Berlinale 2017 | Gli Orsi viaggiano verso i più diversi paesi

Berlinale 2017 | Gli Orsi viaggiano verso i più diversi paesi

Berlino – I 9 giorni di proiezioni, incontri e red carpet della 67esima edizione del Festival del Cinema di Berlino finiscono e la Berlinale 2017 con i suoi premi spalanca le porte ai paesi più diversi per cultura e posizione geografica. I vincitori provengono da: Ungheria, Romania, Senegal, Polonia, Cile, Finlandia, Corea del Sud e Austria.

I 18 film selezionati per la competizione ufficiale di questa edizione della Berlinale sono stati visionati da una giuria composta da Paul Verhoeven, regista e sceneggiatore (Paesi Bassi) – Presidente di giuria, Dora Bouchoucha Fourati, produttrice (Tunisia), Olafur Eliasson, scultore (Islanda), Maggie Gyllenhaal, attrice (Stati Uniti d’America), Julia Jentsch, attrice (Germania), Diego Luna, attore e regista (Messico), Wang Quan’an, regista e sceneggiatore (Cina). Una giuria internazionale che ha conferito premi veramente internazionali che superano le barriere culturali e geografiche e coraggiosamente affrontano temi dal grande impatto sociale e politico.

La prima delle destinazioni degli Orsi della Berlinale di quest’anno è la Romania con il Premio al miglior contributo artistico andato a Dana Bunescu, editor di Ana, mon amour di Călin Peter Netzer, per aver saputo dare una architettura drammatica ad una complessa storia fatta di emozioni e relazioni. Un film non semplicemente romantico ma che riesce ricomporre le infinite diverse sfumature di una relazione dolorosa, difficile e affascinante. “Non so spiegare come ho fatto – ha detto la Bunescu -. In questo film abbiamo dovuto affrontare ogni giorno nuove sfide, era difficile seguire la logica della storia e armonizzare al livello narrativo il modo di procedere del racconto. La prospettiva di Toma, il protagonista, era fondamentale”.

Va in Cile L’Orso d’argento alla miglior sceneggiatura per il film Una mujer fantástica (A Fantastic Woman) di Sebastián Lelio a Sebastián Lelio e Gonzalo Maza per aver saputo confrontarsi sul tema del gender e dell’identità sessuale. Un film dalla parte della protagonista, interpretata da Daniela Vega, un personaggio energico che lotta per il riconoscimento del proprio diritto di scegliere di vivere liberamente come donna.

 

Il miglior attore della Berlinale 2017 porterà l’Oro d’argento in Austria; è Georg Friedrich e ha interpretato il ruolo di Michael in Helle Nächte (Bright Nights) di Thomas Arslan, un road movie che rappresenta anche un viaggio all’interno di una relazione padre-figlio.

 

La miglior attrice, la graziosa Kim Minhee, invece porterà questo Orso d’argento nella Korea del Sud per la sua interpretazione di un personaggio speciale in Bamui haebyun-eoseo honja (On the Beach at Night Alone) di Hong Sangsoo.

Apre nuove prospettive e vince il Premio Alfred Bauer il film Pokot (Spoor) di Agnieszka Holland in collaborazione con Kasia Adamik il cui Orso d’argento arriverà in Polonia.

Il Gran Premio della Giuria porta l’Osro d’oro fino in Senegal per Félicité di Alain Gomis, un film doloroso ma che consente di guardare alle faticose dinamiche di una città complicata come Kinshasa, capitale del Congo, dalla prospettiva di una donna, una madre che deve lottare contro un intero sistema sociale per curare il proprio figlio. “Alla base del film c’è la voce meravigliosa di questa stupenda interprete, Véro Tshanda Beya, che è stata per me come un dono, una grossa parte di questo premio appartiene a lei” ha detto il regista franco-senegalese.

In Finlandia Aki Kaurismäki porterà l’Orso d’argento per la miglior regia. Il regista, dopo essere stato acclamato dalla critica per il suo film Toivon tuolla puolen (The Other Side of Hope) serenamente non si presenta in conferenza stampa e riceve il suo premio confermando il suo straordinario senso dell’ironia.

L’Orso d’oro della Berlinale 2017 viaggia verso la Polonia con il film Testről és lélekről (On Body and Soul) di Ildikó Enyedi, una storia d’amore assolutamente originale in cui un uomo e una donna superano la difficoltà di avvicinarsi nella vita reale e si incontrano nel sogno. “Sapevamo di fare un film rischioso, perché non avevamo la certezza che il pubblico ci avrebbe seguito, perché si tratta di un film che va visto con cuore generoso”.

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