: Francia, 2016
CASA DI PRODUZIONE: Jerico, TF1 Films Production, Mars Films
DISTRIBUZIONE (ITALIA): BIM
FOTOGRAFIA: Laurent Dailland
MUSICHE: Klaus Badelt
MONTAGGIO: Yann Malcor
CAST: Dany Boon, Laurence Arné, Noémie Schmidt, Patrick Ridremont, Christophe Canard, Christophe Favre, Karina Marimon

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook