FAI BEI SOGNI | Lo sguardo di Bellocchio sul romanzo autobiografico di Gramellini

FAI BEI SOGNI | Lo sguardo di Bellocchio sul romanzo autobiografico di Gramellini

Fai bei sogni è la frase che ogni bambino vorrebbe sentirsi dire prima di andare a dormire oltre ad essere le ultime parole che Massimo ascolta dalla madre prima che lei lo lasci per sempre. Il nuovo film di Marco Bellocchio ha come protagonista assoluto il dolore mai superato per una perdita oscura ed improvvisa. Massimo è un giornalista affermato ma nonostante siano passati tanti anni dalla morte della madre, lui non riesce a darsi una spiegazione, non riesce ad accettare il fatto che sia dovuto crescere senza avere accanto la donna che avrebbe dovuto prenderlo per mano e guidarlo verso la maturità.

Il film è liberamente ispirato al libro Fai bei sogni del giornalista Massimo Gramellini che con la sua storia autobiografica ha conquistato il cuore ed il consenso di molti lettori. La parola “liberamente” sta ad indicare il fatto che Bellocchio ha raccontato l’accaduto con la sua personale chiave di lettura. Come nei suoi precedenti film, tornano temi ricorrenti come la famiglia, la figura dei genitori, il passare del tempo e l’Italia che cambia come le sue case, prima piene di oggetti e poi svuotate dei vecchi ricordi.

Il personaggio di Massimo sembra rimanere lo stesso durante tutto il film; prima è un bambino che non accetta la morte improvvisa della madre, che si ribella a quello che gli ordina la sua famiglia, poi è un uomo, che conserva ancora le stesse paure e che chiede aiuto e segue i consigli di Belfagor, il fantasma immaginario che la madre amava e che forse è l’unico amico sincero che lo tiene legato a lei. Diventa un giornalista affermato ed acclamato, ma il suo dolore e quel mistero che da sempre accompagna la scomparsa della madre, gli fanno perdere qualsiasi interesse per il mondo.

Il film va avanti e indietro tra gli anni 60 e 90, si sposta tra Roma, Torino e Sarajevo, tuttavia questa dinamicità si scontra con la staticità di Massimo che continua a vivere perché deve e non perché vuole farlo. Bellocchio ha come sempre la grande capacità di rappresentare i sentimenti per immagini, e Massimo da adulto (interpretato dall’impeccabile Valerio Mastrandrea) nonostante sia introverso e di poche parole, esprime perfettamente il suo stato d’animo, tra tachicardia, respiro corto, sguardi ormai persi nei lunghi anni passati a chiedersi il motivo dell’improvvisa morte della madre. Le ricorrenti scene che hanno come soggetto la folla, come nello stadio o in discoteca, marcano ancora di più la sua situazione di uomo presente e nello stesso momento assente e solo.

Attorno al personaggio principale di Massimo ruotano altre figure secondarie, ma non di importanza. Ogni nuovo incontro lo conduce alla consapevolezza e alla guarigione. Persino un ballo sfrenato, o la voce di Elisa (Bérénice Bejo) al telefono, diventano un sollievo per le sue sofferenze. Tutto quello che ha vissuto non è altro che un tassello in più che lo porta a ricostruire la sconvolgente ma tanto attesa verità.

Nonostante sia un tema già affrontato dal cinema italiano ed internazionale, Bellocchio ha lo straordinario merito di raccontare il rapporto madre-figlio quasi solo attraverso gli sguardi, andando oltre i dialoghi. Riesce a descrivere e a rendere visibile la bellezza di un legame che spesso si dà per scontato nella vita di tutti i giorni, ma che inesorabilmente influenza il percorso e la formazione della nostra personalità.

Voto: 7.5

Dati tecnici di Fai Bei Sogni

TITOLO: Fai Bei Sogni

USCITA: giovedì 10 novembre 2016

PRODUZIONE: IBC MOVIE e Kavac Film con Rai Cinema

COPRODUZIONE: Ad Vitam

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: Italia, Francia 2016

DURATA: 134 minuti

GENERE: Drammatico

SCENEGGIATURA: Valia Santella, Edoardo Albinati, Marco Bellocchio

 

FOTOGRAFIA: Daniele Ciprì

MUSICHE: Carlo Crivelli

REGIA: Marco Bellocchio

 

CON Valerio Mastrandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Nicolò Cabras, Dario Delpero, Barbara Ronchi, Miriam Leone, Emanuelle Devo, Fabrizio Gifuni

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