IN VIAGGIO CON JACQUELINE | Un sogno per due

IN VIAGGIO CON JACQUELINE | Un sogno per due

Da sempre fiabe e miti hanno accompagnato grandi e piccoli, incantando con le loro meravigliose quanto inverosimili storie, consegnandoci allo stesso tempo messaggi velati e insegnamenti profusi.

Nell’era di internet e della consacrazione del cinema a “settima arte”, Mohamed Hamidi ci stupisce con una storia che potrebbe quasi rientrare nella definizione classica di “Favola”, semplice e “didattica”, a lieto fine, quella di un contadino algerino e della sua amata mucca Jacqueline.

Il bracciante Fatah, umilissimo lavoratore nord-africano, nutre un grande sogno nel cuore: attraversare il Mediterraneo per partecipare al grande Salone Internazionale dell’Agricoltura di Parigi. Ad accompagnarlo in questa fantasia c’è la sua fedele mucca Jacqueline, maestosa Tarantaise, vera e propria spalla comica e spirituale del protagonista.  Dopo numerosi tentativi andati a vuoto, la direzione del Salone parigino finalmente accetta l’apply di Fatah, che nella sua esuberanza riesce a convincere i suoi concittadini a pagare, a lui e alla mucca, il biglietto per il traghetto verso la tanto ambita meta, la Francia! Dal porto di Marsiglia comincia un road trip nella campagna francese, fatto di incontri improbabili quanto divertenti, con una spiccata punta di ironia e auto-critica verso la comunità algerina nel paese europeo.

Ed è proprio in questo che la pellicola sfiora la fiaba; ai due protagonista capiteranno innumerevoli imprevisti. Più che un road trip, sembra quasi di assistere ad un racconto fantasy, senza le creature fantastiche. Fatah è il classico protagonista di una storia del genere, un personaggio ingenuo che, nel meccanismo da manuale della fiaba, supera ogni ostacolo grazie ad aiutanti esterni e riesce a diventare un eroe. Certo qui non abbiamo fate, né regni a cui ambire, ma i surrogati moderni funzionano altrettanto bene. I magici aiutanti sono i francesi, in questa grande terre d’accueil, sempre pronti ad aiutare, ad accogliere, pronti anche a farsi arrestare pur di far proseguire Fatah e Jacqueline nella loro quête chevaleresque .  Il premio finale non è una corona, ma è la fama inaspettata e sconosciuta di una campagna virale che trasforma Fatah nel personaggio del momento consacrato dal web.

La vache, titolo originale nella versione francese, attraverso i clichés fiabeschi, ci trascina nell’attualità, lasciandoci uno spunto su cui riflettere in materia di immigrazione, accoglienza e integrazione.  Il viaggio di Fatah e della sua vache non è altro che una proiezione di ciò che tanti nord-africani sognano, la speranza di attraversare il Mediterraneo per costruirsi una nuova vita in Europa, sogno infranto spesso già alla partenza nella tragedia del naufragio. “In viaggio con Jacqueline” non è un film di denuncia, pur rimanendo di fatto un film assolutamente politico. Le barriere di ceto, religione e origine vengono abbattute dai personaggi e, nonostante lo spettro della crisi e delle difficoltà economiche aleggi pesantemente sulla Francia, il contadino algerino, che nel suo mondo onirico aveva immaginato di approdare su una terra ricca, scopre l’accoglienza di un paese in difficoltà ma estremamente generoso e ospitale.

Dal punto di vista scenografico il film può risultare deludente per la quasi totale assenza di veduta della campagna francese, o delle caratteristiche viuzze parigine. La camera è quasi sempre intenta a seguire i personaggi, senza concedersi all’ascolto del paesaggio naturale, quasi a non voler perdere di vista Fatah e la sua mucca nell’immenso giardino d’Europa, declinazione di un nuovo Eden di pace e fraternità.

Le citazioni di altre pellicole sono innumerevoli, prima fra tutti “La vacca e il prigioniero”, film che ha accompagnato il regista Hamidi fin da tenera età, plasmando di fatto il suo immaginario. Anche il cinema italiano trova spazio nella pellicola francese, “Non ci resta che piangere”, viene indirettamente citato con una scena dedicata alla composizione di una epistola che ricorda moltissimo la celebre scena della lettera a Savonarola.

E come in “Forrest Gump”, il nostro protagonista si ritrova involontariamente al centro di un tam-tam mediatico che trasformala il suo ingenuo viaggio in una vera e propria impresa virale, nel giro di poche ore.

Un film che ha letteralmente conquistato il pubblico francese nel 2016 e che dal 23 marzo attenderà gli spettatori italiani, i “cugini” d’oltralpe che forse stavolta riuscirà a convincere.

 

Voto: 8 pere su 10

 

 Dati tecnici di In viaggio con Jacqueline

TITOLO: In viaggio con Jacqueline / La Vache

 

USCITA: 23/03/2017

REGIA: Mohamed Hamidi

SCENEGGIATURA: Mohamed Hamidi, Alain-Michel Blanc, Fatsah Bouyahmed

DURATA: 92 minuti

GENERE: Comico, Avventura

PAESE: Francia, Marocco

CASA DI PRODUZIONE: Quad, Kissfilms, Pathè, France 3

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Teodora Film

FOTOGRAFIA: Elin Kirschfink

MONTAGGIO: Marion Monnier 

CAST:  Fatsah Bouyahmed, Lamert Wilson, Jamel Debbouze, Julia Piaton, Hajar Masdouki, Abdellah Chakiri, Amal El Atrache, Patrice Thibaud, Charline Paul

 

Federico Ferlita

 

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