ALPS | Storia iperbolica di esistenze vuote

ALPS | Storia iperbolica di esistenze vuote
ALPS

Nel calderone dei film in uscita in questi giorni post-natalizi troviamo un film che viene da lontano, e per il Paese d’origine della pellicola (la Grecia), sia per l’anno in cui la storia è stata girata. Era infatti il 2011 quando Alps  – questo il nome del lavoro in questione – vinceva l’Osella per la miglior sceneggiatura al Festival del cinema di Venezia e, un anno dopo, esattamente dall’altro capo del mondo, veniva omaggiato del titolo di miglior film al Festival di Sydney. Regista dell’opera era un certo Yorgos Lanthimos, autore greco fattosi conoscere per Dogtooth (vincitore del Certain Regard a Cannes 2009) e consacratosi definitivamente con The Lobster (2015), storia distopica con protagonista un mite Colin Farrell.

Prima di quell’esordio nel mondo della recitazione in lingua inglese, Lanthimos si cimentava quindi con Alps, lungometraggio che (col senno di poi, è chiaro) anticipa molti dei topic narrativi e stilistici del futuro The Lobster, partendo allo stesso modo da uno scenario di vita irrigidito e cristallizzate.

La storia infatti è quella di un’infermiera, una ginnasta, un paramedico ed un allenatore che, nonostante possano sembrar essere i protagonisti di una barzelletta di quart’ordine, si ritrovano a convivere con mirate dosi di drammaticità. Loro sono gli Alps, una équipe di professionisti che ha il compito di rimpiazzare i defunti nella quotidianità dei parenti rimasti in vita.

Il dolore viene vissuto in un ambiente che non ha vie di fuga prospettiche, in cui la vita sembra essere relegata ad una bidimensionalità che non accetta speranza, in un vuoto iperbolico che sembra implodere su sé stesso.

Ed è questa assenza di luce l’elemento che più spicca in questo film: abolite le fiaccole dell’amore, della gratificazione personale, del sereno quieto vivere, ogni personaggio apparso sullo schermo diventa la fotocopia smunta di sé stesso. Un pupazzo gelido e senz’anima, che non ha motivo per illuminare l’iride dei propri occhi.

Insomma, se Yorgos Lanthimos sembrava esser partito da lontano, il suo punto d’arrivo è tutt’altro che imperscrutabile, nell’orizzonte della sua cinematografia: questo Alps, pur avendo dei limiti oggettivi in una narrazione alle volte troppo sincopatica, getta le basi per un pessimismo esposto senza fronzoli ed in maniera definitiva del seguente The Lobster.

Alla luce di ciò, visto che il 2017 sarà anche l’anno di The Killing of a Scared Deer – che vedrà di nuovo protagonista Colin Farrell, in compagnia però di Nicole Kidman – quale altra soluzione darà alla vita Lanthimos, se non uno stoico suicidio di massa?

Voto: 6/10

Scheda Tecnica

TITOLO: Alps (Alpis)

USCITA: 28 dicembre 2016

PRODUZIONE: Yogor Lanthimos, Victoria Bousis, Maria Hatzakou, Matthew Johnson, Thoma Kikis

PAESE E ANNO: Grecia 2011

DURATA: 93 min

GENERE: Drammatico

REGIA: Yogor Lanthimos

CAST: Aggeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris

TRAILER:

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